Joime: “investire nella green economy per una crescita sostenibile”

Scritto da   Domenica, 08 Giugno 2014 16:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Gian Piero Joime, docente di Economia dell’ambiente e del territorio presso l’Università Guglielmo Marconi,  è intervenuto durante "A conti fatti", trasmissione realizzata da Economiacristiana.it in onda su Radio Vaticana Italia ogni domenica alle 15.40 e il Lunedì alle 11.40.

 

La Green Economy rappresenta un nuovo modello di sviluppo su cui molti investitori hanno deciso di investire. Quali possono essere, secondo lei, oltre al canale finanziario, quelli che si possono attivare per aiutare questi imprenditori?

La Green Economy è la più grande opportunità che l'economia occidentale ha per dimostrare che: si può fare innovazione e quindi sviluppo economico; si può avere una crescita sostenibile e rinnovare il modello di welfare in questi anni concentrato sul social, lavorando, quindi, anche sull'ambiente. Le innovazioni tecnologiche di questi anni in ambito ambientale hanno consentito dei passi avanti enormi. Dal 2007 in poi, grazie al conto energia, sono state realizzate cose molto importanti. Grazie agli incentivi dati alle imprese, il nostro Paese oggi è tra quelli con maggior potenziale di energie rinnovabili da fotovoltaico. Occorre quindi riprendere ad aiutare le imprese a svolgere il loro ruolo di investitori nel settore delle rinnovabili, per non avere poi difficoltà sia in ambito di sviluppo economico che di salvaguardia ambientale.
 

La sinergia tra pubblico e privato è uno degli elementi che si possono attuare per supportare questa innovazione. In che modo si può attuare questa sinergia?

Il Conto Energia, è un tipico esempio di sinergia tra pubblico e privato. Nel Conto Energia il privato investe e il pubblico aiuta il privato ad investire. Come avviene tutto ciò? Tramite degli incentivi economici che fanno in modo che questo investimento scaturisca in un interesse da parte del mondo privato. Un altro elemento su cui il settore pubblico deve investire, e in Italia lo ha fatto molto poco, è nel settore ricerca e sviluppo. Poche settimane fa il rapporto Toniolo affermava che uno su due laureati decidono di andare all’estero. Questo non deve accadere. Bisogna arrestare questa emigrazione di talenti italiani: bisogna, quindi, che si torni a investire in ricerca scientifica. Ecco come si può sviluppare una sana sinergia tra pubblico e privato, formando le persone in grado di poter incidere nell'innovazione, che è il motore della crescita economica.

 

Tema del convegno sono anche le città che svolgono un ruolo importante per uno sviluppo sostenibile. Occorre incentivare iniziative concrete che indirizzino le nostre città verso un approccio più smart. Le amministrazioni territoriali possono fare tanto, ma è sufficiente?

Le amministrazioni territoriali possono fare tanto idealmente, perché fin quando ci sarà la morsa della spending review, economicamente possono fare ben poco: questo è il dato evidente di questi ultimi anni. Devono intervenire anche gli attori privati facendo investimenti, ma se Il ruolo delle pubbliche amministrazioni diventa di mero attore non protagonista lo sarà anche per la gestione delle reti. Vogliamo che le reti di telecomunicazioni e le reti di energia passino tutte in mano privata? Non credo che questo possa essere il futuro di business assolutamente strategici come quello dell'energia e della comunicazione. Quindi credo che sia necessario rivedere un po' i parametri, in modo particolare quelli del fiscal compact che sono quelli che frenano lo sviluppo della green economy in questo momento.

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