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L’educazione ambientale a scuola? Si, ma la strada è ancora lunga

Scritto da   Domenica, 08 Febbraio 2015 16:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font
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Barbara Degani, Sottosegretario di Stato del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, è intervenuta su A Conti Fatti, trasmissione a cura di Economiacristiana.it trasmessa dalle frequenze di Radio Vaticana Italia.

 

Sottosegretario Degani, lo scorso 14 gennaio lei ha annunciato che, a partire dall’anno scolastico 2015/2016 l’educazione ambientale diventerà materia scolastica. Concretamente ci può dire cosa cambierà? 
Non è propriamente corretto dire che diventerà materia scolastica. Il fine ultimo del Ministero dell’ambiente è che diventi tale, ma il percorso è ancora molto lungo. Il nostro obiettivo è portare le tematiche ambientali all’interno della Buona Scuola, affinché ambiente e sostenibilità non restino relegati solo ad alcune materie come scienze e geografia.
 
In che modo questa riforma verrà applicata? Quali sono gli step successivi?
Il nostro scopo primario è uniformare una conoscenza ambientale che è fondamentale per i nostri bambini, per i nostri ragazzi. Andando in giro per l’Italia abbiamo avuto modo di conoscere molti percorsi educativi riguardanti  le questioni ambientali, ma queste purtroppo avvengono a macchia di leopardo. Inoltre non possiamo più continuare ad affidarci solo alla grande sensibilità degli insegnanti e al loro buon cuore e proprio per questo abbiamo voluto definire quelle che sono delle linee guida, aumentando quelli che già erano i temi trattati (abbiamo aggiunto ad esempio lo spreco alimentare). Come Ministero intendiamo dare agli insegnanti un supporto pratico con delle modalità su come insegnare tutela ambientale.
 
Lei ha parlato di dieci temi che saranno la spina dorsale di questa disciplina. Ma quali sono?
In parte sono quelli che si trovano nelle linee guida del 2009, soprattutto rispetto ai grandi temi della biodiversità oppure della gestione dei rifiuti. Li abbiamo ripresi e attualizzati. In parte li abbiamo aggiunti ex novo, come il grande tema dello spreco alimentare che tanto impatta in termini  di sostenibilità. Tutto questo è un lavoro ancora aperto perché aspettiamo i suggerimenti di quelli che sono i formatori, il corpo insegnanti, ma anche di tutti coloro che si occupano in qualche modo di educazione ambientale come le associazioni ambientaliste.
 
Per il momento le tematiche saranno spalmate all’interno delle materie curriculari. Si prevede, però, un’ora di educazione ambientale e quando?
Noi speriamo che possa avvenire. Il percorso, però, è ancora lungo e questo aspetto chiama in causa prevalentemente il Ministero dell’Istruzione che deve indicare dove collocare questo insegnamento, come collocarlo e soprattutto chi potrà insegnarlo. La novità di queste linee guida è che si può insegnare ambiente anche insegnando religione, e proprio su questo aspetto il nostro Papa ha fatto scuola. Ma si può insegnare ambiente anche facendo inglese, matematica o italiano.
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