Brunori, Pefc: “Per arginare il taglio illegale degli alberi occorre la certificazione forestale”

Scritto da   Domenica, 22 Marzo 2015 16:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Antonio Brunori, segretario generale del PEFC Italia, è intervenuto su A Conti Fatti, trasmissione a cura di Economiacristiana.it trasmessa dalle frequenze di Radio Vaticana Italia.

 

Dottor Brunori, si è appena celebrata la Giornata internazionale delle foreste. Più volte sono stati lanciati appelli per una gestione sostenibile delle risorse provenienti da questo ecosistema. A che punto siamo nel nostro Paese e in Europa?
Dal 1950 ad oggi le risorse forestali italiane sono raddoppiate. Questo aumento della superficie forestale, però, è dovuto più a un loro abbandono che a una corretta gestione. Da una parte c'è la soddisfazione di vedere che i boschi crescono, dall'altra c'è il rammarico di sapere che noi  importiamo 80% delle risorse legnose dall'estero, abbandonando, di conseguenza, quello che è un nostro patrimonio, senza poterlo gestire in maniera corretta.
 
Cosa vuol dire gestire in maniera sostenibile una foresta? Si parla solo di legno?
Quando si parla di gestione forestale sostenibile si tiene in considerazione sia l'aspetto legale, sociale, ambientale ed economico. Si trattano tutti gli aspetti della multifunzionalità della foresta: non soltanto la produzione economica del legno, ma anche dei prodotti forestali non legnosi, dei servizi eco sistemici, come l'emissione dell'ossigeno, l'assorbimento dell'anidride carbonica, gli aspetti idrogeologici, quindi la corretta gestione delle acque, per poi parlare anche del paesaggio, delle sue tradizioni e dei valori sociali. 
 
Come Pefc partecipate al progetto di ricerca Trees. Di cosa si tratta?
Il sistema di certificazione Pefc ha creato questo progetto per rafforzare il regolamento europeo sulla Timber regulation, che riguarda i processi di importazione di legname in Europa. Insieme a ConLegno, ma soprattutto a Interpol e a delle agenzie per la lotta alla criminalità, aiutiamo a trovare le strade migliori per combattere l'illegalità nella filiera del legno. Dalla radice, nei sistemi di controllo dei tagli, tutelando tutte le filiere dal commercio fino alla vendita dei prodotti finiti.
 
Questa tracciabilità riguarda solo i traffici europei, o anche l’importazione di materiali extra Ue?
Dobbiamo pensare che una singola matita viene ordinata in Italia, ma viene fatta con legno americano, confezionata in Cina e impacchettata in Finlandia. Quindi la risposta è tutto il mondo. I commerci dell'illegalità riguardano soprattutto il sud del mondo, Sud America, Asia, Africa, ma il legname arriva prevalentemente in Europa, in Cina, negli Stati Uniti. Quindi il nostro progetto si pone l’obiettivo di aiutare la polizia, le dogane ecc., attraverso modalità di controllo più efficiente dell'origine del legname.
 
Come può un consumatore tutelare le foreste?
Un consumatore, quando acquista un prodotto in legno o in carta, deve prima di tutto controllare se c’è un marchio di certificazione forestale, come il Pefc. Il marchio di certificazione da garanzia che l’origine è, non solo legale, ma anche sostenibile, prodotto seguendo regole riconosciute a livello internazionale. 
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