Sassi, Earth Day Italia, “con l’Enciclica è fatto un passaggio epocale da un'ecologia umana distinta dall'ecologia ambientale a un'ecologia integrale”

Scritto da   Domenica, 21 Giugno 2015 16:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Pierluigi Sassi, Presidente di Earth Day Italia, è intervenuto su A Conti Fatti, trasmissione a cura di Economiacristiana.it trasmessa dalle frequenze di Radio Vaticana Italia.

 

Dottor Sassi, Papa Francesco ha pubblicato un Enciclica che tutti definiscono “Enciclica ecologica”. Che momento è questo per l’ambientalismo globale e che significato ha questa lettera del Papa?
L'intervento del Santo Padre si inserisce in tutto quello che è il filone della Dottrina Sociale della Chiesa che dal 1891 guida lo sviluppo civile e sociale dell'umanità. L'Enciclica ecologica di Papa Francesco rivoluziona anche il rapporto fra società e ambiente. In particolare ha colpito molto noi di Earth Day Italia, come si sia fatto un passaggio epocale da un'ecologia umana distinta dall'ecologia ambientale a un'ecologia integrale che mette insieme tutto quanto.
 
Nell’Enciclica il Pontefice fa riferimento al fallimento politiche internazionali adottate fin ora e critica degli incontri globali che fin ora hanno portato poco frutto. A dicembre ci sarà la 21esima conferenza delle parti a Parigi, un momento molto importante. Questa Enciclica può dare uno stimolo affinché si chiudano degli accordi importanti soprattutto sul clima? 
L'Enciclica richiama a questa comunione, richiama soprattutto alla centralità dell'uomo e alla centralità del bene comune. Nel sistema capitalistico, che guida l'economia di tutto il mondo, non si ha tanto la ricerca di un bene comune quanto piuttosto la competizione per la ricerca di beni singoli. In questo senso il fallimento di tante conferenze, soprattutto quella sul clima. Non si tratta tanto di una critica, quanto piuttosto un richiamo all'importanza di condividere la natura nella sua bellezza, nella sua centralità rispetto alla sopravvivenza dell'umanità e in questo senso a ritrovare lo spirito costruttivo che può veramente portare a dei risultati.
 
La crisi ambientale acuisce con lo squilibrio sociale che anche il Papa rimarca, ossia gli effetti dei cambiamenti climatici, gli effetti di un pianeta non sano vengono patiti prevalentemente dai Paesi più poveri che sono anche i meno responsabili della situazione attuale..
In un sistema che persegue la somma degli interessi personali al posto del bene comune, il rapporto è sempre di forza ed è chiaro che ha pagarne lo scotto sono i più deboli. Il Papa nell'Enciclica non solo denuncia il fatto di non potersi difendere di queste popolazioni, ma anche di non essere addirittura vivibile agli occhi dei decision maker e degli opinion maker. In questo senso restituire la centralità al sistema globale, all'eco sistema, al sistema sociale, vuol dire anche restituire la possibilità di rimettere al centro anche chi è oggi emarginato. Il Papa non mette da parte questioni di guerre o di conflitti perché preferisce il tema dell'ecologia, ma perché quasi sempre alla base di un conflitto, alla base di una emarginazione, di una povertà o di una persecuzione religiosa, c'è lo sfruttamento iniquo delle risorse. Ecco allora l'importanza di ritrovare l'ecologia globale, l'ecologia comune, l'ecologia, come la chiama lui, integrata.
 
Nell’Enciclica viene fatto riferimento  ai comportamenti privati come la raccolta differenziata, la condivisione del mezzo di trasporto, di riduzione degli sprechi in cucina. Il Santo Padre Invita tutti ad avere comportamenti più responsabili, ognuno per quel che può fare. È un po’ il senso della Campagna Io ci tengo che Earth Day Italia porta avanti da qualche anno?
Lo spirito della Campagna è che il ruolo di ognuno è fondamentale per il bene comune. Non esiste una priorità dei grandi sistemi economici sull'importanza dei comportamenti individuali: i comportamenti individuali determinano le grandi dinamiche politiche ed economiche del paese e del pianeta. Dobbiamo essere solidali gli uni con gli altri, ispirarci ai principi fondamentali della Dottrina Sociale della Chiesa, che sono appunto la solidarietà e la partecipazione, perché tutto quello che si fa è in qualche modo collegato al bene comune.
 
A settembre sarà celebrata la Giornata per la custodia del creato. Assume un nuovo significato alla luce di questa Enciclica?
Siamo alla decima edizione della giornata sulla custodia del creato della conferenza episcopale italiana, e sicuramente il tema sarà deciso in funzione di questa Enciclica. In particolare vorrei sottolineare, che a Roma, nella diocesi del Santo Padre, alla vigilia della grande conferenza sul clima, insieme al Vicariato, organizzeremo una marcia nel giorno del ringraziamento, l'8 novembre, a venti giorni dalla Cop 21 di Parigi. Una marcia che partirà dal Colosseo e terminerà a piazza Santi Apostoli, e che chiameremo “marcia per la terra”, proprio per sottolineare i grandi temi sollevati dal Santo Padre.
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