Ultima frontiera del riciclo: i presepi di plastica

Scritto da   Domenica, 22 Dicembre 2013 00:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Bottiglie, tappi, piatti e bicchieri di plastica, frammenti di boe e reti, residui di pneumatici e lattine: questa volta non sono i protagonisti di un’ennesima storia di malcostume, ma i protagonisti di un presepe. Come in una favola di Natale che si rispetti, i bambini ci insegnano a fare di necessità virtù e ripulendo la spiaggia dalle immondizie che purtroppo troppo spesso la ingombrano creano così statuette di pastori e animali e la capanna dove riporre Gesù Bambino.
Si tratta dell’iniziativa “I presepi spiaggiati”, un progetto nato dalla collaborazione tra il Dipartimento Didattico dell’Acquario di Cattolica, il Comune di Cattolica con il suo Laboratorio di Educazione all’Immagine e l’Ufficio Ambiente – la Struttura Oceanografica Daphne, Arpa Emilia Romagna e il Gruppo Hera, e con i Patrocini del Ministero dell’ Ambiente e della tutela del territorio e del mare, della Regione Emilia Romagna, della Provincia di Rimini e del Comune di Cattolica. Cento bambini di Cattolica di terza e quarta elementare si sono dapprima improvvisati netturbini del mare e quindi artisti del Natale.
In un totale di trenta ore hanno raccolto oltre 30 kg di rifiuti sulla spiaggia e li hanno trasformati in 4 natività, esposte nell’Acquario di Cattolica. Creatività, materiali di scarto uniti ad argilla plastilina e pongo hanno dato vita a dei presepi originali ed educativi allo stesso tempo.
Divertendosi i bambini hanno avuto una lezione incisiva sul rispetto dell’ambiente e l’importanza di trasformare gli scarti in risorsa. Il progetto è una delle iniziative di “Plastifiniamola”, una campagna partita dall’Acquario di Cattolica contro l’uso della plastica, che nella maggior parte dei casi finisce in mare e provoca forti danni all’ambiente marino e ad alcune specie. Circa 1 milione di uccelli marini e 100mila mammiferi marini muoiono ogni anno a causa dei rifiuti in mare e in particolare sono 267 le specie animali vittime della plastica, tra questi anche le tartarughe marine, che proprio per via di questo materiale sono a forte rischio estinzione.

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