In marcia per il clima e per la solidarietà universale

Scritto da   Domenica, 25 Ottobre 2015 16:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Domenica 8 novembre il Vicariato di Roma celebrerà la Giornata Diocesana per la Custodia del Creato.
L'iniziativa assume un'importanza internazionale perché promossa dalla Diocesi del Papa proprio alla vigilia della grande conferenza sul clima di Parigi - la COP21 - guardando alla quale il Sommo Pontefice ha voluto promulgare l'enciclica Laudato si'.


 
Per sottolineare il valore dell'evento, Vicariato di Roma, Connect4Climate ed Earth Day Italia, hanno ideato una Marcia di solidarietà al messaggio dell'Ecologia Integrale lanciato da Papa Bergoglio. La Marcia per la Terra partirà dal Colosseo per arrivare a Piazza Santi Apostoli e quindi a San Pietro dove il Santo Padre offrirà la Sua benedizione e il Suo saluto all'evento in occasione dell'Angelus.
Roberta Cafarotti, direttore scientifco di Earth Day Italia ne parla su “A Conti Fatti”, trasmissione a cura della redazione di economiacristiana.it e trasmessa da Radio Vaticana Italia.
 

L’8 Novembre ricorre la giornata Diocesana per la Custodia del Creato. Che iniziativa state organizzando assieme al Vicariato di Roma?
Come ogni anno il Vicariato festeggia la giornata diocesana della Custodia del Creato, che in questo anno centrale per il clima assume un significato nuovo vista la pubblicazione da parte del Papa dell’ enciclica Laudato Sì.
L’8 Novembre realizzeremo una bellissima festa a piazza Santissimi Apostoli, un appuntamento a cui tutti possono partecipare, una festa improntata sulla gioia e sull'incontro. Ci sarà anche una marcia, che partirà dal Colosseo alle 9 del mattino e arriverà in piazza Santissimi Apostoli per assistere alla Messa del Cardinal Vallini; i più coraggiosi potranno proseguire e camminare fino a piazza San Pietro per assistere all'Angelus del Papa.
Questo è un anno molto speciale, importantissimo per il pianeta. Organizziamo questa marcia perché il tema ambientale e i temi della solidarietà universale devono essere i temi centrali sia nelle politiche mondiali che nelle politiche nazionali e devono trovare un posto speciale nel nostro cuore, soprattutto come cattolici e su questo ci stimola fortemente, con un messaggio chiarissimo, Papa Francesco.

 

Voi sostenete con la marcia il messaggio di Papa Francesco in vista della COP21. Perché è così importante questo appuntamento?
È una conferenza in cui si riuniranno tutti i governi del mondo; dovranno trovare un accordo vincolante, quindi un accordo che avrà un valore legale, per cercare di ridurre le emissioni nell'atmosfera dei gas serra che sono i principali responsabili dei cambiamenti climatici. Le nostre attività industriali e il nostro consumismo sfrenato, concorrono a creare questo grande surriscaldamento al quale dobbiamo dire basta.
La comunità scientifica si è riunita, è stato il più grande esempio di coordinamento di scienziati nel mondo, e tutti hanno concordato sulla matrice antropica dei cambiamenti climatici. Fondamentalmente abbiamo consumato troppo, abbiamo prodotto troppo e ora dobbiamo in qualche modo metterci d'accordo su come provare ad interrompere questa spirale così pericolosa per i nostri figli e per il nostro futuro.

 

In questo senso l'Enciclica di Papa Francesco che significato ha?
Un significato immenso. Papa Francesco ci dice che non è solo una questione di tecnica, di scienza, ma dobbiamo metterci la nostra morale, la nostra partecipazione, il nostro impegno, la nostra responsabilità, una responsabilità che non va solo nell'ordine del rispetto della natura, ma anche del ritornare a rispettarci come uomini, reciprocamente.
Il Papa unisce questi due concetti, l'ecologia ambientale e l'ecologia umana, e ci invita a rispettare il clima come bene di tutti e a rispettarci l'un con l'altro, in un richiamo alla solidarietà universale in un momento in cui assistiamo ai movimenti migratori e a guerre legate anche allo sfruttamento delle risorse naturali.
Papa Francesco ha dato un messaggio di novità anche rispetto ad un approccio, che negli anni si è consolidato, dell'uomo come dominatore del creato; il Papa ci richiama invece al nostro ruolo di custodi della terra.

 

Si stanno organizzando molte manifestazioni di avvicinamento alla COP21, ma non sempre i governi e le economie hanno tenuto conto di queste iniziative popolari.
È vero, ma ci sono moltissimi fatti anche che ci fanno ben sperare. Probabilmente da Parigi ne uscirà un accordo buono, anche se non sufficiente perchè l'attenzione non può finire dopo Parigi, ma c'è bisogno di un impegno continuo nel tempo e di riappropriarsi di alcuni valori cercando di smorzare questo grande paradigma tecnologico che pone la scienza, l'economia e la finanza al di sopra delle nostre volontà, della nostra capacità di governarle.
È un fatto su cui ragioniamo a seguito della grande crisi economica e  ambientale  che viviamo; su queste grandi crisi tutti sentiamo l'inadeguatezza di una economia fine a se stessa, che non serve più all'uomo. L'economia deve tornare alla sua funzione di vicinanza con l'uomo, il profitto va ricondotto a mezzo e non a fine ultimo.
Oggi alcune aperture dalla Cina, dagli Stati Uniti lasciano ben sperare, sono i due più grandi inquinatori del pianeta. Il terzo grande inquinatore è lo spreco, quindi prima di tutto possiamo fare qualcosa noi, nel nostro piccolo che sommato al piccolo degli altri potrà dare un grande valore e anche una spinta al cambiamento perché l'economia e il mercato vivono dell'apporto e del significato che noi consumatori diamo ai beni.

 

8 novembre Marcia per la Terra, un mese esatto dopo, l’8 dicembre, apre il Giubileo della Misericordia. Una coincidenza?
Non è stato fatto di proposito, ma non credo alle coincidenze.
Non è un caso che Papa Francesco abbia indetto un Giubileo straordinario richiamandolo a questo concetto fondamentale di misericordia.
È un concetto che ci riporta ad alcuni approcci valoriali delle generazioni passate e che nel tempo abbiamo perso chiusi in un individualismo che non ci fa più spiccare il volo, che non ci fa più sognare, non ci fa più sperare.
È un giubileo che riapre il cuore, che da speranza e potrebbe aiutarci a lasciare indietro le nostre mancanze, ciò che abbiamo perso nel tempo e sentirci nuovamente liberi di riaprirci al futuro.

Letto 5744 volte Ultima modifica il Domenica, 25 Ottobre 2015 16:05

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