Piantare alberi per contrastare il dissesto idrogeologico

Scritto da   Venerdì, 10 Gennaio 2014 00:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Piantare alberi per contrastare il dissesto idrogeologico

Prevista per il 12 gennaio una grande piantumazione a Pistis, sulla costa di Arbus, per rinnovare il verde delle terre devastate dall’alluvione che lo scorso 20 novembre ha travolto l’isola. Il progetto si chiama “la Grande Sfida” ed è stato ideato dai responsabili per la Sardegna dell’associazione nazionale l’”Uomo che pianta gli alberi” 

Ginepri, lecci, elicriso e altre specie tipiche del territorio, per un totale di un milione di esemplari, verranno messi a dimora il prossimo 12 gennaio a Pistis, sulla costa di Arbus, per rinnovare il verde delle terre devastate dall’alluvione che lo scorso 20 novembre ha colpito l’isola. Il progetto "La Grande Sfida", è nato dall'idea dei responsabili per la Sardegna dell’associazione nazionale l’”Uomo che pianta gli alberi”. 

Il  dissesto idrogeologico è un annoso problema  che è sempre pronto a colpire le nostre splendide terre appena il mal tempo imperversa sulla nostra Penisola. E a tramutarsi quasi sempre in tragedia. Eppure il rischio idrogeologico è fortemente condizionato dall’azione dell’uomo. La densità della popolazione, la progressiva urbanizzazione, l’abbandono dei terreni montani, l’abusivismo edilizio, il continuo disboscamento, l’uso di tecniche agricole poco rispettose dell’ambiente e la mancata manutenzione dei versanti e dei corsi d’acqua hanno sicuramente aggravato il dissesto e messo ulteriormente in evidenza la fragilità del territorio italiano, aumentando l’esposizione ai fenomeni e quindi il rischio stesso.

Non sono bastati l’alluvione di Genova né quello della Maremma o i tanti, più o meno pericolosi, episodi di calamità legate al meteo e al territorio. Sembra proprio che non riusciamo a imparare dagli episodi del passato. E allora ecco che tutto si ripete: lo scorso 20 novembre in Sardegna è caduta nelle sole 24 ore una quantità di acqua di ben 6 mesi ed è stata immediatamente tragedia. 18 i morti (tra cui quattro bambini), 2737 gli evacuati, più innumerevoli danni a cose ed animali, è stato il triste bilancio di questa sciagura.

Eppure come spiega l’Anbi, l’Associazione nazionale bonifiche e irrigazioni, ci sono ben 6.633 (oltre l’80 per cento) comuni a elevato rischio idrogeologico nella nostra Italia, 6 milioni di persone che abitano in un territorio ad alto rischio e 22 milioni in uno a rischio medio; 1.260.000 (dei quali 6.251 scuole e 531 ospedali) edifici esposti a frane e alluvioni. È tempo di porre immediatamente rimedio a questa situazione, senza più aspettare che un’altra tragedia ci risvegli da questo torpore.

Proprio con l’obiettivo di risvegliare le coscienze collettive e con esse le Istituzioni, sarà avviata la piantumazione e migliaia di palline di argilla piene di semi saranno interrate anche nelle campagne fronte mare. Il progetto proseguirà fino alla prossima primavera e si sposterà in altre zone dell’isola e anche in altre regioni d’Italia. Affinché non si smetta mai di parlare di questo problema.

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