Ancora mattanza di delfini in Giappone. E il Mondo si indigna

Scritto da   Martedì, 21 Gennaio 2014 00:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Ancora mattanza di delfini in Giappone. E il Mondo si indigna

La baia giapponese, resa tristemente nota dal documentario vincitore dell'Oscar nel 2009 "The Cove", è di nuovo scenario della cattura di delfini. Il mondo non ci sta

Da tutto il mondo non fanno che arrivare appelli indignati per bloccare la cattura e mattanza di delfini nelle acque del Giappone. In  Italia l’Ente nazionale protezione animali (Enpa) ha presentato un appello al ministro degli Esteri Emma Bonino affinché anche il governo italiano faccia sentire la sua voce sulla questione.

Il detonatore che ha fatto scoppiare l’indignazione mondiale si è avuto nei giorni scorsi per la mattanza che si è consumata nella baia di Taiji, città del Giappone, dove ci sono oltre 250 i delfini catturati in maniera del tutto barbara.

La protezione animali dichiara ''Il mondo intero sta protestando contro questa ennesima mattanza, attori e personaggi della cultura e dello spettacolo stanno esprimendo il loro disappunto e il disgusto per questa pratica tanto barbara quanto incivile, da Yoko Ono ai report di tutti i principali telegiornali dagli Usa all'Australia'' chiedendo appunto che anche il nostro Paese prenda posizioni in merito.

A difesa dei mammiferi acquatici si è schierata anche l’ambasciatrice americana a Tokyo, Caroline Kennedy, che attraverso il suo profilo twitter dichiara ''Sono profondamente preoccupata per la disumanità dell'azione della caccia. Il governo degli Stati Uniti si oppone alla caccia dei delfini'', ha scritto su Twitter la figlia dell'ex presidente Usa John Fitzgerald Kennedy.

Ogni anno in Giappone la caccia dei delfini si ripete pressoché puntuale e sistematicamente la Sea Shepherd Conservation Society, associazione animalista che combatte da anni la caccia alle balene per uso scientifico, riporta i dati della carneficina. Secondo l’associazione sono stati strappati al mare più di 250 delfini nella baia di Taiji, tra i quali vi era un rarissimo cucciolo di femmina albina.

La baia giapponese da secoli pratica questa caccia. Le attenzioni internazionali si sono amplificate in seguito al documentario “The Cove”, vincitore dell’Oscar 2009, nel quale si racconta il sistematico massacro dei delfini durante il periodo della caccia.

In questi giorni il mondo della rete si è attivato facendo rimbalzare su siti e social network le foto dei delfini braccati e uccisi. Sea Shephard ha lanciato l’ashtag #tweetfortaiji con il quale si vuole sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale ad intervenire per poter evitare questo sistematico massacro. Dei delfini catturati la gran parte finirà sulle tavole, con il rischio di salute per l’uomo in quanto sono stati rilevati altissimi quantitativi di mercurio, mentre altri esemplari finiranno per essere attrattive in parchi acquatici.

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