Trentino, il fascino delle piante officinali diventa attrazione turistica

Scritto da   Martedì, 11 Febbraio 2014 00:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Trentino, il fascino delle piante officinali diventa attrazione turistica

Progetto europeo SY-CULTour, gli Ecomusei del Trentino e le aziende del marchio "Trentinerbe" i protagonisti

In passato erano indispensabili: curavano i mali di uomini e bestie, integravano la dieta dei più poveri, tenevano a bada l’ignoto. Chi le sapeva utilizzare godeva di considerazione e rispetto e talvolta incuteva timore, fino a essere perseguitato per i suoi presunti legami con le potenze oscure padrone dei mali e della morte. Oggi le piante officinali e aromatiche, benché siano state affiancate da molto tempo, nella cura delle malattie, dai farmaci tradizionali, e nell’alimentazione siano state soppiantate da cibi di più facile reperibilità, sono uscite dal campo delle necessità entrando in quello delle scelte di vita. Diventano anche, grazie a un progetto europeo che ha preso piede in Trentino, nuova risorsa per uno sviluppo sostenibile nel contesto dell'offerta turistica rurale, della cultura e delle tradizioni dei territori. L'iniziativa è stata presentata il 7 febbraio scorso a Trento, presso la sede della Provincia autonoma, dagli Assessorati all'Agricoltura (Michele Dallapiccola) e alla Cultura (Tiziano Mellarini), dagli Ecomusei del Trentino e dall'Associazione Accompagnatori del Territorio. L'assessore Tiziano Mellarini: "Va recuperato, anche nei percorsi scolastici, quel valore della ruralità che è stato per troppi anni dimenticato e che rappresenta la nostra identità e la nostra storia".

Il fascino che le piante ed erbe officinali esercitano è duplice: da un lato rappresentano il filo che ci unisce ai saperi arcani, alla tradizione orale, alla conoscenza dei luoghi, a quella “presenza nel territorio” che la nostra società ha smarrito e intimamente desidera riscoprire; dall’altro ci offrono la possibilità di sperimentare sapori nuovi – eppure così vicini a noi – e di affrontare i piccoli disturbi di salute in modo diverso, non concentrandoci sul sintomo ma migliorando la nostra qualità di vita e affidandoci alla delicatezza della natura. Proprio su questi “fertili spunti” in Trentino è cresciuto il progetto SY_CULTour “Dalla tradizione alla produzione: l’uso sostenibile delle piante officinali coltivate e spontanee nel contesto dell’offerta turistica rurale”, con l’obiettivo di riscoprire la cultura locale e valorizzarla in prospettiva turistica utilizzando quella preziosa chiave d’unione tra passato e presente che sono le piante officinali. Un progetto che sta attirando le attenzioni anche di altre realtà regionali, quali ad esempio l'Ecomuseo delle acque del Gemonese, la cui esperienza è stata portata all'incontro di stamane a Trento dal direttore Maurizio Tondolo.

Il progetto europeo “SY_CULTour – Synergy of culture and tourism: utilization of cultural potentials in less favoured rural regions” (“Sinergia fra cultura e turismo: l’utilizzo dei potenziali culturali nelle zone rurali svantaggiate”), finanziato nell’ambito del programma Interreg SEE e di durata triennale (marzo 2011 - febbraio 2014), è stato recepito e sviluppato dall’Ufficio per le Produzioni Biologiche del Servizio Agricoltura della Provincia autonoma di Trento.

"Il tema portante del progetto - ha spiegato il direttore dell'Ufficio, Federico Bigaran - è il miglioramento della gestione del capitale territoriale nelle aree rurali svantaggiate, allo scopo di favorire uno sviluppo socio-economico equilibrato, in grado di preservare il patrimonio culturale e rafforzare l'identità delle comunità locali; un ruolo chiave nel progetto è svolto dal turismo culturale, particolarmente vocato alla valorizzazione delle risorse del territorio".

Il progetto coinvolge sei Stati europei – Slovenia, Serbia, Ungheria, Grecia, Bulgaria e Italia –, per un totale di 11 partner, ognuno dei quali ha sviluppato un progetto incentrato su un’area pilota svantaggiata e su quegli aspetti del patrimonio culturale rilevanti per il proprio territorio o strategici per il raggiungimento dell’obiettivo generale.

L’Ufficio per le Produzioni biologiche è il referente locale per il progetto SY_CULTour e il coordinatore del progetto pilota “Dalla tradizione alla produzione: l’uso sostenibile delle piante officinali coltivate e spontanee nel contesto dell’offerta turistica rurale”, incentrato sulla riscoperta del patrimonio culturale tradizionale delle comunità rurali (in particolar modo sui saperi relativi alle piante officinali coltivate e spontanee) e volto a favorire la cooperazione tra le attività di coltivazione di piante officinali e raccolta sostenibile di piante spontanee da un lato e l’offerta turistica (agriturismi, centri benessere…) dall’altro.

I Partner locali del progetto sono la Rete degli Ecomusei trentini, oggi rapresentata dalla coordinatrice Adriana Stefani, e le aziende iscritte al marchio di qualità Trentinerbe ®, promosso dalla Provincia Autonoma di Trento. "Ogni Ecomuseo della Rete - ha spiegato Adriana Stefani - ha proposto e sviluppato una propria azione pilota che coniuga il tema delle piante officinali e le caratteristiche e risorse specifiche del proprio territorio, coinvolgendone le realtà economiche più interessanti e gli agricoltori e raccoglitori aderenti al marchio Trentinerbe ®, incoraggiando in tal modo la nascita di una sinergia tra operatori culturali e operatori economici. Inoltre sono state sviluppate alcune azioni comuni a tutti gli Ecomusei, come gli scambi bilaterali con realtà analoghe negli altri Paesi aderenti e l’elaborazione di materiale informativo e promozionale".
Il progetto è articolato in sette azioni pilota, realizzate presso i singoli Ecomusei. 
Tra le azioni comuni realizzate in seno al progetto SY_CULTour per il Trentino vi è la creazione di una Guida dedicata alle particolarità erboristiche e agli “itinerari officinali” degli Ecomusei del Trentino, suddivisa in sette libretti di approfondimento, tanti quanti sono gli Ecomusei coinvolti nel progetto.

Le sette pubblicazioni, curate da Stefano Mayr dell’Associazione accompagnatori di territorio in collaborazione con lo staff degli Ecomusei e dell’Ufficio per le Produzioni biologiche, sono state pensate come agili libretti in grado di accompagnare il visitatore nell’incontro con i singoli territori, evidenziando le loro peculiarità culturali, raccontando le tradizioni rurali locali e illuminando le varietà officinali autoctone.

"Ogni libretto - ha detto Mayr - si apre con una descrizione dell’Ecomuseo cui è dedicato, nella quale vengono evidenziati le sue specificità e i tematismi che lo caratterizzano, e la presentazione dell’azione pilota da esso sviluppata in seno al progetto SY_CULTour. Alcuni capitoli, comuni a tutte le mini-guide, offrono una panoramica delle caratteristiche naturali, culturali e normative della provincia di Trento; si alternano ad essi i capitoli specifici di ogni guida, dedicati all’utilizzo delle piante officinali nella tradizione locale di ogni Ecomuseo; particolare importanza rivestono gli itinerari alla scoperta delle piante e le indicazioni sulle aziende che fanno uso di piante spontanee e coltivate".

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