Mediterraneo, invasione di specie esotiche nel Mare Nostrum

Scritto da   Venerdì, 03 Ottobre 2014 00:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Mediterraneo, invasione di specie esotiche nel Mare Nostrum

Il Centro comune di ricerca dell'Ue registra un fenomeno migratorio da valutare: mille specie esotiche nel Mare Nostrum


Contraddizioni faunistiche dei tempi (e dei cambiamenti climatici) moderni, verrebbe da dire. Stiamo ancora digerendo l’allarme WWF che grida al dimezzamento dei vertebrati sul Pianeta Terra ed ecco che il Centro comune di ricerca dell'Ue (CCR) ci racconta invece di un’invasione di pesci nel Mediterraneo.

Proprio così, 1.000 specie esotiche hanno preso la via del Mare Nostrum, come conseguenza di alcune attività umane. Parola di un’analisi internazionale che ha esaminato i dati di tutte le specie “migranti” attraverso la piattaforma online European Alien Species Information Network-EASIN.

“Utilizzando le informazioni dal Easin – spiega all’Ansa il ricercatore del CCR Stelios Katsanevakis - potremmo mappare in dettaglio come mai finora quanto ciascuna specie aliena si è già diffusa. Abbiamo scoperto che la composizione delle comunità marine, che in passato è stata modellata esclusivamente dal clima, dall'ambiente e dalle barriere oceanografiche, ora dipende notevolmente dalle attività umane. In molte aree, il trasporto, l’acquacoltura e l’apertura di canali di navigazione stanno diventando i principali fattori di distribuzione delle specie”.
Per esempio, l’acquacoltura al largo della costa di Venezia e della Francia sudoccidentale ha comportato l’ingresso di circa 60 specie, soprattutto alghe. E molto ha giocato anche il riscaldamento globale, che ha reso le acque di Turchia, Siria, Libano, Israele, Gaza, Cipro ed Egitto adatte anche a specie abituate a mari più caldi, con notevoli rimescolamenti.
Ma il trasloco non è senza insidie. Non è affatto scontato infatti che gli autoctoni mediterranei (nel Mare Nostrum vivono oltre 17.000 specie di cui il 20% non si trova in nessun altro luogo) vadano d’amore e d’accordo con i nuovi arrivati. E le conseguenze potrebbero essere spiacevoli e con ripercussioni sull’equilibrio degli ecosistemi e sulle reti alimentari di cui è difficile prevedere l’esito.

 

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