Da scarto a risorsa: sul recupero degli imballaggi Italia seconda solo alla Germania

Scritto da   Domenica, 10 Luglio 2016 16:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Oggi si parla sempre più di economia circolare, un’economia in cui lo “scarto” non viene smaltito, ma riutilizzato per la produzione di nuovi beni. Il rifiuto, non più scarto, diventa quindi una nuova risorsa e in quest’ottica il primo, decisivo, passo da compiere è quello di organizzare una buona e capillare raccolta differenziata dei materiali più comuni. 


Per sapere come sta andando il nostro paese da questo punto di vista Walter Facciotto, direttore generale del CONAI, Consorzio Nazionale Imballaggi, è intervenuto su "A Conti Fatti" programma a cura di economiacristiana.it trasmesso da Radio Vaticana Italia.

 


Facciotto, quanto materiale da imballaggio è stato recuperato lo scorso anno?
Nel 2015 l'innesto di imballaggi al consumo è stato di circa 12 milioni e 268mila tonnellate, con un incremento del 2,6% rispetto all'anno precedente. La percentuale di riciclo è pari al 67% dell'immesso al consumo; è un dato globale che comprende sia quanto è stato conferito al sistema consortile, sia ciò che è stato riciclato dai cosiddetti riciclatori indipendenti che prevalentemente riciclano il materiale che proviene dalle imprese. 
In particolare il sistema consortile si occupa prevalentemente del circuito domestico, cioè del riciclo degli imballaggi che sono raccolti attraverso la differenziata dai comuni: dal '98, anno in cui il sistema è entrato in funzione, al 2015 siamo passati da una raccolta di circa 900mila tonnellate agli oltre 4milioni e mezzo dello scorso anno. Un incremento di 5 volte rispetto agli inizi, un incremento importante perché si tratta di aver recuperato del materiale dalle così dette “miniere metropolitane”, cioè da ciò che viene prodotto nel circuito domestico.


 
Visto il quadro attuale che aspettative di crescita immagina per i prossimi anni?


Ci sono degli obiettivi europei che ci impongono di raggiungere performance ancora più elevate. Dal punto di vista del riciclo degli imballaggi, grazie anche al sistema consortile, siamo già ad un ottimo livello. In questi ultimi anni abbiamo notato un incremento in termini di raccolta e di riciclo che nel sud raggiunge punte che vanno oltre all'8% all'anno. 
Ci aspettiamo una crescita ulteriore anche perché stiamo aiutando diversi comuni del sud a migliorare il sistema di raccolta differenziata.


Parla in particolare del sud perché è più indietro rispetto al nord e al centro Italia?


Mediamente nel 2015, sempre parlando di imballaggi, in Italia sono stati recuperati 70,3 kg per abitante divisi in questo modo: 88,2 nel nord, 65,4 nel centro e 50 kg per abitante nel sud; i margini di crescita nel centro-sud sono ancora ampie.

La qualità della raccolta differenziata è buona? I cittadini si stanno impegnando in questo senso?
Si moltissimo, il nord raggiunge i migliori standard Europei e anche nel centro sud qualcosa si sta muovendo. Non è un problema dei cittadini, ma nella maggior parte dei casi è un problema dell'organizzazione, cioè di allestire un servizio di raccolta efficiente ed efficace e da questo punto di vista abbiamo delle regioni del sud Italia che sono ancora in ritardo.


Complessivamente come siamo messi rispetto al resto dell'Europa?

Sul riciclo degli imballaggi siamo secondi solo alla Germania, ma abbiamo un sistema che ci caratterizza molto perché è organizzato secondo una responsabilità condivisa, è una filiera che coinvolge il cittadino, che separa in casa i rifiuti, il comune, che organizza la raccolta, e il sistema dei consorzi che li avvia al riciclo. E' un sistema particolarmente virtuoso e particolarmente sostenibile da parte delle imprese; direi che è fra i più avanzati in Europa.

 

Quando si parla di raccolta differenziata tendenzialmente si portano ad esempio positivo piccoli nuclei cittadini. Quando raggiungeranno risultati soddisfacenti anche le grandi città?

Alcune grandi città hanno già raggiunto livelli estremamente elevati, soprattutto nel Nord; a Milano ad esempio siamo oltre il 55% di raccolta differenziata, includendo anche la quota di umido. 
Ci sono anche realtà nel sud che stanno crescendo da questo punto di vista, è più che altro un problema organizzativo e di volontà politica e tecnica.
L’amministrazione deve avere sistemi efficienti ed efficaci di raccolta; dove questo è avvenuto, e noi stiamo aiutando diverse realtà come Catania, Bari e Palermo, i risultati si vedono immediatamente.

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