Priverno e la Via Francigena: un connubio indissolubile da quasi mille anni

Scritto da   Mercoledì, 05 Ottobre 2016 14:59 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Il 2 ottobre 2016 verrà ricordato come un giorno importante per Priverno, attraversato da una delle vie di pellegrinaggio più note: la Via Francigena. Un altro passo avanti significativo nel lavoro di valorizzazione del territorio e delle sue risorse.

Con una cerimonia semplice ma densa di significati, nel borgo di Fossanova è stata scoperta la stele che segna i cento chilometri che i pellegrini devono ancora percorrere per arrivare a Roma. A sollevare il telo azzurro che la ricopriva il sindaco di Priverno Anna Maria Bilancia e Alberto Alberti, presidente dell'associazione “Gruppo dei Dodici” che ha donato l'opera al Comune di Priverno.

I pellegrini che ancora sentono la necessità di questo percorso, non solo materiale, hanno donato questo simbolo per aiutare quelli che verranno dopo di loro e riportare sulla Francigena tutti quei segnali che la caratterizzavano e rendevano unica.

 

Il presidente Alberti si è detto grato alla sindaca di Priverno per “avere accettato con generosità questo impulso della nostra associazione” dettato anche dalla necessità di rendere migliore la Via Francigena.

“La generosità è del Gruppo dei Dodici, che ci ha fatto questo dono, qui da poche ore, e che ha già destato la curiosità di molte persone che si sono avvicinate per domandare di cosa si tratta.” ha dichiarato la sindaca Bilancia prima di scoprire la stele aggiungendo che “anche questo serve per diffondere questo stile culturale che è camminare sui sentieri religiosi, con la speranza che le persone possano recuperare attraverso la riflessione e la sobrietà, quei valori che oggi si perdono.”

 

L'idea è semplice. Una stele con una targa in ottone che segnala i cento chilometri per arrivare a San Pietro a Roma, la sagoma di un pellegrino con il suo “baculum,” il lungo bastone caratteristico dei viandanti, un “perno” su cui sono inchiodate delle targhe di legno che indicano direzione e distanza di tutte le principali mete di pellegrinaggio: da Gerusalemme a Canterbury a Santa Maria di Leuca. Il “trittico” è situato accanto al P.I.T. (Punto di Informazione Turistica) di Fossanova, proprio dietro il complesso abbaziale, accanto al parcheggio.

Partito proprio da Santa Maria di Leuca, il gruppo dei pellegrini è stato accolto a Fossanova dalla sindaca Bilancia e dall'Assessora alla Cultura e Turismo Sonia Quattrociocchi. Per solennizzare il momento è stata proposta la cerimonia che avveniva in passato all'arrivo dei pellegrini nell'abbazia. Nella navata della chiesa c'è stata la solenne consegna del “baculum”, il bastone dei pellegrini, in passato una sorta di lasciapassare per i viandanti che si recavano in San Pietro per espiare i loro peccati.

D'obbligo la visita alla stanza di San Tommaso d'Aquino dove i pellegrini si sono raccolti in meditazione e intonato la preghiera preferita dal santo, “Pange Lingua.” Momenti davvero toccanti. Certo, l'epoca non è la stessa e i pellegrini ora viaggiano sì a piedi, ma con scarpe da trekking e bastoni in lega leggera, ma lo spirito è lo stesso: quello del viaggio, lento, alla ricerca di se stessi e di quei sentimenti e valori che, troppo spesso, l'uomo tiene relegati in un angolo buio della propria anima per troppo tempo.

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