Ogni anno in Europa 12 miliardi di danni a causa delle specie aliene invasive. In Italia raddoppiate in 10 anni In evidenza

Scritto da   Domenica, 19 Febbraio 2017 16:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
Vota questo articolo
(0 Voti)
Ogni anno in Europa 12 miliardi di danni a causa delle specie aliene invasive. In Italia raddoppiate in 10 anni

A volte la natura, il caso, ma più spesso l'uomo, rompono l’equilibrio degli ecosistemi introducendovi delle specie estranee, delle "specie aliene".
 Recentemente l'ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, ha lanciato l'allarme per il territorio italiano, su cui sono state censite ben 3.000 specie aliene, dai pappagalli sudamericani nei cieli di Roma ai gamberi della Louisiana che infestano laghi e fiumi. Per sensibilizzare istituzioni, politici, addetti ai lavori e soprattutto cittadini, è partita una campagna europea denominata Life - Asap, perché, come indica l'acronimo, occorre intervenire "il più presto possibile".

Il responsabile ISPRA del progetto Life Asap, Piero Genovesi, ne ha parlato intervenendo all’interno di “A Conti Fatti”.

Cosa sono le specie aliene invasive?
Le specie aliene sono specie portate dall'uomo, a volte accidentalmente e a volte intenzionalmente, al di fuori del loro areale naturale e introdotte quindi in un ambiente che non è il loro.
Questo è un fenomeno che è esploso nell'ultimo secolo con la globalizzazione dell'economia e l'aumento dei commerci e dei trasporti e adesso sta diventando una grave minaccia per la biodiversità e per la nostra economia. Non tutte le specie spostate dall'uomo creano problemi, quelle che generano degli impatti sulla biodiversità o sul nostro benessere vengono definite invasive.

 

Perché sono un problema per la biodiversità e per gli ecosistemi?
Buona parte dell'Italia, per fare un esempio, è interessata dall'espansione della nutria, un roditore originario dell'America Latina che è stato portato nel nostro paese per gli allevamenti di pelliccia, era il famoso castorino che nel secolo scorso era molto diffuso, ma l'attività è diventata antieconomica è stato liberato e ha invaso i nostri fiumi.
La nutria provoca una serie di impatti: cambia l'idrografia dei corsi d'acqua perché mangia piante acquatiche, cambiando il regime delle acque, scava buche negli argini che quindi si indeboliscono e a volte causano o sono una concausa di alcuni fenomeni di esondazione, inoltre danneggia l'agricoltura perché è un erbivoro che può fare grossi danni ai campi agricoli.
Questo è solo un esempio, ma altre specie di cui spesso vediamo gli effetti sono la zanzara tigre, che invece è arrivata accidentalmente con delle larve sopravvissute all'interno di copertoni importati in cui spesso si deposita un po' d'acqua, oppure il pesce palla argenteo, arrivato con le navi che attraversavano il canale di Suez, che è un pesce tossico da mangiare e che in alcuni casi è stato mortale in certe aree del mediterraneo.
Questi sono solo alcuni esempi, globalmente le specie invasive sono la seconda principale causa di estinzione al mondo, è per questo che il fenomeno ci preoccupa così tanto . Gli impatti sociali ed economici stanno diventando veramente rilevanti: uno studio che abbiamo realizzato per conto dell'Unione Europea qualche anno fa ha evidenziato come ogni anno si perdano oltre 12 miliardi di euro a a causa delle specie aliene invasive, probabilmente la stima reale supera i 30 miliardi di euro considerando anche gli impatti economici legati all'impatto sanitario, sull'agricoltura, sulla pesca.
Non è solo un problema ambientale, ma incide più profondamente sulla nostra vita.

 

Quali sono i numeri dell'invasione di cui parlate?
Secondo un censimento che abbiamo fatto qualche anno in Europa ci sono almeno 12.000 mila specie aliene, di queste le invasive che causano impatti rilevanti sono 1.200 – 1.400.
In Italia la banca dati che Ispra mantiene con la collaborazione di una rete di esperti aderenti alle maggiori società scientifiche del paese per ora riporta 3.000 specie introdotte, parliamo di animali piante e organismi microscopici e di queste sicuramente diverse centinaia causano diverse forme d'impatto nel nostro paese.
Quello che preoccupa, oltre al numero, è il tasso di crescita di questi numeri: a livello europeo negli ultimi 30 anni il numero di specie introdotte è cresciuto de 76%, stiamo in una fase di crescita esplosiva. In Italia i numeri che abbiamo appena analizzato nell'ambito del progetto Life Asap mostrano un tasso di crescita ancora superiore perché i nostri dati indicano una crescita del 96%; praticamente il numero di specie introdotte è raddoppiato negli ultimi dieci anni.

 

Come arrivano da noi le specie aliene?
Noi cerchiamo di analizzare con estrema attenzione il vettore di arrivo perché è conoscendo le vie di arrivo, il meccanismo di arrivo di queste specie, che possiamo migliorare la prevenzione che è la prima linea di difesa contro le invasioni biologiche.
Negli ambienti marini sono le acque di zavorra delle navi il principale meccanismo di trasporto di queste specie, perché le navi quando si spostano da una parte all'altra del mondo per stabilizzare la navigazione caricano enormi quantità d'acqua che poi scaricano nei porti di arrivo e in quest'acqua possiamo trovare larve di migliaia di specie trasportate appunto da un capo all'altro del mondo.
Via terra la situazione varia molto da gruppo a gruppo: il principale vettore di introduzione di piante invasive è l'orticultura, il giardinaggio, quindi la vendita di piante ornamentali che usiamo nei nostri giardini; per quanto riguarda i mammiferi, gli ultimi casi sono arrivati con il commercio di animali affezione, i cosiddetti pet, come scoiattoli e specie di questo tipo.
Gli invertebrati spesso, come nel caso che citavo prima della zanzara tigre, arrivano accidentalmente insieme ad altre merci che noi commercializziamo: il tarlo asiatico, una minaccia terribile coltivazioni e alberi, è arrivato in Lombardia qualche anno fa in questo modo, ospite indesiderato su dei tronchetti di bonsai importati dalla Cina.

 

Cosa farà Life Asap per risolvere il problema?
Recentemente l'Unione Europea ha adottato un regolamento, una nuova legge molto stringente in materia.
Poi c’è questo progetto Life Asap, che noi come ISPRA coordiniamo con Legambiente e un gruppo di partner che vanno dall'orto botanico dell’Università di Cagliari, Unifit che è una società specializzata in comunicazione, la Nemo, che è un'altra società che lavora sulle specie invasive, la Regione Lazio, la Federparchi e quattro parchi nazionali. L'obiettivo del progetto è quello di informare il pubblico e i diversi settori della società perché questa minaccia è legata ai comportamenti dell'uomo ed è quindi indispensabile spiegare meglio ai diversi settori e al pubblico in generale di cosa parliamo e soprattutto quali comportamenti responsabili possiamo adottare per ridurre sia l'arrivo che l'espansione di queste specie.

 

Quali sono i comportamenti responsabili?
Faremo attività di informazione legata a chi opera nel settore dell'orticultura, del commercio e dell'utilizzo di piante ornamentali perché basterebbe utilizzare piante che sono a basso rischio di diventare invasive, oppure, se possibile, piante autoctone, abbiamo piante bellissime da usare nei nostri giardini.
Sfrutteremo la rete degli orti botanici, in modo che il pubblico capisca che liberare un animale non è assolutamente positivo e può causare impatti molto rilevanti. Informeremo i funzionari delle regioni, che si troveranno a dover applicare le nuove norme e dovranno avere delle competenze per capire come questo fenomeno si sviluppa.
Certo, se tutti capissimo che questo è un problema reale, che le specie non vanno liberate e che è bene non trasportare nei nostri viaggi semi o animali da un capo all'altro del mondo, già potremmo prevenire una buona parte del problema.

Letto 1075 volte

Informazioni aggiuntive