A Roma cinque giornate di convegni e attività per immaginare una società più sostenibile In evidenza

Scritto da   Domenica, 26 Marzo 2017 16:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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A Roma cinque giornate di convegni e attività per immaginare una società più sostenibile

Dal 21 al 25 aprile a Villa Borghese verrà allestito il Villaggio per la Terra. Si tratta della terza edizione di una manifestazione cresciuta negli anni che celebra la Giornata Mondiale della Terra (Earth Day, 22 aprile) con una serie di eventi indirizzati alla promozione sociale e ambientale. Quest'anno il Villaggio vivrà per cinque giornate e in due diverse localizzazioni: sulla terrazza del Pincio e al galoppatoio presso Porta Pinciana. Il programma divide le giornate secondo diversi ambiti tematici: in particolare il 21 e 22 aprile è previsto un Festival dell'Educazione Ambientale, diretto tanto ai giovanissimi e agli studenti, quanto agli educatori e ai comunicatori. Il 23 e 24 sarà la volta del Festival dell'Economia Circolare, che ospiterà istituzioni, operatori, aziende e consorzi impegnati nel recupero e riutilizzo dei materiali di scarto. L'ultima giornata, 25 aprile sarà dedicata alla mobilità sostenibile.

Roberta Cafarotti, direttore scientifico di Earth Day Italia, tra gli organizzatori della manifestazione, ha presentato i contenuti di questi festival intervenendo in "A Conti Fatti", rubrica radiofonica di economiacristiana.it, trasmessa da Radio Vaticana 105.0.

 

Qual è l'idea alla base del Villaggio per la Terra? a chi si rivolge? chi saranno i frequentatori di questo Villaggio di Villa Borghese.
Il Villaggio è immaginato come un luogo di aggregazione, esattamente un villaggio: in cui le persone vivono, lavorano, si scambiano impressioni, parlano e condividono. In quest'ottica il villaggio è aperto a chiunque: ai giovani, ai bambini che troveranno moltissime attività; ma anche agli addetti ai lavori. Persone che si occuperanno e parleranno di economia, ambiente e soprattutto rifletteranno sul modo in cui la società, noi come cittadini, lavoratori, imprenditori, politici, possiamo arrivare a vivere in maniera sostenibile, in maniera armonica ed equilibrata con tutte le esigenze delle persone e degli uomini; e soprattutto in armonia con l'ambiente circostante.

I primi due giorni del programma sono dedicati al Festival dell'educazione ambientale che, tra l'altro, è il tema internazionale dell'Earth Day di quest'anno. Che cosa succederà al Villaggio?
È la seconda fase degli Stati Generali dell'Ambiente, voluti dal Ministero dell'Ambiente per riflettere sui temi dell'educazione ambientale. In questa circostanza arriveranno tantissimi ragazzi di ogni ordine scolastico, quindi dalla materna sino agli istituti superiori. Frequenteranno laboratori e lezioni, in modalità semiseria e adatta ai temi del villaggio. Si incontreranno anche tutti quegli specialisti di educazione ambientale che hanno un'offerta formativa vastissima.
Abbiamo un problema di educazione ambientale che è realmente una questione da risolvere. In realtà abbiamo sempre immaginato i ragazzi come molto più avanti di noi, come dei nativi ambientali: persone che hanno già connaturato in se l'esigenza di risolvere il rapporto in armonia con l'ambiente. Pensiamo invece che il mondo dei docenti, il mondo dell'informazione, debbano apprendere meglio conoscenze scientifiche e specifiche, ma anche come trasmettere ai nostri giovani una serie di valori. Per questo gli eventi del festival saranno diversi. Innanzitutto gli "Stati generali dell'ambiente dei giovani", che esprimeranno dei propri pareri su questo grande tema e faranno delle richieste. Le loro richieste verranno portate ai tavoli del G7 Ambiente (a Bologna l'11 e il 12 giugno, ndr.) in cui si riuniranno i grandi del mondo. Pensiamo così di metterli al centro di questo processo di educazione. Nella seconda parte degli stati generali ci riuniremo di nuovo con gli "adulti" e cercheremo di mettere in evidenza le migliori best practices: le migliori operazioni di formazione, formale o informale, quindi dentro e fuori dalle scuole, orientate ai ragazzi, ai docenti e ai cittadini, per cominciare a riflettere sul modo in cui impostare in modo innovativo il tema.

Il programma proseguirà poi con il festival dell'economia circolare e chiuderà con una giornata dedicata alla mobilità sostenibile. Questo nuovo modo di vivere la società nel proprio ambiente in quale maniera verrà presentato al pubblico.
Il 23 e 24 aprile li dedicheremo all'economia circolare, che è un cambio epocale e culturale. Chiameremo gli addetti ai lavori: i grandi consorzi, i grandi istituti di ricerca, le grandi associazioni, a riflettere su questo cambio culturale, necessario per trasformare beni materiali e uomini in risorse. Risorse non da sfruttare ma da valorizzare, e da tenere in circolo: non più consumate, buttate e trattate come dei rifiuti. Anche il secondo tema, la mobilità sostenibile, è un cambio culturale: perché le persone sono ormai abituate ad una mobilità in automobile e le città non sono organizzate in maniera alternativa. Oggi a Roma non è veramente possibile andare al lavoro in bicicletta, pur volendo. Esiste perciò la necessità di ripensare completamente le città. Quindi in un caso ripensiamo all'economia, nel secondo caso ripensiamo le nostre città.

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