Accademia Kronos: noi facciamo la nostra parte In evidenza

Scritto da   Domenica, 23 Aprile 2017 16:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Durante le celebrazioni della Giornata Mondiale della Terra Ennio La Malfa, presidente dell’associazione Accademia Kronos, interviene su “a Conti Fatti”, trasmissione a cura di economiacristiana.it, trasmessa da Radio Vaticana Italia.

   

Quale messaggio porta Accademia Kronos con la sua partecipazione all’Earth Day?
Da anni siamo impegnati sul tema della mitigazione climatica, sulla difesa dell'ambiente e della qualità della vita. Lo scorso anno abbiamo individuato nel Villaggio per la Terra una bellissima manifestazione e per questo abbiamo chiesto agli di partecipare.
Quest'anno per noi ha un'importanza particolare; abbiamo partecipato ai lavori del summit di Parigi COP 21, siamo stati membri attivi nel proporre delle soluzioni e adesso ci troviamo con una politica americana che improvvisamente si sta dicendo che l’accordo di Parigi sul clima va rivisto completamente.
Questa cosa ci ha sconfortato e la nostra presenza all’Earth Day vuole essere una risposta, è il nostro “No” perchè 40 anni di studi e di ricerche sul riscaldamento globale non possono essere cancellati soltanto perchè non si è daccordo sull'accordo di Parigi. 


Tra i contenuti che state portando all'attenzione delle persone c'e' la figura del geniere ambientale. Che cos'e'?
Noi abbiamo già sviluppato la figura dell’osservatore ambientale e abbiamo chiesto ad un’organizzazione europea che forma le nuove professioni per l'ambiente di riconoscere questa figura. Qualche mese ci hanno detto che questa figura volontaria era già presente in Olanda e Francia e ci hanno proposto di sviluppare una professione capace di raccogliere tutte le sfaccettature dell'impegno sull'ambiente.
È il geniere della protezione ambientale, una figura che raccoglie quello che sarà in futuro l'operatore dei piani nazionali di adattamento ai cambiamenti climatici. Un accordo europeo prevede che ogni città debba avere degli esperti che sappiano individuare le criticità in caso di bombe d'acqua, siccità prolungata, bolle di calore che danneggiano la vita delle persone e degli animali e questa persona potrebbe essere li geniere della protezione ambientale. Abbiamo parlato con gli amici dell'università della Tuscia e abbiamo già dei progetti didattici per formare queste figure che andrebbero fra sei sette mesi già ad essere operative.


Con il premio “Io faccio la nostra parte” premiate le realtà più virtuose sui temi ambientali. A chi questo riconoscimento?
Fino a Parigi COP21 organizzavamo ogni anno al Campidoglio una manifestazione internazionale conosciutissima come "Un bosco per Kyoto" in cui premiavamo a chi era virtuoso sull'ambiente: enti, nazioni, scienziati, anche semplici cittadini.
Chiuso il protocollo di Kyoto, ora c’è quello di Parigi, abbiamo deciso di chiamare il premio "Io faccio la mia parte” perchè ognuno di noi può fare qualche cosa.
Come nazione abbiamo individuato la Svezia perchè ha dichiarato che tra tre anni uscirà fuori dal vincolo dei combustibili fossili, è la prima nazione che dice basta a ciò che ha determinato l'effetto serra.
Il secondo premio lo diamo al sindaco di una cittadina della Baviera, la più ecologica della terra, che produce grazie al contributo dei cittadini tanta di quella energia  che la rivende a sette paesi vicini.
Poi premiamo un’organizzazione Serba sta risolvendo il problema dei rifiuti in 48 comuni e l’ultimo premio lo diamo a Franco Floris, il “papa” del santuario dei cetacei perchè abbiamo Saputo con molto rammarico che la sede centrale di Genova è stata spostata Montecarlo. Come italiani abbiamo perso una cosa importante, ma volevamo comunque riconoscergli l’impegno per la salvaguardia dei cetacei.

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