Animali abbandonati: i numeri della vergogna In evidenza

Scritto da   Domenica, 02 Luglio 2017 16:02 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Animali abbandonati: i numeri della vergogna

Al boom dei movimenti turistici che si registra nei mesi di luglio e agosto, purtroppo è legata una pratica esecrabile che ogni anno torna all'attenzione del dibattito pubblico: l'abbandono degli animali domestici. Si tratta di un'abitudine di persone senza scrupoli che, oltre a mettere in pericolo la sopravvivenza di esseri che fino a quel momento hanno contato sulla convivenza con l'uomo, può innescare una serie di conseguenze e pericoli per la salute e per l'ambiente. 

Se n'è parlato in "A Conti Fatti", rubrica radiofonica di EconomiaCristiana.it trasmessa da Radio Vaticana 105.0, con Marco Bravi, presidente del Consiglio Nazionale dell'ENPA - Ente Nazionale Protezione Animali.

Quali animali vengono abbandonati, dove, e per quali motivi?
Lo stereotipo del cane legato al guard-rail in autostrada, negli anni si è un po' modificato; infatti si parla di una riduzione di questo tipo di abbandono dai 350-400 mila animali di 15 anni fa, ai circa 100 mila, che sono comunque tanti, di cui parlano quest'anno i dati del Ministero della Salute. Ovviamente la riduzione è dovuta alle leggi introdotte; il fenomeno non è in diminuzione ma in mutazione, e purtroppo non riguarda solo il periodo estivo. Vengono infatti abbandonate diverse specie di animali: in primis i gatti che erroneamente si credono essere in grado di adattarsi; poi purtroppo troviamo per le nostre strade conigli, cavie, tartarughe, fino ad arrivare ad animali esotici. Il fenomeno statisticamente assume una sua rilevanza nelle regioni del sud, perché sono quelle più arretrate nell'attività di prevenzione e controllo del randagismo. Stiamo comunque parlando di un fenomeno, purtroppo, ancora assolutamente presente. 

Quali sono le conseguenze potenziali dell'abbandono di questa moltitudine di animali, in natura o lungo le strade?
L'abbandono degli animali domestici è un reato; è indice di un evidente degrado della civiltà: perché si acquistano animali che non si è in grado di gestire. Le potenziali conseguenze vanno al di là dell'etica, che noi abbiamo molto presente: sono i costi sociali, altissimi sia per la gestione degli animali vaganti, sia per questioni di pubblica sicurezza. Sulle strade, oltre 4 mila incidenti all'anno, di cui molti mortali, sono causati da animali vaganti in quanto abbandonati. Non dimentichiamo, purtroppo, gli episodi accaduti in Sicilia qualche anno fa: branchi di cani reinselvatichiti che sono arrivati ad attaccare le persone. Ricordiamo che non sono gli animali ad essere pericolosi o cattivi, ma essendo stati abbandonati sono stati inseriti, loro malgrado, in un contesto che non riescono a gestire, e quindi, come tutti gli animali, vanno a lottare per la loro sopravvivenza.

Ci possono essere ragioni plausibili e comprensibili per smettere di occuparsi di un animale. Quali sono le alternative, legali e morali, all'abbandono?
Questo è importantissimo. Prima di tutto l'adozione dev'essere consapevole: acquisire un animale vuol dire acquisire una responsabilità. Il primo modo di prevenire l'abbandono è non mettersi nelle condizione di avere una scomodità legata all'animale. L'abbandono, come detto è un reato previsto dal codice penale, quindi la scelta diventa tra essere delinquenti o persone perbene. Al di la delle presunte motivazioni, queste vanno analizzate: molto spesso si abbandona un cane con l'alibi del cambio di casa, quando purtroppo, nella ricerca della casa, non si è pensato minimamente al fatto che si possedeva un animale. Molto spesso capita che muti la situazione economica: molti comuni, per fortuna, prevedono insieme a noi dell'ENPA dei piani, con la possibilità di cessione dell'animale. Quindi, prima di abbandonarlo, ci sono tutte queste alternative che vanno analizzate attraverso i servizi sociali dei comuni. Per quanto riguarda l'alibi più banale, le vacanze, ormai non è più plausibile; perché ci sono strutture ricettive, locali, campeggi, alberghi, ristoranti che accolgono i nostri animali. Andare in vacanza con gli animali vuol dire andare in vacanza con tutta la propria famiglia, compresi i quattro zampe. Le alternative sono tante, bisogna solo mettersi nella condizione di considerare l'animale all'interno delle nostre problematiche familiari.

In questo fine settimana del 1 e 2 luglio l'ENPA è presente in diverse piazze per la "Giornata contro l'abbandono".
ENPA, con oltre 20 mila soci e più di 3 mila volontari attivi, sarà presente nelle piazze italiane (per l'elenco completo: www.enpa.it). Invito gli ascoltatori, e attraverso i recapiti che sono sul sito, anche quelli delle sedi locali, a contattarci e venirci a conoscere, soprattutto per capire che la nostra attività di prevenzione è di alto valore sociale. Possono aiutarci in ogni modo: con un contributo, adottando un nostro animale, donandoci il 5x1000 proprio per aiutare questa parte della società a crescere e diventare in qualche modo più etica.

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