Italia esposta a cambiamento climatico. Estate 2017 potrebbe diventare la norma In evidenza

Scritto da   Mercoledì, 22 Novembre 2017 12:01 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Italia esposta a cambiamento climatico. Estate 2017 potrebbe diventare la norma

Il riscaldamento globale è ormai, purtroppo, una realtà consolidata. Gli ultimi tre anni sono stati gli anni più caldi mai registrati finora e la temperatura globale media è aumentata 1,1°C rispetto al periodo preindustriale; un grado può non sembrare molto in fondo è anche la differenza che passa tra lo stare bene ed avere la febbre. La Terra ha la febbre, una febbre che potrebbe diventare insostenibile come prevedono molti modelli climatici. Ma come funziona un modello climatico?


Gianmaria Sannino, climatologo dell’ENEA, agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, ne parla intervenendo su “A Conti Fatti”, rubrica a cura di Economia Cristiana, trasmessa da Radio Vaticana Italia ogni mercoledì alle 11.35.


Da tempo la comunità scientifica avverte sui rischi legato all’aumento della temperatura globale. Tutte le teorie e le politiche sul cambiamento climatico si basano su modelli climatici. Cosa sono e come vengono elaborati?
Le proiezioni climatiche vengono realizzate attraverso modelli numerici, una serie di equazioni matematiche che descrivono il moto dell'atmosfera, degli oceani, della criosfera e, nei modelli climatici più complessi, anche della biosfera. Questi sistemi modellistici sono l'unico strumento che abbiamo a disposizione per realizzare una proiezione climatica.
Per lavorare questi modelli hanno bisogno di informazioni. Prima viene descritto il mondo nel quale vogliamo vivere per i prossimi 50/100 anni, quindi ad esempio come saranno i trasporti, che tipo di energia elettrica vogliamo produrre. A questo punto i nostri colleghi che si occupano di economia ci dicono quale sarà presumibilmente la quantità di CO2 che verrà immessa in atmosfera nel caso in cui, per esempio, il mondo decida di produrre energia elettrica solo attraverso energie rinnovabili piuttosto che facendo un largo uso delle energie da fossili come stiamo facendo adesso.
Queste informazioni vengono messe all'interno di questi modelli climatici ed equazioni estremamente complesse, che hanno bisogno per poter essere risolte di computer molto potenti, realizzano queste proiezioni.
I modelli climatici sono diversi, ce ne sono in Europa, negli Stati Uniti, in Australia, nell'Est europeo e in Asia e hanno bisogno di diversi mesi per poter realizzare delle proiezioni climatiche lunghe 100 anni che poi vengono analizzate in maniera statistica e sulla base dei risultati riusciamo a stabilire come potrà crescere la temperatura piuttosto che come potrà essere il livello del mare.

Le proiezioni ci dicono che se non cambieremo il nostro stile di vita e il nostro modo di produrre l’innalzamento della temperatura globale potrebbe risultare eccessivo. Si parla di aumenti di uno, due, tre gradi, ma non sempre si riesce a comprendere cosa potrebbe significare per il pianeta.
Quando si parla di uno due o tre gradi si parla di un valore medio su tutta la Terra, ma la  temperatura media è soltanto un indicatore del problema cambiamenti climatici, perché  l'aumento della temperatura non sarà uguale su tutto il pianeta, ci saranno dei posti che avranno un aumento intorno ai 2/3 gradi, altri che vedranno un aumento superiore ai tre.
Purtroppo le zone più a rischio sono i poli che sono una riserva di acqua dolce importantissima per la Terra e superare il limite dei 3 gradi comporterebbe uno scioglimento importante della calotta polare artica che difficilmente potrebbe essere ricostruita l'inverno successivo.
I modelli numerici ci dicono che se non si prendono rapidamente provvedimenti,se noi continuassimo ad emettere in atmosfera come stiamo facendo adesso per i prossimi 20/30 anni, la temperature media della terra potrebbe salire ben oltre i 3°.
I 2° che sono stati presi come limite nell'accordo di Parigi vengono proprio da quello che si è visto analizzando i modelli numerici, cioè si è visto che quando la temperatura media della terra supererà i due 2° il cambiamento climatico potrebbe essere di tipo irreversibile. Una volta che si sarà sciolta tutta la calotta polare artica, supponiamo durante l'estate, questa non sarà più in grado di poter essere ricostituita nell'inverno successivo perché il mare avrà assorbito talmente tanto calore che l'anno successivo per poter ricostituire la calotta polare avremmo bisogno di un inverno molto più freddo di quello che si era avuto precedentemente, cosa che difficilmente, in un contesto di riscaldamento globale, si potrà avere.
I 2° sono una sorta di limite superato il quale i cambiamenti climatici diventerebbero così importanti che anche una politica aggressiva di riduzione delle emissioni di CO2 non ci farebbe rientrare "nei ranghi climatici" così come li conosciamo adesso.

Quando si parla di certi argomenti non sempre si riesce a contestualizzare il problema sulla propria realtà. Il cambiamento climatico sembra a tanti una questione che riguarda esclusivamente i poli o i paesi africani, ma anche l’Italia è molto esposta. Cosa potrebbe succedere al nostro paese nei prossimi anni se non si invertirà la tendenza?
L'Italia è in realtà tra i paesi più a rischio cambiamento climatico, tutta l'area mediterranea è stata individuata come un “hotspot climatico”, cioè una delle regioni che maggiormente subirà dei cambiamenti all'aumentare della temperatura media della terra.
Per l'Italia quello che è avvenuto quest'estate potremmo immaginarlo come un assaggio di quello che più spesso potrebbe venire a verificarsi nei prossimi anni se tutto ciò non cambia e se la quantità di CO2 in atmosfera rimanesse in concentrazioni elevate come quelle di quest'anno, ormai abbiamo superato in maniera stabile le 400 parti per milione, una quantità enorme soprattutto se la confrontiamo con quella degli 800mila anni precedenti al 1860 che era di un valore compreso tra le 180 e le 280 parti per milione.
Abbiamo immesso troppa CO2 in atmosfera e il sistema climatico non è capace di gestirla a ridistribuirla nelle varie componenti del sistema climatico in tempi brevi quindi rimane in qualche modo localizzata nell'atmosfera e questo aumenta inevitabilmente l'effetto serra e conseguentemente la temperatura.
Tornando all'Italia avremo sicuramente un aumento dei periodi di siccità e un aumento di quelli che sono gli eventi estremi quindi piogge sempre più localizzate, sempre più intense, che porteranno a nubifragi come quello che c’è stato recentemente a Livorno.

immagine: https://www.flickr.com/photos/regionetoscana/37079834001
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