L’auto elettrica: utile anche quando è parcheggiata In evidenza

Scritto da   Mercoledì, 10 Gennaio 2018 12:02 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Foto: Nissan

Le case automobilistiche hanno ormai compreso che le macchine del prossimo futuro non potranno più circolare se saranno spinte da carburanti inquinanti. Tutti concordano sul fatto che, a lungo termine, la soluzione è quella del motore elettrico, ma mentre alcuni marchi puntano per il momento sulle motorizzazioni ibride elettrico/benzina, altri hanno saltato un passaggio e propongono agli automobilisti/clienti veicoli già elettrici al 100%. Una scelta per certi versi coraggiosa, per ora non premiata dal mercato, che deve fare i conti con un muro culturale duro da scalfire. Delle tecnologie oggi disponibili per le auto elettriche, del confronto con i motori tradizionali e delle prospettive per il prossimo futuro di questo settore cruciale, abbiamo parlato con Bruno Mattucci, presidente e amministratore delegato di Nissan Italia che poche settimane fa ha annunciato un accoro strategico con Enel, in occasine del lancio di un nuovo modello di auto. L’intervista è tratta da “A conti fatti” rubrica radiofonica di EconomiaCristiana.it, trasmessa ogni mercoledì alle 11.30 da Radio Vaticana Italia.

 


Presidente, Nissan ha deciso da anni di votare la sua produzione di automobili con motorizzazioni diverse da quelle normali (a motore endotermico) alla piena elettricità, cioè motori 100% elettrici, abbandonando ad esempio la soluzione ibrida, che comunque ha un buon successo di mercato. Perché questa scelta? E soprattutto che volumi di vendita, di presenza sul mercato e nel parco auto ottengono queste auto elettriche? in generale e in Italia in particolare?

Ciò che noi abbiamo fatto è stato indicare quella che, secondo noi, è la scelta di una nuova mobilità che potremo iniziare ad implementare già da oggi, chiaramente gestendo un transitorio. Un transitorio che potrà vederci, nel prossimo futuro, magari impegnati anche in motorizzazioni di tipo ibrido. Vero è che la nostra visione della mobilità del futuro è sicuramente fatta di veicoli 100% elettrici. Quest’avventura l'abbiamo iniziata qualche anno fa e oggi, per rispondere alla seconda parte della domanda, abbiamo venduto nel mondo più di 300.000 veicoli elettrici, diventando leader assoluti a livello mondiale. Qui in Italia, ad oggi, il parco circolante di Nissan elettriche si attesta vicino alle 3.000 unità, ed anche nel nostro paese siamo leader assoluti.

L'auto elettrica è ancora abbastanza sconosciuta agli italiani. Qual è lo stato dell'arte in generale per questo tipo di motorizzazione? Che autonomia hanno le auto? Che costi hanno per il cliente?

Di fatto, a differenza di altri paesi che hanno inserito la mobilità all'interno delle politiche di sviluppo, l’Italia ha visto una serie di ritardi. Ancora oggi non è chiaro quale sia la reale road map che l'attuale Governo vorrà dare alla mobilità del futuro. In altre parole ancora non sappiamo come vorremmo mandare in giro gli italiani da qui a 5 - 10 anni. Questo è un problema perché, chiaramente, in altri paesi si sta avviando anche tutto quel percorso di sviluppo di tecnologie e di servizi che ruoteranno intorno a questa che, ormai, è definita da tutti, non solo da noi che siamo stati i primi, la mobilità del futuro. Quindi a mio avviso c’è un rischio sul sistema delle aziende italiane che, o inizieranno da oggi a sviluppare prodotti e servizi, ma per altri paesi; o altrimenti si troveranno in ritardo nel momento in cui saremo costretti in qualche modo ad avviare una mobilità 100% elettrica perché spinti da altri paesi. Oggi la situazione è molto semplice: i produttori sono pronti. Hanno prodotti perfettamente compatibili con un'auto con motore termico, con il vantaggio che queste auto (quelle elettriche 100%, ndr.) chiaramente non inquinano, perché non emettono nessun tipo di inquinante; non contribuiscono all'effetto serra perché anche le emissioni di CO2 sono di fatto a zero; non contribuiscono all'inquinamento acustico perché non emettono rumore. In più consideriamo che sono veicoli costruttivamente molto più semplici rispetto ai veicoli tradizionali, quindi richiedono meno manutenzione e non hanno oli di lubrificazione; questo a tutto vantaggio dei costi di gestione del veicolo stesso.
Lei faceva anche riferimento a quali sono i costi. Un errore che si fa è identificare il costo per la mobilità associandolo al prezzo di listino. Facendo ciò è chiaro che il prezzo di listino di un veicolo elettrico è sicuramente superiore rispetto a quello di un analogo veicolo con motore a combustione interna, e a volte anche “molto” superiore. Il fatto è che sempre meno persone acquistano un veicolo pagandone il prezzo di listino, e sempre di più si paga invece il deprezzamento di un veicolo. Considerando il deprezzamento che può subire un veicolo, tenendo conto di quelle che saranno le normative da qui a qualche anno, farei una domanda: siamo sicuri che un veicolo diesel, nei prossimi 2-3 anni, avrà lo stesso deprezzamento a cui siamo stati abituati nel corso degli ultimi anni? o che, magari, un veicolo a benzina, magari euro 3 o 4, continuerà a deprezzarsi con lo stesso tasso che abbiamo visto negli anni passati? Su questo io ho dei dubbi. Allora, consideriamo: il deprezzamento del veicolo; tutti i vantaggi relativi ai minori consumi (perché l'energia elettrica costa meno rispetto alla benzina a parità di numero di chilometri percorsi); il veicolo è più efficiente, non devo fare la manutenzione o comunque i costi di manutenzione in generale si riducono di più del 50 per cento. Se si mette in conto tutto questo, siamo in grado di dimostrare che, già oggi, in termini di costo complessivo, un veicolo elettrico è perfettamente in linea con un analogo veicolo diesel o benzina euro 6. Nei prossimi anni ci aspettiamo che la tecnologia ci darà una mano a ridurre il costo di questi veicoli, e quindi saremo in grado di diventare molto più competitivi.
L'autonomia era un'altra delle barriere all'acquisto di veicoli elettrici. Proprio in questi giorni abbiamo iniziato le operazioni di pre-lancio della nuova Leaf e già diamo l'opportunità di avere un veicolo che, allo stesso prezzo della vettura precedente, offre un'autonomia di 370 chilometri. Ciò che impressiona è vedere l'evoluzione che hanno avuto le batterie negli ultimi anni. Soltanto sette anni fa, quando avevamo già quanto di più evoluto vi era sul mercato in termini di batterie, nello stesso spazio e con lo stesso peso della batteria attuale riuscivamo a garantire intorno ai 170 km di autonomia. Ebbene, siamo passati a 370 km e la batteria è rimasta esattamente delle stesse dimensioni e dello stesso peso. Nel frattempo però il costo di questa batteria si è abbattuto di oltre il 50%. Questo fa capire qual è l'evoluzione nel mondo dei veicoli elettrici.

Pochi giorni fa Nissan ha annunciato un accordo con Enel che tra l'altro permetterà agli acquirenti di ricaricare l'auto gratuitamente per due anni. Quali sono i termini e soprattutto gli scopi di questo accordo?

La cosa importante, nello sviluppo della mobilità elettrica, è che si lavori insieme a coloro i quali poi producono e distribuiscono l'energia elettrica. Proprio con questo spirito abbiamo iniziato a collaborare con chi, come Enel in Italia appunto, produce e distribuisce energia elettrica. Il vantaggio sta nel fatto che noi abbiamo bisogno di distributori di energia elettrica, ed Enel ha bisogno che si sviluppi un mercato di veicoli elettrici; non soltanto perché, chiaramente, senza distributori di energia elettrica avrebbe poco senso sviluppare una mobilità elettrica, o perché dall'altra parte Enel sia interessata alla vendita di energia elettrica. C'è anche un altro elemento importantissimo, che spesso viene trascurato: cioè che i veicoli elettrici potrebbero portare chi oggi produce e distribuisce energia a farlo sempre di più da rinnovabile. Perché, di fatto, un veicolo elettrico non è altro che un serbatoio di energia su quattro ruote, e tutte le volte in cui è collegato a una colonnina di ricarica può dare l'opportunità a chi produce e distribuisce energia di metterla dentro questo serbatoio; ovvero andarla a riprendere. Questa tecnologia, che noi oggi abbiamo sulla nuova Leaf, si chiama Vehicle to Grid, cioè dal veicolo alla rete di distribuzione, e consente appunto uno scambio di energia. [C’è] quindi l'interesse, da parte di chi produce oggi energia, nell'avere un parco circolante, cioè una numerosità di veicoli elettrici, collegati alla rete. Ricordo qualche numero: in Italia ci sono in giro quasi 36 milioni di veicoli; il 90% di questi è fermo in un parcheggio. Immaginiamo se in gran parte di queste auto fossero elettriche e collegato alla rete: quale enorme serbatoio d’energia si verrebbe a creare. Un serbatoio che potrebbe essere utilizzato da chi produce da rinnovabile. Per esempio: nel momento in cui la produzione da rinnovabili è più elevata rispetto al fabbisogno, si mette l'energia dentro quest’immenso serbatoio; nel momento in cui per le rinnovabili, come accade spesso, c’è bisogno di energia ma non c’è la produzione (il solare la sera per esempio) si potrebbe riprendere energia dai serbatoi delle vetture e rimetterla in rete. Riguardo all’offerta specifica, prevede la possibilità di acquistare la vettura includendo anche l'installazione di una wall box, cioè la colonnina di ricarica a casa, e la manutenzione della stessa gratuite; più due anni di energia elettrica gratuita. Questo è un ulteriore passo che facciamo insieme ad Enel per promuovere questo tipo di mobilità. Ci auguriamo che anche qualcun altro, chi ci governa, metta in piedi sistemi incentivanti che portino all'affermazione di questo nuovo tipo di mobilità. Ne beneficeremo tutti.

A parte i vantaggi per l'ambiente che ha ben chiarito, ogni nuova tecnologia, soprattutto nella mobilità, in genere porta a un netto miglioramento rispetto a quella precedente. Dal punto di vista dell'esperienza di guida, in termini ad esempio di sicurezza e di comodità, che cosa porta agli automobilisti la mobilità elettrica?

Il motore elettrico, per sua natura, si sposa molto bene con tutte le cosiddette tecnologie di ausilio alla guida che stiamo adottando su tutta la nostra gamma. Le stiamo già testando con un’opportuna intelligenza artificiale che ci porterà a quella che oggi molti identificano come guida autonoma e poi, in un secondo step, addirittura a quelle che saranno le vetture senza conducente. Già da oggi però, acquistando per esempio la nostra Nissan Leaf, si hanno tutta una serie di tecnologie. Ne cito alcune. La possibilità di delegare la guida al veicolo in autostrada, di fatto in maniera molto semplice: si setta la velocità e la vettura mantiene la carreggiata, mantenendo anche la distanza di sicurezza con il veicolo che precede.
Un'altra tecnologia: la vettura si può guidare con un solo pedale. Il pedale dell'acceleratore fa sia anche da freno. Il vantaggio è che, in questo modo, si usa solo il freno elettromagnetico del veicolo, non disperdendo energia nell'ambiente, come avviene nell'utilizzo di un freno tradizionale, ma  immagazzinando quell'energia di nuovo nella batteria. Non è soltanto un vantaggio in termini economici ma anche di produzione, per esempio, di polveri sottili. Spesso si dimentica che gran parte delle polveri sottili sono il risultato dello sfregamento delle pasticche dei freni sui dischi tutte le volte in cui freniamo.
La vettura, poi, può parcheggiare da sola. Oggi il sistema a bordo consente alla vettura addirittura di identificare il parcheggio: non lo devo neppure identificare io; lo seleziono sul display a bordo, confermo che quello è esattamente il punto in cui voglio parcheggiare; dopodiché basta spingere un pulsante e la vettura parcheggia in maniera molto naturale e anche molto veloce. Poi abbiamo telecamere a 360 gradi che consentono di avere un controllo totale del veicolo; la frenata di emergenza automatica che riconosce anche il pedone; e potrei continuare con tutta un'altra serie di tecnologie. Quello che sta avvenendo, in termini di sicurezza, è che stiamo aiutando sempre di più il conducente ad avere sotto controllo la situazione, e in molti casi facciamo intervenire il veicolo prima ancora che il conducente possa farlo; perché sappiamo che oggi l'elettronica ha dei tempi di reazione molto più veloci rispetto a noi umani. Tutti questi sistemi si integrano perfettamente con i veicoli elettrici.
Poi ci sono quei sistemi, come il Vehicle to Grid o addirittura il Vehicle to Home (cioè la possibilità di collegare la vettura alla propria casa e alimentare la propria abitazione) che possono fornire dei vantaggi anche agli utilizzatori. Immaginiamo, per esempio,  quanti hanno investito in sistemi fotovoltaici, e oggi stanno spendendo soldi per avere dei sistemi di accumulo dell'energia prodotta. Ebbene, la vettura elettrica, come la nostra Leaf, può diventare il sistema di accumulo per chi ha investito nel fotovoltaico negli anni passati.
Questi sono un po’ gli scenari che si stanno aprendo. Io amo dire che stiamo dando l'opportunità alla vettura di avere un ruolo anche quando è parcheggiata da qualche parte: cosa che non è avvenuta fino ad oggi.

Foto: Nissan
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