Plastica, veleni e overfishing stanno uccidendo il mare In evidenza

Scritto da   Mercoledì, 14 Febbraio 2018 12:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Immagine: Natalia_Kollegova / Pixabay

Gli Oceani sono degli straordinari regolatori del clima, assorbono infatti circa il 30% della CO2 prodotta dall’uomo, proteggendoci in questo modo dagli effetti del riscaldamento globale. Il mare inoltre garantisce il sostentamento di 3 miliardi di persone che dipendono dalla biodiversità marina e costiera.
 Tutto questo oggi, in particolare in alcune aree del pianeta, è a rischio a causa di fenomeni come inquinamento o pesca eccessiva.
 Sul tema “A Conti Fatti, rubrica a cura di Economia Cristiana trasmessa da Radio Vaticana Italia, ha interpellato Rosalba Giugni, presidente di Marevivo, storica associazione impegnata  per la tutela di questo prezioso ecosistema.

Qual è globalmente lo stato di salute del mare?
Tutto il mare è sotto attacco, dagli oceani al nostro Mediterraneo.
C'è uno sfruttamento enorme, da una parte si toglie la vita con l’overfishing, e dall'altra si sversano veleni ogni tipo, dagli idrocarburi, ai liquami, alla plastica.
Il mare non è in buona salute. Di positivo c’è che per l'Europa esiste una direttiva, la marine strategy, che prevede che dal 2020 tutti i paesi europei dovranno attenersi a determinati protocolli e questo ci da molta speranza.

Cosa comporta un mare inquinato all’interno dell’equilibrio complessivo del pianeta?
Le conseguenze sono enormi. Il mare gioca un ruolo fondamentale per la vita dell'uomo sul pianeta; l'origine della vita stessa è nel mare che assorbisce 1/3 della CO2 e produce l'80 % di ossigeno; questo accade però quando il mare è in buona salute e quando gli organismi vegetali e animali che sono in collaborazione e in equilibrio tra loro consentono al mare di giocare questo ruolo.
L'inquinamento va distruggere questo equilibrio, dagli idrocarburi che creano una pellicola per cui il mare non può traspirare, alle fognature e a tutti i veleni che entrano in un organismo vivo; il mare è il grande polmone blu della terra, ma è un organismo che ha bisogno di tutti gli elementi per essere vitale.

Il Mediterraneo come è messo da questo punto di vista?
Il Mediterraneo è un mare altamente sensibile perché è un mare chiuso che impiega 80 anni per ricambiare le sue acque superficiali mentre per quelle profonde occorrono dei tempi biblici.
Nel Mediterraneo sversano moltissimi fiumi, ma queste grandi arterie che prima trasportavano la vita, trasportavano sedimenti, sono state cementificate e ora portano veleni e inquinamento.
Il Mediterraneo essendo un mare chiuso ha molte problematiche, ma è anche un mare estremamente vivo, ha grandi profondità e ci sono delle zone assolutamente meravigliose.
È fortemente a rischio, dappertutto; recentemente sono state fatte delle ricerche sulle plastiche, si è tanto parlato delle grandi isole di plastica, che ci dicono essere grandi quanto l'Australia, che si trovano nel Pacifico e nell'Atlantico; ecco, nel Mediterraneo queste enormi masse di plasticanon esistono, ma esiste della micro plastica, invisibile, e di questa purtroppo è pieno tutto il Mediterraneo. Insomma è un mare ad alto rischio e ha bisogno di essere curato.
Come Marevivo abbiamo lanciato una campagna sui fiumi: dobbiamo mettere degli sbarramenti ai nostri fiumi per non far passare i rifiuti perché l'80% dei rifiuti che finiscono nel mare arrivano dai fiumi e se riuscissimo a bloccarli alla foce chiaramente ne gioverebbe tutto il mare.

Come ha accennato, uno dei problemi principali del mare, su cui infatti sia l’Earth Day Network che Marevivo hanno attivato delle campagne, è legato alla plastica. Cosa sta succedendo?
La plastica è un materiale indubbiamente utilissimo, ma che non si distrugge e che quindi quando arriva al mare vi rimane per sempre.
La plastica è un mostro e per questo abbiamo lanciato una campagna che si chiama “Mare mostro, mare di plastica”. Con questa campagna siamo riusciti a portare avanti un disegno di legge, approvato il 19 dicembre, per proibire l’utilizzo delle microplastiche nei cosmetici e nei cotton fioc; di cotton fioc se ne trovano a miliardate sulle spiagge mentre le microplastiche vengono scambiate per cibo dai pesci, vengono mangiate e questo costituisce un problema enorme per tutta la catena alimentare.

Cosa sono le micro plastiche?
Ce ne sono di due tipi.
Ci sono micro plastiche che nascono micro plastiche, piccole sfere di meno di 5 mm che vengono messe nei cosmetici, che sono quelle proibite oggi da quel disegno di legge cui accennavo.
Poi ci sono le micro plastiche che invece diventano microplastiche: sono le buste, le bottiglie e quant'altro che nel mare con l'effetto delle onde, del sole e del vento si disfano diventano delle piccole particelle di plastica; sono estremamente dannose, molto più dannose delle grandi perché quelle le vediamo e le possiamo togliere mentre le microplastiche una volta entrate in natura non si possono più eliminare.

Tra le vostre campagne attive in questo momento ce ne è una legata alla Baia di Taiji. Cosa sta succedendo in Giappone?
Questo è un grande dolore, una ferita che ci portiamo avanti da anni.
Ci battiamo per chiudere il massacro che avviene a Taiji, un golfo in Giappone dove c’è una terribile mattanza di delfini. I delfini vengono uccisi a centinaia, il mare diventa tutto rosso e la carne viene mangiata dai giapponesi mentre i cuccioli vengono presi e portati in cattività per diventare dei clown nei delfinari.
È una cosa che fa orrore, ci hanno anche fatto un film molto bello che ha vinto l’oscar, The cove. Noi abbiamo lanciato una petizione che ha raccolto più di 120 mila firme, c'è tanta gente che ha la sensibilità per capire che questi animali sono i nostri cugini del mare, hanno il nostro stesso cervello, si comportano con i cuccioli come noi facciamo con i nostri bambini. È un delitto troppo grande, per questo invito tutti a firmare la petizione su change.org; dobbiamo essere tanti per fermare questo massacro.

Clicca qui per firmare la petizione di Marevivo per chiudere la baia di Taiji

 

Immagine: Natalia_Kollegova / Pixabay
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