Tomasi: CONOU best practice internazionale. Puntiamo sui giovani per migliorare ancora In evidenza

Scritto da   Mercoledì, 04 Aprile 2018 12:02 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Tomasi: CONOU best practice internazionale. Puntiamo sui giovani per migliorare ancora

Un processo economico produttivo, sano e sostenibile passa inevitabilmente per la sua capacità di ottimizzare uso, riuso e riciclo delle risorse naturali.
Vetro, carta, legno, plastica se correttamente differenziati e riciclati possono diventare materie prime seconde, nuovi materiali, risorse preziose in grado di far risparmiare sui costi di produzione e di salvaguardare l’ambiente. Per far tutto questo il punto di partenza è costituito da un buon processo di raccolta. In questo senso una punta di eccellenza tutta italiana è costituita dal CONOU, Consorzio Nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli Oli minerali Usati il cui presidente Paolo Tomasi interviene su “A Conti Fatti”, rubrica a cura di Economia Cristiana trasmessa da Radio Vaticana Italia.

Quanto olio minerale viene raccolto nel nostro paese e come viene riutilizzato?
L'Italia è una delle nazioni più efficaci nella raccolta del lubrificante usato. Raccogliamo la quasi totalità di quello che viene prodotto: ogni anno vengono immesse sul mercato circa 400mila tonnellate di lubrificante che generano circa 180mila tonnellate di olio usato che il consorzio con la sua struttura e organizzazione riesce a raccogliere. Se una parte di queste quantità fosse stata sversata avremmo avuto dei grossi danni, un solo un cambio di un'auto, quindi 2/3 litri di olio usato, può inquinare qualcosa come un campo di calcio.

In termini economici quanto vale questo processo?
L’olio rigenerato va a sostituire del prodotto fresco per cui invece di lavorare del greggio lavoriamo dell'olio usato per ottenere un nuovo lubrificante, ma anche una frazione di gasolio e una parte di bitume.
Se andassimo a fare il conto di tutto quello che otteniamo da queste lavorazioni otterremo un numero molto vicino ai tre miliardi di euro risparmiati sulle importazioni petrolifere. Quindi da una parte c’è la salvaguardia dell'ambiente, dall'altra un risultato economico consistente.

Buona parte della fase di recupero dell’olio minerale usato è a carico di attività come ad esempio le officine meccaniche che hanno il compito di detenere l’olio motore usato che sarà ritirato da un raccoglitore professionale. C’è anche chi però l’attività del cambio dell’olio preferisce farla “in casa”. Quali accortezze devono utilizzare queste persone?
Noi sconsigliamo vivamente di fare il cambio dell'olio personalmente.
Bisogna avere grande attenzione, munirsi di guanti per evitare il contatto con l'epidermide e poi di un contenitore che non sia frangibile che possa raccogliere tutto l'olio che tiriamo via dal carter.
Dopo di che occorre chiamare il Consorzio che può dare a questo olio raccolto una destinazione efficace, quella del recupero perché, attraverso un trattamento che si realizza all'interno di una raffineria, tutto l'olio raccolto può essere rigenerato fino ad ottenere un prodotto che ha le stesse caratteristiche di quello originario.

Il lavoro di sensibilizzazione dei cittadini al tema del recupero e riciclo dei materiali passa soprattutto per le giovani generazioni. Avete delle attività in questo senso?
Nei giovani abbiamo un target importante perché vogliamo cercare di dare loro un'educazione ambientale. lo abbiamo fatto attraverso sistemi diversi; in passato abbiamo dato a 500 classi in Italia un sito web dove i ragazzi potevano costruire il loro impegno ambientale, attraverso la realizzazione di costruzioni che in qualche maniera davano una risposta ecologica a quello che poi era il loro ambiente di gioco.
Successivamente abbiamo rincorso i giovani anche dove loro più frequentemente si trovano: al Motor Show di Bologna ad esempio abbiamo offerto loro la possibilità di fare dei video giochi che hanno tutti quanti un contenuto ambientale e che quindi trasferiscono nel giovane l'attenzione a questi aspetti. Il giovane una volta che ha imparato che certe cose vanno fatte in una certa maniera continuerà a farle anche quando diventerà un adulto e noi stiamo puntando proprio su questo.

Quali sono i prossimi progetti del Consorzio per incentivare la corretta raccolta dell’olio minerale?
Attraverso la nostra organizzazione siamo arrivati a raggiungere dei livelli di eccellenza non soltanto in Italia, ma in tutta Europa e siamo additati a livello internazionale come una best practice importante.
Qualche cosa però si può ancora migliorare, siamo lanciati all'interno di un'economia circolare per cui l'obiettivo di lungo periodo è quello della produzione di zero rifiuti, ma per arrivarci bisogna modificare tante cose. L'Europa ci sta pensando e noi nel nostro ambiente stiamo cercando di fare qualcosa di meglio rispetto al passato.
Noi andiamo a raccogliere l'olio usato presso i detentori, ma questi detentori possono aver mescolato l'olio usato con altri rifiuti e questo può portare delle difficoltà nel cercare di ottenere il prodotto originario. Dobbiamo aumentare la nostra sensibilizzazione nei confronti gli operatori nel campo del lubrificante per suggerire loro di fare diversamente lo stoccaggio finale.
Quando si arriva ad avere un risultato molto vicino al 100% diventa difficile recuperare quella frazione ancora da raggiungere, ma ci stiamo impegnando con tutte le nostre forze e penso che ci riusciremo.

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