Earth Day Italia: su ambiente cambiamento culturale in corso, ma serve spinta decisiva In evidenza

Scritto da   Martedì, 05 Giugno 2018 19:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Earth Day Italia: su ambiente cambiamento culturale in corso, ma serve spinta decisiva

Si celebra oggi la Giornata Mondiale dell’Ambiente che le Nazioni Unite istituirono nel 1972 in occasione della Conferenza di Stoccolma per portare all’attenzione di governi e istituzioni la necessità di una tutela dell’ambiente e delle risorse naturali.
Da allora molti passi sono stati fatti, anche se le questioni ambientali non hanno sempre trovato il giusto spazio né nell’agenda dei media, né in quella politica, nazionale e internazionale. Tuttavia termini come ambiente e sostenibilità stanno trovando sempre maggiore spazio e considerazione presso l’opinione pubblica.  


Roberta Cafarotti, direttore scientifico di Earth Day Italia, interviene sul tema all’interno di “A Conti Fatti”, rubrica a cura di economia cristiana trasmessa da Radio Vaticana Italia.

Giornata Mondiale dell’Ambiente. I temi da affrontare sarebbero moltissimi, quali i più urgenti?
Siamo davanti alle grandi sfide globali; c’è sicuramente quella dei cambiamenti climatici in corso che ha profonde ripercussioni sulla nostra vita attuale, ma ce n’è anche una profondamente legata alla giustizia sociale perché è in crescita la disparità, una disparità che oggi rende possibile che la ricchezza in mano a otto persone sia la stessa equivalente a quasi tre miliardi e mezzo di persone.
In questo clima i conflitti sociali sono dietro l'angolo mentre avremmo invece grande bisogno di coesione sociale; questo significa che qualsiasi indicazione vada nella direzione di migliorare la sensibilità, la consapevolezza dei cittadini e soprattutto la fiducia nel cambiamento possibile è un elemento fondamentale.
Per fare degli esempi quando si compiono delitti ambientali le pene dovrebbero essere proporzionate all’immenso danno che viene arrecato alle comunità; allo stesso modo anche il sistema di tassazione deve premiare le imprese virtuose e dovrebbe quanomeno non agevolare il business in settori limitrofi a quello delle energie fossili.
Sono tutte indicazioni che aiutano i cittadini a capire che c'è una rivoluzione in atto.

Earth Day Italia lavora prevalentemente per la sensibilizzazione della cittadinanza sui temi dell’ambiente e della sostenibilità. Recepite un maggiore interesse su questi argomenti?
Se analizziamo il problema dal punto di vista oggettivo gli indicatori disponibili ci dicono che la situazione ambientale non è migliorata, semmai è peggiorata e continua a peggiorare: terminato l'effetto della crisi economica le emissioni di gas serra sono tornate ad aumentare e la nostra impronta sull'ambiente e sulla terra è ancora troppo forte e negativa.
Detto questo, tuttavia ci sono segnali che arrivano sia dal panorama internazionale che dalle esperienze sui territori sulla la diffusione di un linguaggio comune e di parole chiave che sintetizzano la sensibilità della popolazione verso i temi dello sviluppo sostenibile, di una qualità della vita che sia più rispettosa dell'ambiente in cui viviamo, di una ricerca in bellezza cui la natura ci aveva abituato e cui le nostre città ci hanno disabituato. Sono tutti segnali di un cambiamento culturale in corso, ma siamo ancora alla fase di sperimentazione.

Le generazioni adulte hanno accumulato un debito ambientale nei confronti delle giovani generazioni che erediteranno il pianeta. La governance attuale si sta realmente impegnando su questi temi? Dall’altra parte i giovani sono pronti a raccogliere il testimone?
Purtroppo la governance attuale è inefficace. Esiste una consapevolezza collettiva che ancora non si è tradotta in azioni; sino ad oggi abbiamo avuto grandi intenzioni e grandi strategie, un passaggio fondamentale di cui non sottovaluto minimamente la portata, ma che andrebbe rafforzato da fatti significativi, da impegni reali e vincolanti sulle emissioni di CO2 per cercare di innescare un meccanismo positivo e di contrasto ai cambiamenti climatici.
Le nuove generazioni sono pronte e non pronte nel senso che hanno una sensibilità maggiore dei loro padri che fa si che tutte le questioni che sono di natura ambientale siano maggiormente presenti nella loro visione del mondo. I ragazzi patiscono però ancora una certa sfiducia che gli trasmette la nostra generazione.
Bisognerebbe lasciarli più a briglia sciolta, più liberi di sperimentare, di immaginare il loro futuro, di ritornare a riflettere perchè sono ragazzi molto impegnati nel fare tantissime cose, ma forse che hanno perso la visione d'insieme.
Abbiamo molto da imparare e speriamo che i nostri figli ce lo insegnino per tornare a collaborare per valorizzare i nostri punti in comune e minimizzare le differenze che esistono tra le diverse visioni del mondo.

 
 

Con i giovani recentemente Earth Day Italia ha lavorato nel corso dell'ultimo Villaggio per la Terra con gli Stati Generali dell'Ambiente dei Giovani. Il risultato del lavoro è contenuto in un video appello che oggi è stato diffuso via web e consegnato al neoMinistro dell'Ambiente Sergio Costa. Clicca qui per vedere il video appello

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