Vargas (FAO): In agricoltura si è studiato troppo come produrre di più senza preoccuparsi degli effetti sul suolo. Governi investano in prevenzione misure urgenti In evidenza

Scritto da   Martedì, 05 Giugno 2018 19:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Vargas (FAO): In agricoltura si è studiato troppo come produrre di più senza preoccuparsi degli effetti sul suolo. Governi investano in prevenzione misure urgenti

Un terzo dei suoli del pianeta è degradato a causa dell’inquinamento con ripercussioni importanti sull’equilibrio degli ambienti naturali, sulla sicurezza alimentare e sulla salute umana. È una questione su cui è molto attiva la FAO che a inizio Maggio ha radunato in un simposio internazionale sul tema i massimi esperti del settore.
“A Conti Fatti” rubrica a cura di Economia Cristiana trasmessa da Radio Vaticana Italia ha invitato a parlarne Ronald Vargas, responsabile Suolo e Acqua della FAO e segretario della Global Soil Partnership.

Quando si parla di suolo, spesso ci si pone il problema della sua perdita a causa della cementificazione e della crescita degli agglomerati urbani, ma la contaminazione è un problema altrettanto, se non più grave.
Quello dell'inquinamento del suolo è un problema nascosto sia perché essendo nel suolo per vedere qualcosa bisogna scavare una buca, sia perchè si sa che c'è, ma non si fa molto per risolverlo.
Il problema è l'inquinamento da sostanze chimiche: l'industrializzazione, la guerra, l'estrazione mineraria, e l'intensificazione dell'agricoltura hanno lasciato in eredità contaminanti in tutto il suolo e quando questi contaminanti si attivano producono una serie di problemi che si possono vedere nell'ambiente, nel cibo che mangiamo, nell'aria che respiriamo e sulla salute umana.

Quanto è esteso il problema a livello globale?
Uno problemi più grandi che abbiamo è che non c'è uno studio a livello mondiale perché non ci arrivano dati da tutti i paesi.
Quando si parla di agricoltura lo studio del suolo è sempre stato incentrato a capire come si poteva produrre di più, ma non abbiamo mai studiato quali sono gli impatti dell'attività umana sul suolo. Manca quindi uno studio globale per capire esattamente quanto è grande il problema, ma in generale il 33% del suolo è degradato e parte di questo degrado è causato dall'inquinamento.

Quali sono gli effetti sulla salute delle persone?
C’è una chiara evidenza scientifica sugli effetti dei diversi contaminanti sulla salute delle persone e sul cibo. Sappiamo che se c'è uso eccessivo di agrochimici, come i pesticidi, i prodotti che provengono dalla raccolta avranno tracce di queste sostanze chimiche e ovviamente più sarà alta la concentrazione e maggiore il rischio per la salute umana.

Quanto ci vuole per ripristinare un terreno contaminato?
Dipende dal tipo di contaminante e dalla quantità. Nel suolo possono esserci metalli pesanti, ma possono esserci anche nanoparticelle o plastica che è un grande problema.
In ogni caso tuttavia ci vogliono tanti anni per tornare allo stato ottimale o a un livello di contaminazione bassissimo e non serve solo tempo, ma anche un investimento economico molto alto.
Se i governi non faranno investimenti per una gestione sostenibile del suolo sarà più difficile poi procedere al ripristino che è più dispendioso sia a livello di tempo che di costo.

Ad inizio Maggio la FAO ha organizzato un simposio mondiale sull’inquinamento del suolo. Quali sono le iniziative che la comunità internazionale intende mettere in campo per risolvere il problema?
Abbiamo organizzato questo evento insieme ad altre organizzazioni delle Nazioni Unite come primo passo per dare evidenza a questo problema che è stato ignorato per molto tempo. Abbiamo preso coscienza della situazione e abbiamo detto basta, dobbiamo lavorare per risolvere questi problemi.
Abbiamo un piano di azione su cosa e come fare per prevenire l'inquinamento del suolo, ma soprattutto per rendere consapevoli le persone, e non solo i tecnici, che l'inquinamento del suolo è un problema molto serio perché da questo dipende la salute.
Le persone possono fare tante cose, riciclare le batterie ad esempio è un piccolo gesto, ma c’è bisogno che la gente capisca che questo è un problema.
Bisogna inoltre investire tanto nella formazione dei tecnici nei diversi paesi perché possano essere capaci di lavorare su questo fronte.

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