Da Roma a Katowice: in cammino per il clima In evidenza

Scritto da   Martedì, 02 Ottobre 2018 19:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Da Roma a Katowice: in cammino per il clima

Il prossimo 4 ottobre da Piazza San Pietro a Roma partirà un pellegrinaggio a piedi guidato da Yeb Saño, ex diplomatico filippino molto attivo sul fronte della lotta i cambiamenti climatici.

Attraversando la via Francigena prima e il cosiddetto “cammino di Karol”, in onore di San Giovanni Paolo II, Il pellegrinaggio avrà come meta Katowice, città polacca che dal 3 al 14 dicembre prossimo, ospiterà la 24ma conferenza delle parti sui cambiamenti climatici.

 

L’obiettivo dell’iniziativa è quello di portare l’attenzione del mondo sull’urgenza di fronteggiare in maniera serie il riscaldamento globale e di portare queste tematiche nei territori che verranno attraversati dal cammino attraverso una serie di eventi organizzati a livello locale.

La tratta italiana del pellegrinaggio è curata da Focsiv, il cui rappresentante Andrea Stocchiero interviene su “A Conti Fatti”, rubrica a cura di Economia Cristiana trasmessa da Radio Vaticana Italia

 

 

Mancano pochi giorni alla partenza di questo pellegrinaggio che come titolo ha “In cammino per il clima”. 3 anni fa un pellegrinaggio dal titolo “Una Terra. Una Famiglia Umana aveva portato lo stesso Saño a Parigi alla vigilia di COP 21. Cosa è cambiato in questi 3 anni e quali le differenze tra le due iniziative? 
L'iniziativa di quest'anno cade a tre anni dalla Cop di Parigi e si è deciso di realizzarla perché purtroppo in questi tre anni i governi non hanno dato un seguito importante a quell'accordo (l’accordo universale sul clima frutto della Cop21 di Parigi ndr). Gli impegni presi dai diversi stati a livello mondiale porterebbero oggi a una riduzione delle emissioni di gas serra che comunque comporterebbe un aumento della temperatura di 3,2 gradi centigradi, ben lontano dall'obiettivo dei 2 gradi o addirittura del 1,5 gradi promessi a Parigi. 
Nel 2015 si è andati a Parigi per chiedere un accordo e per fortuna questo accordo è stato raggiunto ed è stato un risultato importante della comunità internazionale. 
Nel 2018 rifacciamo il pellegrinaggio, invece che a Parigi a Katowice perché lì si tiene la Cop24, chiedendo ai governi di rispettare l'accordo di Parigi perché ad oggi, purtroppo, non è stato fatto quanto volevamo, senza considerare inoltre che gli Stati Uniti si sono sfilati dall'accordo.

 

Che personaggio è Yeb Saño? 
Yeb Saño è stato ministro dell'ambiente e negoziatore degli accordi di Parigi per il governo delle Filippine, quindi un personaggio politico di primissimo livello. Venne conosciuto dalla comunità internazionale per un suo intervento nell'assemblea delle Nazioni Unite, un intervento poco diplomatico e molto emotivo perché effettuato poco dopo che le Filippine venissero colpite dall'uragano Haiyan che aveva mietuto migliaia di vittime tra l'altro coinvolgendo anche la sua famiglia. 
Saño a maggior ragione chiedeva un impegno importante, concreto e forte di tutta la comunità internazionale per ridurre i cambiamenti climatici.
A un certo punto ha scelto di lasciare la carriera politica in maniera coerente perché mentre lui negoziava per una riduzione delle emissioni gas serra il suo governo stava invece investendo per la creazione di 13 nuove centrali elettriche a carbone. Ha scelto di dimettersi, ha pagato di persona e ha incominciato da allora a credere molto di più ad una mobilitazione dal basso impegnandosi in cammini e pellegrinaggi: ha fatto un pellegrinaggio in India, uno in Argentina, uno negli Stati Uniti e poi quando ha visto che Papa Francesco aveva scritto l’enciclica Laudato Si’ ha pensato che non si potesse non fare un pellegrinaggio Roma Parigi in vista di Cop21.

 

Come è organizzato il percorso e in che modo i pellegrini si relazioneranno con i territori attraversati?
Si partirà il 4 ottobre da Roma, siete tutti invitati a piazza San Pietro alle 10 di mattina per il raduno e un incontro con i pellegrini e con Yeb Saño. Partiremo per tappe di 25/30 km in modo da arrivare a Katowice in Polonia all'inizio di Cop24, i primi giorni di dicembre.
Le tappe italiane saranno 25/26 e passeranno per l'Umbria, la Romagna, il Veneto, il Friuli Venezia Giulia; passeremo il confine a Trieste il 4 novembre e attraverseremo città come Foligno, Assisi, Città di Castello, Forlì, Ravenna, Ferrara, Padova, e Venezia e Udine, oltre ai paesi più piccoli che che stanno tra queste città.
Ai pellegrini ci si può avvicinare in maniera molto semplice, sul sito della Focsiv abbiamo dedicato una pagina al pellegrinaggio dove sono elencate tutte le tappe con i tempi di percorrenza quindi chi volesse aggiungersi ai pellegrini per camminare alcuni chilometri nel momento in cui arrivano in un determinato paese o accompagnarli all'uscita basta guardare l'elenco delle tappe e contattarci telefonicamente o via mail e noi faremo in modo di creare l’occasione per incontrarsi con i pellegrini.
I pellegrini verranno alloggiati in parrocchie o in ostelli che ci hanno concesso ospitalità e anche questi saranno comunicati per cui chi non potesse aggiungersi durante il cammino, ma volesse incontrare i pellegrini potrà andare direttamente dove vengono alloggiati per scambiare con loro qualche parola e cercare di capire di più le motivazioni di questo cammino.
 

C'è anche la volontà di portare la conoscenza su quelli che sono i temi legati al cambiamento climatico sul territorio
Si, per esempio a Foligno avremo un incontro con la diocesi, ma anche con le scuole che incontreremo la mattina prima di partire da lì; già nel 2015 facemmo una cosa del genere e sarà bello rincontrarsi di nuovo.
Ad Assisi ci sarà un incontro col sindaco e una specie di seminario dove si parlerà dei cambiamenti climatici, a Forlì faremo lo stesso incontrando sia la diocesi che la cittadinanza e così a Ferrara e Padova dove il comune curerà un evento piuttosto grande e così via fino a Trieste dove stiamo organizzando un incontro che sarà curato da Greenpeace sul problema della transizione energetica e a seguire faremo un altro incontro con le comunità di fedi diverse, quindi non solo quella cattolica, per condividere assieme un messaggio ecumenico per far fronte ai problemi del cambiamento climatico nel momento in cui si abbattono soprattutto sulle comunità più vulnerabili e più povere.

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