Consumo di suolo: dal Forum Salviamo il paesaggio una legge per fermarlo, non per limitarlo In evidenza

Scritto da   Martedì, 09 Ottobre 2018 19:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Consumo di suolo: dal Forum Salviamo il paesaggio una legge per fermarlo, non per limitarlo

 Quella del consumo di suolo è una questione sui cui intervenire sta diventando sempre più urgente. Secondo l’ultimo rapporto Ispra, infatti, anche nel 2017 il consumo di suolo ha fatto registrare numeri purtroppo molto importanti: ogni due ore nel nostro paese si costruisce su una superficie grande quanto Piazza Navona e i cantieri spesso non risparmiano nemmeno aree protette, a rischio idrogeologico o vincolate per la tutela del paesaggio. Ormai quasi l’8% del territorio nazionale è cementificato.

 

Tra le realtà che si battono per arrestare il consumo di suolo c’è il Forum Nazionale “Salviamo il Paesaggio – Difendiamo i Territori” che si è preoccupato di scrivere una proposta di legge sul tema attualmente ferma in parlamento. A coordinare questo lavoro uno dei coordinatori nazionali del Forum, Alessandro Mortarino che è intervenuto sul tema all’interno di “A Conti Fatti”, rubrica a cura di economia cristiana trasmessa da Radio Vaticana Italia.

 

Quali sono i contenuti principali della vostra proposta di legge?
È molto importante anche spiegare come siamo arrivati a questa elaborazione.
È stato un lavoro di 13 mesi partito nell'ottobre del 2016 con cui abbiamo cercato di mettere insieme 75 esperti provenienti da diverse discipline quindi urbanisti, architetti, agronomi, paesaggisti, geologi, pedologi, geometri, agricoltori.
Volevamo avere una visione comune il più collettiva possibile, mettere insieme questi soggetti e riuscire a farli lavorare è stato ovviamente molto impegnativo, arrivare alla sintesi ancora di più e come se non bastasse abbiamo voluto estendere questo documento, una volta pronto, alle oltre mille organizzazioni che fanno capo al forum Salviamo il paesaggio e a decine di migliaia di soggetti individuali e ognuno ha avuto la possibilità di proporre emendamenti, cambiare qualche virgola.
Siamo arrivati alla fine a questo documento condiviso da tutti che è una grande legge del basso e questo è secondo me molto importante perché testimonia un senso civico importante oltre alle competenze ovviamente.
Uno degli elementi fondamentali è quello di individuare definizioni precise di che cosa è il suolo, di cosa è il consumo di suolo e di tutti gli elementi che concorrono all'interno di questa legge perché in Italia ci ritroviamo con 20 normative regionali che in qualche modo vanno a tutelare o a tentare di tutelare il consumo di suolo, ma, pur con una base abbastanza comune, sono venti testi completamente diversi uno dall'altro, con parole diverse, con definizioni scientifiche e tecniche differenti e quindi ovviamente con applicazioni e interpretazioni altrettanto diverse.
Abbiamo quindi voluto lavorare innanzitutto su questo su questo tema in modo tale che una legge nazionale possa scendere poi a cascata sul locale.
Gli elementi fondamentali stanno credo proprio nel titolo che abbiamo voluto dare cioè “norme per l'arresto del consumo di suolo e per il riuso dei suoni già organizzati”: la parola arresto è l’elemento fondante di tutto lavoro che siamo andati a sviluppare perché negli ultimi anni si è parlato di contenimento, di limitazione, di riduzione, ma oggi abbiamo dei dati emergenziali che ci costringono invece a intervenire con una con una grande forza per fermare il consumo di suolo. Quale suolo? Tutti i suoli liberi che abbiamo ancora a disposizione.

 

La proposta di legge è stata portata in Parlamento verso la fine della scorsa legislatura da alcuni deputati del Movimento 5 stelle. Ora che il governo è anche a guida 5 stelle vi aspettate che il provvedimento torni presto nell'agenda parlamentare? 
Il Ministro Costa ci ha fatto capire che forse dalla settimana prossima il provvedimento verrà incardinato al Senato quindi dovrebbe partire l'iter specifico.
La nostra proposta di legge è stata presentata dal Movimento cinque stelle sia alla Camera che al Senato quindi siamo abbastanza fiduciosi che questo sarà il testo di partenza, poi ovviamente ci sarà una discussione parlamentare che coinvolgerà tutte le forze politiche e andremo a valutare quello che sarà il risultato.
Crediamo però che sia importante partire da qui perché un lavoro così analitico dal punto di vista scientifico credo possa veramente generare una legge nazionale di grandissima importanza.

 

Il vostro testo recita “non è consentito consumo di suolo per qualsiasi destinazione”.
Esiste tuttavia una tendenza all'urbanizzazione che farà sì che nei prossimi prossimi anni le città probabilmente tenderanno ad espandersi e avranno bisogno anche di una rete infrastrutturale adeguata. Come si può conciliare questo movimento delle persone verso la città con le esigenze di tutela del territorio? 
Se guardiamo i dati dell'ultimo censimento Istat e dei successivi aggiornamenti scopriamo che esiste uno stock elevatissimo di edificato inutilizzato, parliamo di qualcosa come 700mila capannoni inutilizzati o dismessi e addirittura di sette milioni di abitazioni sfitte, vuote, inutilizzate su un totale di circa 30 milioni di abitazioni in Italia.
È uno stock gigantesco che sarebbe a disposizione, ma che purtroppo non è sul mercato e quindi non viene utilizzato in maniera corretta.
È evidente che dobbiamo puntare sul riuso e il riutilizzo di tutto l'esistente e questo sarebbe un volano fondamentale per un'economia che in questo momento in crisi come il comparto edile.
Ovviamente occorre andare a studiare in modo serio le esistenze per questo abbiamo previsto anche un censimento obbligatorio del patrimonio esistente per tutti i comuni per poi orientare tutta una serie di azioni politiche e di incentivi perché secondo noi ci sono dei margini giganteschi per riattivare una filiera economica per parecchi anni.

 

Il provvedimento parla anche di recupero di suolo? Se penso al dissesto idrogeologico in alcune situazioni il danno è stato fatto per cui potrebbe non bastare non perdere ulteriore terreno, ma servirebbe addirittura recuperare suolo per rimediare.
I dati di luglio scorso ci fanno capire che c'è una ripresa del consumo di suolo e guarda caso proprio nei territori più interessanti che sono quelli nelle aree costiere, nelle aree verdi.
Molto spesso sono delle delle operazioni abbastanza rischiose proprio dal punto di vista idrogeologico; anche su questo si sta ragionando in modo profondo, ma la legge dà un messaggio ovviamente molto chiaro anche questa direzione. 

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