Scuole verdi per educare alla sostenibilità In evidenza

Scritto da   Martedì, 06 Novembre 2018 19:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Scuole verdi per educare alla sostenibilità

Quello dell'educazione è uno dei settori più importanti per il presente e soprattutto per il futuro di un paese; la formazione dei cittadini di domani dovrebbe essere un investimento da fare con convinzione anche su temi l'ambiente e la sostenibilità.
Educazione ambientale, dunque, per creare quella cultura diffusa della sostenibilità alla sostenibilità necessaria per far si che gli uomini e le donne di domani evitino di ripetere i tanti errori commessi in questo campo dalle generazioni precedenti.
E una cultura “green” si trasmette più facilmente all'aperto che tra quattro mura, come sostiene il disegno di legge “Scuole verdi” recentemente approdato in Senato.


Al disegno, presentato dalla relatrice Monica Cirinnà, ha partecipato attivamente l'associazione Lipu che interviene su a Conti Fatti nella persona della responsabile Educazione e Formazione Chiara Manghetti.

Cosa prevede il disegno di legge?
Questa proposta contiene quattro articoli, di cui i più importanti sono i primi due.
Il primo articolo riconosce, anche dal punto di vista educativo, il valore della natura per la salute dei bambini: la natura è dunque necessaria per il corretto sviluppo psicofisico dei bambini.
Il secondo articolo riconosce e finanzia lavori come ad per esempio la posa di un giardino al posto di un cortile di cemento oppure semplicemente l’ampliamento di uno spazio che la scuola già possiede un terrazzo quindi se la scuola deve fare dei lavori, magari per mettere a posto delle aule o i bagni, può chiedere anche di ampliare il proprio giardino o di crearlo da zero e ottenere i fondi necessari per farlo.


Quali sono i benefici di questi spazi verdi per la crescita e l’educazione del bambino?
Sono tantissimi e ormai sono veramente tanti gli studi di vari settori, da quelli medici a quelli psicologici a quelli educativi, che dimostrano come la natura faccia molto bene ai bambini.
Sappiamo benissimo che stare all'aria aperta fa bene alla salute e alla crescita ai bambini, anche nelle stagioni invernali, ma fa bene anche dal punto di vista educativo.
Ci sono studi che dimostrano nelle lezioni svolte ad esempio in giardino migliorano l’attenzione anche dei soggetti che hanno più difficoltà a seguire le lezioni in classe.
C’è inoltre una questione di movimento: alle elementari passare otto ore al giorno fermi all'interno di un'aula sicuramente non fa bene al fisico dei bambini e anche qui tanti studi dimostrano come l’obesità dei bambini stia diventando un grande problema anche negli stati europei e in Italia.


Ci sono dei paesi e delle esperienze che vi hanno ispirato?
Negli Stati Uniti c’è questo grosso movimento che si chiama “No child left inside”, nessun bambino resti all'interno al chiuso appunto, che chiede proprio che le scuole non solo portino i bambini fuori dall’edificio nella ricreazione, da loro questa è una cosa che già si fa, ma svolgano parte delle lezioni in natura.
Da noi è un po’ più difficile perché le nostre città non sempre sono adatte al trasferimento dei bambini da una zona a un'altra, soprattutto verso una zona naturale, ma già avere un cortile attrezzato dal punto di vista del verde con del prato al posto del cemento sarebbe qualcosa.
Come Lipu qualche anno fa abbiamo chiesto a 400 tra insegnanti e dirigenti scolastici che cosa pensassero del trascorrere la ricreazione fuori e tutti ci hanno detto che gli piacerebbe molto, ma che il problema è la paura che i bambini possano farsi male sul cemento; sostituire il cemento con del terreno, con dei prati risolverebbe molte di queste paure e permetterebbe agli insegnati di portare i bambini fuori.


C’è un problema di fondi in un paese dove l'edilizia scolastica ha più di un problema a partire proprio dalla stessa sicurezza stessa di diversi edifici?
Chiunque ha figli sa che sono tante le spese e le cose da sistemare, però è anche vero che dobbiamo cominciare a pensare al verde non come un accessorio, ma come qualcosa di fondamentale.
Come chiediamo che le aule abbiano le porte o dei bagni funzionanti, dovremmo richiedere anche che abbiano luoghi all'aperto adatti ai bambini.
Inoltre alcune forme di rinverdimento, penso ad esempio ai terrazzi e ai tetti delle scuole, permetterebbero anche di risparmiare dal punto di vista del riscaldamento perché aiutano a isolare l’ edificio scolastico e quindi a spendere meno di riscaldamento in inverno e a mantenere più fresche le aule in estate, anzi in primavera perché sappiamo bene che già a maggio nelle nostre scuole comincia a fare molto caldo.

La vostra proposta prevede un adeguato spazio verde nelle scuole che dovranno essere costruire da qui in avanti e di considerare la presenza degli spazi verdi in eventuali ristrutturazioni di edifici già esistenti. Ci sono tuttavia molte scuole che sono già state costruite senza spazi all’aperto. Qual è l'alternativa per i bambini che si trovano a vivere in una struttura educativa del genere?
Anche degli spazi completamente di cemento, come appunto può essere un terrazzo, possono essere trasformati.
Noi abbiamo il caso di alcune scuole della zona dell’Ilva di Taranto dove i bambini non possono uscire facilmente dalla scuola e andare a contatto con la natura a causa dell'inquinamento; per loro abbiamo ricostruito dei giardini all'interno delle scuole ed è stata un'esperienza bellissima: c'è bisogno di cure maggiori per le piante rispetto a un giardino all’aperto, ma è comunque un investimento che vale la pena anche dal punto di vista psicologico perché per questi bambini avere degli spazi verdi all'interno della scuola, potersene occupare, vedere anche dei piccoli animali che si avvicinano attratti da questo verde, come possono essere dei passeri, è un'esperienza meravigliosa.


Quali attività educative immaginate che in particolare potrebbero essere svolte all’internbo di questi spazi?
Noi consigliamo di svolgere tante lezioni diverse all'interno di questi spazi verdi, con le piante si può veramente fare anche matematica, oltre a delle lezioni di disegno o di italiano.
Il fondatore della Lipu, Giorgio Punzo, fin dagli anni sessanta scriveva di una scuola “primavera della vita” nel senso che immaginava una scuola senza aule dove i ragazzi potessero imparare le cose all'aperto. Ovviamente sappiamo che ci sono tanti problemi nell'applicare questa filosofia in tutte le scuole, ma anche soltanto fare le ore di motoria all'aperto sarebbe già un passo avanti.

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