Nuova vita per i pannolini In evidenza

Scritto da   Martedì, 13 Novembre 2018 19:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
Vota questo articolo
(0 Voti)
Nuova vita per i pannolini

Un modello di produzione basato sulla circolarità e sull’uso razionale delle risorse si basa su due capisaldi: un efficace ed efficiente sistema di raccolta dei rifiuti ed una tecnologia in grado di recuperare la porzione di materiale ancora utilizzabile e rigenerabile.
A queste condizioni qualsiasi rifiuto può tornare a nuova vita, rientrando nel ciclo produttivo come “materia prima seconda”, anche un pannolino usato.

Accade grazie ad una tecnologia messa a punto FaterSMART, Business Unit di Fater SpA (azienda italiana nata dalla joint venture fra Procter & Gamble e Gruppo Angelini), che per questa sua attività è stata premiata con il “Premio per lo sviluppo sostenibile” che ogni anno viene assegnato alle imprese che si sono distinte per attività e impianti che producano rilevanti benefici ambientali.
Ne parla intervenendo all’interno di “A Conti Fatti”, rubrica a cura di Economia Cristiana trasmessa da Radio Vaticana Italia, il General Manager di FaterSMART, Giovanni Teodorani Fabbri.

 

 

Il vostro processo permette il riciclo dei materiali provenienti dai prodotti assorbenti per la persona. Parliamo quindi di pannolini, pannoloni, assorbenti igienici che secondo gli ultimi dati Ispra costituiscono ben il 3,7% dei rifiuti urbani italiani.
Esattamente, quasi il 4% dei rifiuti urbani prodotti in Italia che in termini di peso equivale a dire circa 900.000 tonnellate. Se parliamo di Unione Europea si arriva a 8,5 milioni di tonnellate, mentre nel mondo ogni anno si arriva addirittura a 30 milioni di tonnellate di rifiuti da prodotti assorbenti per la persona usati gettati in discarica o in un inceneritore.

Come vengono gestiti attualmente questi rifiuti e qual è invece il tipo di materiale che riuscite ricavare da questi da questi prodotti?
In Italia attualmente il 70% di questi rifiuti vengono gettati in discarica mentre il restante 30% viene incenerito.
Grazie alla nostra tecnologia, invece, i pannolini, i pannoloni e gli assorbenti igienici femminili possono essere riciclati ed essere riconvertiti in plastica, cellulosa e polimero superassorbente di alta qualità e ad alto valore aggiunto.

Che cosa si può fare poi con queste materie prime seconde?
Si possono produrre molteplici applicazioni. La cellulosa può essere utilizzata nell'industria cartiera e può anche essere utilizzata per fare scatole; la plastica può essere utilizzata in molteplici applicazioni di uso domestico; il polimero superassorbente può essere riutilizzato nel settore florovivaistico, può essere utilizzato per fare cavi sottomarini, o, naturalmente, per la produzione di nuovi pannolini, in un’ottica di economia circolare.

Come nasce e come funziona la teconologia?
La tecnologia nasce all'interno di Fater che è l'impresa leader in Italia nella produzione e commercializzazione di prodotti assorbenti per la persona con marchi come Pampers e Lines.
Come impresa che fa della sostenibilità una parte integrante della strategia aziendale, Fater vuole prendersi cura del fine vita dei propri prodotti.
Presupposto perché la tecnologia funzioni è la raccolta differenziata che in Italia già serve circa 800 comuni e il 20% della popolazione.
I prodotti usati raccolti tramite la la differenziata vengono portati presso la nostra macchina che attualmente è attiva a livello industriale a Treviso presso il nostro partner Contarina.
Una volta introdotti nella macchina i prodotti vengono prima sterilizzati in autoclave per poi essere asciugati e preparati, tramite un processo di separazione meccanica, per essere poi riconvertiti nelle materie prime seconde che li compongono originariamente e quindi plastica, cellulosa e polimero superassorbente.

Tutto questo quanto vale sia in termini economici che in termini ambientali?
Parto dai benefici per l'ambiente e le rispondo con delle equivalenze: qualora fosse esteso a tutto il territorio italiano questo processo consentirebbe di evitare di gettare in discarica un volume di rifiuti pari ogni anno a quello occupato da due Colossei o da 14 campi da calcio; consentirebbe inoltre di evitare le emissioni climalteranti prodotte da circa 115 mila automobili ogni anno.
Anche in termini economici invece il valore aggiunto sarebbe significativo: se estesa a tutto il territorio italiano, questa tecnologia consentirebbe di creare 1.000 nuovi posti lavoro, investimenti fino a 300 milioni di euro ed un fatturato annuo di circa un miliardo.

Prerequisito è l'estensione su scala nazionale di un modello di raccolta differenziata di questo materiale.
Sappiamo che la raccolta differenziata dei prodotti assorbenti per la persona è allo studio presso diverse regioni.
Il dato confortante che già oggi ben il 20% della popolazione, circa 12 milioni di italiani, è già servita dalla raccolta differenziata di questi prodotti.

Letto 319 volte

Informazioni aggiuntive