La favola amara di una bottiglia di plastica, da prodotto di successo a nemica della Natura In evidenza

Scritto da   Martedì, 08 Gennaio 2019 12:45 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Foto Pixabay.com

“Quella che vi stiamo per raccontare è la storia di una bottiglia di plastica, diversa da tutte le altre, perché lei quando nacque si chiese quale fosse la sua vera natura”.

Inizia così “Sybilla, l'odissea di una bottiglia di plastica”, un libro per bambini scritto da Marco Mastrorilli, ornitologo e naturalista. La favola racconta il viaggio, dalla fabbrica al mare, di una bottiglietta d'aranciata “senziente”. Si tratta di un espediente educativo per far conoscere ai bambini un grande problema che affligge il mondo degli adulti. Per darne la dimensione si può prendere ad esempio il nostro continente, senza dubbio relativamente più “avanzato” e “sensibile” alle tematiche ambientali rispetto ad altre parti del mondo. Secondo un recente rapporto del WWF, l’Europa, che è il secondo produttore di plastica al mondo, ne scarica in mare ogni anno tra le 150 e le 500 mila tonnellate. Un dato tanto più spaventoso se si considera che quello è il totale delle macro plastiche: visibili e, in teoria, ripescabili. Un problema ancora maggiore sono le microplastiche: una quantità stimata tra le 70 e 130 mila tonnellate di queste frazioni infinitesimali finiscono in mare, dove vengono ingerite dagli animali marini, avvelenandoli e uccidendoli. Il contrappasso di questo “peccato” dell'umanità è che le microplastiche sono anche, ovviamente, nei pesci e nei “frutti di mare” che noi peschiamo e mangiamo.
Il libro, edito da Noctua Book, contribuisce in parte a rimediare a questo scempio epocale: una parte dei proventi va a un progetto di recupero sul Mare Adriatico: il Centro Recupero e Riabilitazione delle Tartarughe Marine di Pescara, che salva, cura e libera in mare le tartarughe intossicate o ferite dalla plastica.


Abbiamo incontrato Marco Mastrorilli in occasione di una presentazione del libro al Centro Habitat Mediterraneo LIPU di Ostia. L'intervista è stata trasmessa nel programma “A conti fatti”, rubrica radiofonica di EconomiaCristiana.it, trasmessa da Radio Vaticana Italia.


Lei in realtà è un ornitologo. Come le è venuta l'idea di scrivere un libro sulla plastica e sui problemi che comporta per il mondo marino?

L'idea nasce dal fatto che gli ornitologi si occupano comunque di natura. Gli uccelli, come qualsiasi animale, sono inseriti in un ambiente e in un ecosistema. Quindi la sensibilità verso le problematiche della Terra, del nostro pianeta, sono sicuramente molto forti.
Questa mia sensibilità verso il discorso della plastica in mare nasce dall'aver guardato un documentario. Ho capito che era venuto il momento, nelle vesti di divulgatore, di dare un piccolo contributo per far conoscere maggiormente un problema drammatico, che penso possa essere ridotto, o addirittura si potrebbe anche tentare di interromperlo, proprio grazie all'uso della divulgazione.

Il libro è intitolato "Sybilla, l'odissea di una bottiglia di plastica". Sfogliandolo e leggendo alcuni brani mi è venuto in mente il viaggio di Ulisse, l'Odissea appunto: questa bottiglia che, passando di mare in mare, di costa in costa, incontra diversi ambienti marini e vari personaggi.

È il messaggio che volevo mandare. Sybilla è la protagonista di questa che è una favola dedicata sia ai bambini che agli adulti. Consiglio sempre a chi acquista questo libro di leggerlo insieme ai bambini: di non far leggere i libri ai bambini da soli. Perché, soprattutto con un messaggio di questo tipo, è fondamentale che ci siano anche i genitori; considerato che i genitori, le persone comunque più mature, sono proprio quelli che hanno creato questo sfacelo, questo disastro nei mari.
Sybilla è una bottiglia che si perde, dapprima nel fiume, poi arriva nel mare; e comincia a conoscere un po' tutti i drammi che la plastica crea all'interno degli ecosistemi marini. Incontra le tartarughe, le meduse, la balena, il capodoglio, e si rende conto che, probabilmente, non lei è un essere così positivo come sembrava l'inizio. La favola inizia con la nascita di questa bottiglia all'interno di una fabbrica; e successivamente si ritrova in un supermercato pieno di luci e musiche, come se fosse una superstar. In realtà è una bottiglia di plastica, e sappiamo benissimo che la plastica, di fatto, è petrolio.

È anche una metafora di noi uomini, che ci riteniamo etici ed evoluti ma non ci rendiamo conto dei danni che facciamo. Una riflessione emersa in occasione della presentazione di questo libro al Centro Habitat Mediterraneo di Ostia, che fa educazione ambientale in questo senso.

Viviamo in un mondo regolato da una serie di situazioni determinate dal potere economico. Ad esempio le nostre automobili utilizzano ancora, di fatto, il motore a scoppio di oltre cento anni fa, e un prodotto come il petrolio che ormai è superato. Ci sono altre forme di risorse energetiche che potremmo utilizzare. È chiaro che gli interessi economici in gioco sono tantissimi, e quindi diventa difficile sdoganare le abitudini e gli interessi dalle priorità, che in questo momento sembrano abbastanza importanti, ma di fatto non lo sono.
Ad esempio, i bastoncini nelle orecchie, i classici cotton fioc che molti di noi utilizzano, a partire da quest'anno non possono più essere fatti in materiale plastico. Questa è una notizia assolutamente positiva: c'è una regolamentazione europea che ha determinato questo passaggio (in Europa il divieto scatterà nel 2021, mentre in Italia è in vigore già dal 1 gennaio scorso, nda.). Però, andando a verificare, i cotton fioc “biodegradabili” sono confezionati in una scatola di plastica. Non ci voleva tanto a inserirli ad esempio in una scatola di cartone, oppure in un materiale biodegradabile. Questo fa capire che i passaggi sono veramente molto lenti, perché comunque gli interessi sono ancora troppo legati al dio denaro; e forse bisognerebbe fare anche qualche considerazione sull'importanza dell'ambiente, che ha una valenza superiore.

E' un libro comunque destinato ai bambini: ci aspettiamo un lieto fine tanto per la favola quanto per la realtà.

Sicuramente l'idea era di dare comunque un messaggio positivo. Perché sono convinto che la situazione è negativa, e non avrebbe senso andare a incrementarla raccontando una storia drammatica. I bambini hanno bisogno di avere una speranza: qualcosa in cui credere. Penso che il mare stia per morire, che sia veramente sull'orlo di una morte per soffocamento, da plastica e non solo. Però non è ancora morto: sta resistendo. Ci sono degli animali che stanno resistendo. Quindi credo che sia fondamentale non soltanto la favola di Sybilla, quanto il passaparola di ognuno di noi; e soprattutto il cambiare le nostree abitudini. Spesso ci si nasconde dietro al fatto che i cambiamenti devono essere fatti dai governi, ma noi possiamo cambiare le nostre abitudini. Io lo sto facendo, da oltre un anno: ho cambiato moltissime abitudini quotidiane personali nel modo di vivere, ovviamente utilizzando meno plastica.

Uno dei fronti di questa resistenza è il Centro Recupero e Riabilitazione delle tartarughe marine di Pescara, a cui vanno parte dei proventi del libro. Che cosa si fa in questo centro?

Questa è una delle cose più importanti. Ho pensato che un conto è fare divulgazione, e dare comunque un messaggio positivo; ma era fondamentale dare anche un esempio positivo: quindi una parte dei proventi di questo libro vengono devoluti al Centro Recupero Tartarughe Marine Luigi Cagnolaro di Pescara, che è uno dei centri più moderni, specializzato proprio nel recupero delle tartarughe in difficoltà nel Mare Adriatico. Recuperano circa 50-70 tartarughe ogni anno. L'aspetto incredibile è che hanno una percentuale di rilascio molto elevato: intorno al 70-75%. In passato mi sono occupato di rapaci, e le percentuali di liberazione nei centri recupero dei rapaci sono molto più basse. Questo significa che loro sono bravi e che le tartarughe hanno una soglia di sopportazione di tutto quello che noi gli facciamo molto elevata. Però non dobbiamo abusarne, ovviamente.

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Letto 1874 volte Ultima modifica il Martedì, 08 Gennaio 2019 12:34

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