Per il 2030 obiettivo ridurre di un terzo i consumi energetici. ENEA: trasporti ed efficientamento energetico degli edifici i settori più strategici In evidenza

Scritto da   Martedì, 05 Febbraio 2019 12:45 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Per il 2030 obiettivo ridurre di un terzo i consumi energetici. ENEA: trasporti ed efficientamento energetico degli edifici i settori più strategici

Per ridurre le emissioni di CO2 e degli altri gas climalteranti nell’atmosfera occorrerà da una parte cambiare rapidamente il nostro modo di produrre energia, eliminando i combustibili fossili per fonti energetiche pulite e rinnovabili.
Dall’altra parte è però anche indispensabile ridurre la nostra domanda di energia e questo vuol dire rendere più efficienti il settore industriale, quello dei trasporti e quello agricolo, ma anche tutti i gli edifici che in moltissimi casi potrebbero, anche con interventi contenuti, diventare molto più efficienti per un risparmio che non risulterebbe “solo” nel conto delle emissioni di CO2, ma anche nelle bollette del gas e dell’energia elettrica.

Ne parla intervenendo su “A Conti Fatti”, trasmissione a cura di Economia Cristiana trasmessa da Radio Vaticana Italia, l’ingegner Ilaria Bertini, del Dipartimento Unità Efficienza Energetica dell’ENEA - Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile.

 

Secondo l’ultimo report Enea sull’efficienza energetica, dal 2011 al 2017 i risparmi energetici ottenuti grazie a misure di efficienza energetica sono stati pari ogni anno a 8 Milioni di tonnellate equivalenti di petrolio per un risparmio complessivo di due miliardi e mezzo di euro per minori importazioni di gas naturale e petrolio, e di circa 19 milioni di tonnellate di CO2.
Sono numeri importanti, come ci siamo arrivati e come possiamo giudicarli rispetto agli obiettivi che il nostro paese si è dato su questo fronte al 2020 e al 2030?
Questi conteggi nascono dalla certificazione di alcune misure che riguardano i certificati bianchi, soprattutto per quanto riguarda le industrie, le detrazioni fiscali, il meccanismo incentivante rivolto ai cittadini e ai privati, il conto termico, che il meccanismo orientato alla pubblica amministrazione e impresa 4.0 che è un programma di finanziamento importante per l'industria; poi abbiamo due regolamenti, che sono quelli relativi all'alta velocità e i regolamenti comunitari in termini di trasporti, quindi dell'efficienza degli autoveicoli, e infine il decreto che riguarda i requisiti minimi per quanto riguarda le riqualificazioni importanti e le nuove costruzioni.
Tutti questi dati sono reali perché non partono da  analisi o stime, ma da conteggi relativi a chi ha usufruito di questi meccanismi.
Gli obiettivi che il paese si è dato al 2020 sono divisi percentualmente nei diversi settori residenziale, terziario, industria e trasporti. Queste percentuali naturalmente non sono uguali, l'industria e i trasporti erano tenuti a raggiungere delle percentuali molto più elevate, quasi il doppio di quelle relative al residenziale e al terziario. Per quanto riguarda il gli obiettivi al 2020 il fanalino di coda purtroppo è il terziario che ha fatto molto poco; anche l'industria i trasporti sono piuttosto indietro, mentre nel caso del residenziale l'obiettivo è stato centrato.


Recentemente il Governo ha inviato a Bruxelles il Piano Nazionale Energia e Clima 2021-2030. Che obiettivi pone sul fronte dell’efficienza energetica e quali sono le misure che dovranno essere messe in campo per raggiungerli?
L'obiettivo del 2020 era una riduzione del 24% rispetto alla media 2001/2005 dei consumi italiani. Negli obiettivi 2030 si è passati da un -24% a un -32% quindi sicuramente una percentuale molto più ambiziosa.
Anche questo obiettivo è stato suddiviso tra i vari settori e una gran parte è stata in qualche modo addebitata ai trasporti, dai quali ci si aspetta molto anche, sia a seguito dello shift modale che soprattutto dell'avvento dei veicoli elettrici.
Una parte molto importante è stata inoltre assegnata alla riqualificazione energetica degli edifici. Il parco immobiliare italiano è piuttosto vecchio e non è efficiente: è quindi necessario accelerare il rinnovo e la riqualificazione di questi edifici.

Sul tema dell’efficienza energetica l’Enea è l’ente di riferimento nazionale. Fornite tutta una serie di linee guida per la Pubblica Amministrazione e recentemente avete rilasciato applicazioni come Condomini+4.0 e SafeSchool 4.0 per effettuare dei chek up energetici rispettivamente su condomini e edifici scolastici. Quanta strada c’è da fare su questo fronte?
Noi ci adoperiamo su vari fronti, sia presso la pubblica amministrazione, cui forniamo supporto tecnico, ma anche nello sviluppo di strumenti che possano in qualche modo agevolare la parte di pianificazione.
L’app .safeschool 4.0 è uno strumento utile proprio in tal senso. Tramite telefonino o tablet è possibile è raccogliere i dati informativi a un edificio scolastico e questo semplice strumento poi fornisce un rapporto qualitativo che dà un'indicazione sullo stato dell’edificio sia dà un punto di vista energetico che strutturale.
Al di là dell'eventuale intervento da parte di una pubblica amministrazione sul singolo edificio, la vera utilità che vediamo in questo strumento è in un suo uso intensivo a livello di municipio se non addirittura dell'intero comune: se fosse utilizzato per fare una raccolta di tutti gli edifici, la pubblica amministrazione potrebbe fare una pianificazione perfetta, una valorizzazione dell'edificio e un’ ottimizzazione delle risorse economiche necessarie perché potrebbe avere idea di quelli che sono gli edifici in uno stato non buono ad esempio dal punto di vista della robustezza sismica su cui quindi è inutile fare interventi di efficientamento energetico visto che servono importanti ristrutturazioni; altri edifici che hanno buona robustezza sismica possono essere invece buoni candidati per fare degli interventi, altri ancora potrebbero essere ampliati, etc.
Questo semplice strumento potrebbe essere un ottimo strumento di pianificazione che è fondamentale quando chi ha un patrimonio così vario da gestire.


Secondo il Rapporto Istat “SDGs 2018” nel 2016 il 16,5% delle famiglie italiane, pari a 9,4 milioni di persone, si trova in condizioni di povertà energetica e non riesce a sostenere il costo delle bollette per il riscaldamento di casa. L’Enea è impegnato anche su questo fronte?
Facciamo parte di una organizzazione internazionale che raccoglie i contributi di tutte le agenzie dei vari stati membri e il 14 febbraio presenteremo su questo un position paper.
Contemporaneamente portiamo avanti delle iniziative con una serie di protocolli di intesa che daranno vita a delle azioni concrete con Feder.Casa, che è la federazione di tutte le associazioni che gestiscono social housing, e anche con Fratello Sole.
Con queste due grandi associazioni intendiamo realizzare degli strumenti simili al SafeSchool, ma mirati al social housing per realizzare delle campagne informative perché ci siamo resi conto che alla mancanza di risorse di questo particolare comparto di utenti spesso si accompagna anche una non adeguata informazione sui meccanismi di finanziamento che sono disponibili.
Nelle case per esempio spesso ci sono elettrodomestici di vecchia data che vengono conservati perché non si hanno ovviamente le disponibilità, ma, piuttosto che continuare a spendere in bolletta, l'acquisto di un elettrodomestico nuovo permetterebbe un rientro della spesa non dico immediato, ma veramente in tempi molto brevi.
Ci sono tutta una serie di accorgimenti che possono essere attuati e possono portare a dei risparmi quasi immediati da investire in piccoli interventi di efficientamento che poi portano risultati a lunga scadenza.

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