Efficienza energetica: per l'Italia un'altra sfida

Scritto da   Domenica, 27 Gennaio 2013 00:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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L’Italia è al quarto posto tra i Paesi Europei come efficienza energetica: a riferirlo l'ENEA, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile.

Secondo i dati raccolti sul 2011, gli ultimi fino ad ora completi, infatti l’Italia avrebbe incrementato la sua efficienza energetica ben del 17,1% rispetto al 2010, ponendosi in Europa davanti a Germania e Francia.
Nel 2011 l'applicazione delle misure previste dal PAEE 2011 (Piano d'Azione per l'Efficienza Energetica) ha consentito un risparmio complessivo di 57.595 GWh/anno. Come è scritto nel Secondo "Rapporto sull'Efficienza Energetica", presentato il 23 gennaio 2013 dall’Enea, la più grande razionalizzazione è arrivata dal settore residenziale e industriale, grazie all’introduzione di impianti ad alta efficienza e materiali ad alte prestazioni, mentre nel settore terziario e dei trasporti non ci sono stati grossi progressi ed addirittura ci sono stati passi indietro.

Secondo un'altra ricerca, quella di Accenture e WEF (Worl Economic Forum), l’Italia sarebbe invece in ultima posizione tra i paesi europei per quanto riguarda l’efficienza energetica, al 46° posto su 105 paesi analizzati in tutto il mondo, secondo un nuovo indice che misura la Performance dell’Infrastruttura Energetica (EAPI). Questo indice si basa sulla misurazione di tre variabili: crescita e sviluppo economico, livello di sostenibilità energetica, sicurezza e facilità di accesso alle fonti energetiche.

Nel frattempo la Commissione Europea ha inviato all’Italia un “avviso motivato” chiedendo di modificare la trasposizione della direttiva UE sull’efficienza energetica degli edifici adottata nel 2010. L’avviso motivato è il secondo passo nella procedura di infrazione: secondo la Commissione l’Italia assieme a Bulgaria, Grecia e Portogallo non avrebbe ancora recepito la direttiva 2010/31/UE, secondo cui gli Stati membri dell’UE dovrebbero stabilire e applicare requisiti minimi di prestazione energetica per gli edifici nuovi e quelli esistenti, assicurare la certificazione della prestazione energetica degli edifici, prescrivere l’ispezione regolare dei sistemi di riscaldamento e di condizionamento;  si introduce inoltre l’obbligo per gli Stati membri di assicurare che, entro il 2021, tutti i nuovi edifici rientrino nella categoria dei cosiddetti “edifici a energia quasi zero”. La direttiva 2010/31/UE doveva essere recepita nel diritto nazionale entro il 9 luglio 2012, ma così non è stato.

La Commissione Europea ha intimato ai quattro stati di ottemperare al loro obbligo legale entro due mesi, pena il deferimento da alla Corte di Giustizia. Un primo promemoria per il nostro prossimo governo.

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