In Europa i rifiuti si trattano meglio, ma ancora disomogeneità

Scritto da   Lunedì, 04 Marzo 2013 00:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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In Europa i rifiuti si trattano meglio, ma ancora disomogeneità

Secondo statistiche dell' Eurostat nel 2011 il 40% dei rifiuti urbani europei è stato compostato o riciclato, in crescita del 27% rispetto al 2001. Ma zoomando sui diversi Stati membri, le situazioni sono diverse
Nell’Europa a 27, nel 2011 ogni persona ha prodotto 503 kg di rifiuti urbani, laddove il termine “urbani” -si legge in una nota del rapporto- indica soprattutto la gran parte della spazzatura prodotta dalle famiglie. 

Può anche comprendere rifiuti simili di piccole imprese e istituzioni pubbliche raccolti dal Comune, ma non sono inclusi quelli prodotti da agricoltura e industria. Naturalmente la quantità varia in base al Municipio, al Paese, e a seconda del sistema locale di gestione dei rifiuti. Per le zone non coperte da una struttura per la raccolta degli scarti urbani la quantità prodotta è stimata.

Un altro dato rilevante fa riferimento ai chilogrammi trattati a persona: 486. Anche se le cifre non corrispondono esattamente per tutti gli Stati membri, a causa delle stime per le zone non coperte dai sistemi di raccolta o a causa conteggi doppi di rifiuti che hanno subito due o più fasi di trattamento o per altre ragioni tecniche e logistiche.

I dati pubblicati da Eurostat sono positivi in confronto al 2001: ad esempio nel 2011 è finito in discarica il 37%, il 23% negli inceneritori, il 25% è stato riciclato, mentre all’inizio del nuovo millennio ben oltre i la metà dei rifiuti veniva portato in discarica (56%), un 17% negli inceneritori e solo un altro 17% veniva riciclato. Una cifra ancora bassa è il volume di scarti destinati al compostaggio, ma è comunque in aumento, poiché è cresciuto dal 10% al 15%.
Con 718 chili di rifiuti prodotti per ogni individuo la Danimarca è in pole position, seguita da Lussemburgo Cipro e Irlanda con 600 e 700 chilogrammi a persona. Troviamo poi Germania, Olanda, Malta, Austria, Italia, Spagna, Francia, Regno Unito e Finlandia dove si producono tra e i 500 e i 600 chilogrammi, sempre per persona. Grecia, Portogallo, Belgio, Svezia, Lituania e Slovenia generano tra i 400 e 500 chili pro capite, mentre sotto i 400 chilogrammi a persona il valore registrato in Ungheria, Bulgari, Romania, Lettonia, Slovacchia, la Repubblica Ceca, Polonia ed Estonia.
I metodi di trattamento rifiuti sono sostanzialmente diversi tra i Paesi, infatti emerge dallo studio che il riciclaggio è più comune in Germania, l'incenerimento in Danimarca e il compostaggio in Austria.

Le conclusioni del rapporto Eurostat sono positive: nel 2011, il 40% dei rifiuti urbani trattati è stato riciclato o compostato, mostrando una crescita nel settore del 27% rispetto al 2001. Rimane da equilibrare i dati che mostrano ancora una situazione decisamente disomogenea in ogni Stato membro.

 

04/03/2013

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