Thomas Simmons (Amref Italia): “Sull’acqua l'obiettivo del millennio è stato raggiunto globalmente, ma non in modo equilibrato in tutto il pianeta”

Scritto da   Domenica, 31 Marzo 2013 16:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Thomas Simmons, Direttore Generale Amref Italia, è intervenuto all'interno di "A Conti Fatti", programma di economia sociale realizzato dalla redazione di economiacristiana.it e trasmesso dal canale italiano della Radio Vaticana.

Nel 2000, con la dichiarazione del millennio, 191 capi di stato si sono posti l’obbiettivo di dimezzare nel 2015 la percentuale di persone che non hanno l’accedono all’acqua potabile e agli impianti igienici di base. A che punto siamo? Ce la faremo?
Per quanto riguarda l'accesso all'acqua, nei prossimi decenni la domanda sarà sempre più crescente per l'agricoltura, per le industrie, e anche per l'utilizzo umano. La pressione demografica nel continente africano sta impattando molto sull'ambiente: con la deforestazione si stanno riducendo i bacini di raccolta dell'acqua piovana e questo creerà concorrenza, che sarà una delle questioni che, in un prossimo futuro, andranno affrontate.
Naturalmente, dato che l'acqua viene dall'ambiente nel quale noi viviamo e abitiamo, la tutela di questo ambiente, come ha ricordato anche il nuovo Pontefice, deve essere una delle priorità per il futuro. Per quanto riguarda l'obiettivo che concerne l'acqua, questo è già stato raggiunto globalmente. Il problema è che non è stato raggiunto in modo equilibrato in tutto il pianeta. L'Africa sud sahariana non ha raggiunto e non raggiungerà gli obiettivi, per quanto riguarda l'acqua. Per quanto riguarda l'obiettivo igiene, questo non sarà assolutamente raggiunto nemmeno a livello globale. Il problema, poi, dell'acqua è che si raggiungerà l'obiettivo, se il 75% della popolazione avrà accesso all'acqua entro un chilometro e mezzo da dove abita. Un chilometro e mezzo è una grande distanza.

Dalla scarsità di acqua parte una reazione a catena che coinvolge tanti aspetti della vita quotidiana di chi all’acqua ancora non ha accesso. Quali sono le problematiche che potremmo definire “figlie” dell’emergenza idrica?
Ci sono due problematiche significative: una è il tempo che viene richiesto alle famiglie per andare a prendere l'acqua, che può essere anche il 25% del tempo a disposizione delle famiglie. Molte donne nelle comunità rurali africane devono camminare anche per 4, 5, 10 km tutti i giorni per andare a prendere l'acqua, fatto che comporta un grande sforzo fisico da parte loro. Ci sono, però, 780milioni di persone che neanche a un chilometro e mezzo hanno l'acqua pulita con il conseguente aumento del rischio di malattie: la diarrea, l’epatite, il tifo, il colera continuano ad essere una delle principali cause di mortalità sul pianeta.

Amref è conosciuta in tutto il mondo per le attività di prevenzione e di educazione sanitaria in Africa. Nei suoi progetti di sviluppo impiega sempre popolazione autoctona. Come dire: “meglio insegnare a pescare che regalare un pesce”
Si, noi utilizziamo quasi esclusivamente popolazione locale. Cerchiamo di coinvolgere direttamente le comunità locali nelle opere di costruzione, di manutenzione, e di educazione sull'utilizzo delle risorse che gli vengono affidate. Gli aiuti che vengono dall'alto non appartengono a queste comunità se prima non vengono coinvolte direttamente: se anche loro non contribuiscono direttamente alla realizzazione di ciò che poi li porterà a un cambiamento nella loro vita, sarà molto più difficile garantirne la sostenibilità.

Amref gestisce 140 progetti di sviluppo sanitario in sei paesi. Come è possibile riuscirci mantenendo autonomia, indipendenza politica e religiosa?
Mantenere l’Indipendenza politica e religiosa è abbastanza semplice: noi siamo un'organizzazione tecnica, sanitaria, ci occupiamo di temi non particolarmente controversi, tranne che per quello che riguarda la salute riproduttiva, a volte possono nascere discussioni sull'HIV, sulla prevenzione, sull'utilizzo dei preservativi. Lavoriamo in collaborazione con i governi locali e non in contrapposizione con loro cercando di sostenere lo sviluppo delle loro politiche. Forse l'influenza politica più importante che possiamo ricevere sono le decisioni che vengono prese dai paesi donatori che magari possono tagliare i finanziamenti, o indirizzarli verso alcune aree geografiche piuttosto che altre. La fonte della donazione, quindi, può influire sulla natura del nostro lavoro. Le politiche internazionali cambiano, cambiano le idee, cambiano le strategie: noi cerchiamo di influire anche su queste strategie, non siamo degli attori passivi.

Thomas Simmons, Direttore Generale Amref Italia, è intervenuto all'interno di "A Conti Fatti", programma di economia sociale realizzato dalla redazione di economiacristiana.it e trasmesso dal canale italiano della Radio Vaticana.

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