Industrie ed Ambiente: mai così vicini, mai così lontani

Scritto da   Lunedì, 15 Aprile 2013 10:14 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Una bottiglia, rigorosamente di vetro, è stata raccolta sulla battigia del web, il contenuto è una richiesta di attenzione per evitare il rischio di naufragio di una iniziativa europea, finora rivelatasi molto efficace, sul fronte della riduzione di emissione di gas a effetto serra nei settori industriali caratterizzati da maggiori emissioni di Co2.

  Ecco il testo del singolare S.O.S. : “Modifiche al sistema EU ETS rischiamo di mettere in crisi imprese con carattere “Energy intensive”.  Il messaggio è firmato dall’Alleanza delle industrie “Energy intensive” di cui fa parte la federazione dei produttori europei del vetro. EU ETS è l’acronimo di European Union Emissions Trading Scheme  ed è la principale misura adottata dall’Unione Europea, in attuazione del Protocollo di Kyoto, istituito dalla Direttiva 2003/87/CE  che trasferisce in Europa, per gli impianti industriali, il meccanismo di cap&trade che fissa un tetto massimo (cap) al livello totale delle emissioni consentite a tutti i soggetti vincolati dal sistema, ma consente ai partecipanti di acquistare e vendere sul mercato (trade) diritti di emissione di CO2 (quote) secondo le loro necessità, all'interno del limite stabilito. A livello europeo, l'EU ETS coinvolge circa 16.000 operatori, tra impianti termoelettrici, industriali nel campo della produzione di energia e della produzione manifatturiera (attività energetiche, produzione e trasformazione dei metalli, cemento, ceramica e laterizi, vetro, carta) ed operatori aerei. Ad oggi, sono oltre 1.100 gli impianti italiani coinvolti, di cui il 71% nel settore manifatturiero. Il motivo del grido di attenzione è l'innalzamento dei prezzi ETS perseguito dalla Commissione ETS europea attraverso interventi a breve termine aumenterà ulteriormente il costo dell'energia ed allo stesso modo lo squilibrio concorrenziale tra le industrie dell’UE  ad alta intensità energetica e quelle degli altri paesi.


L'Alleanza delle industrie ad alta intensità energetica, che rappresenta attualmente più di 30.000 imprese che impiegano direttamente più di 2,5 milioni di persone nell'Unione Europea, ha chiesto al Parlamento europeo e agli Stati membri di respingere la proposta della Commissione ETS per i seguenti motivi:

  • - L’ aumento dei costi nel sistema ETS farà aumentare i costi operativi per le industrie;
  • - Un aumento artificioso dei prezzi ETS spingerà al rialzo anche i prezzi dell'elettricità;
  • - La crescente incertezza per gli investitori  ritarderà ulteriormente la ripresa economica;
  • - La proposta di modifica del sistema ETS è superflua in quanto gli obiettivi dell'Unione europea sul clima saranno comunque raggiunti (L’obiettivo di riduzione delle emissioni di carbonio dell’UE per il 2020 sarà raggiunto anche con prezzi bassi a causa del limitato numero di quote che rappresentano il tetto complessivo del sistema ETS comunitario. Attualmente, il prezzo del carbonio riflette la crisi economica esattamente come dovrebbe fare);
  • - Le industrie ad alta intensità energetica sostengono il sistema ETS come un importante strumento per raggiungere gli ambiziosi obiettivi climatici dell’ UE.

Dopo la profonda divergenza di opinioni tra la Commissione Industria e la commissione Ambiente del Parlamento europeo, tutti i deputati del Parlamento europeo saranno chiamati, in questa settimana, a deliberare in merito alla proposta della Commissione di modifica della direttiva EU ETS che dovrebbe portare ad un cambiamento del calendario per le aste delle quote di emissione (cd "back-loading").
Respingendo il “ back loading”, cioè la modifica del calendario per le aste delle quote di emissione,  l'Alleanza vuole garantire che l'UE-ETS rimanga, come previsto inizialmente, uno strumento economico e di mercato e che la sua natura non sia alterata. Le industrie ad alta intensità energetica si dichiarano  pronte a partecipare all’ elaborazione di  un quadro di riferimento a lungo termine  per gli obiettivi climatici del dopo  2020.

15/04/2013

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