Tra i temi più caldi e importanti dell’Agenda 2030 c’è sicuramente quello del cambiamento climatico che rischia, se non contrastato con decisione, di stravolgere intere aree del pianeta.
È necessario ridurre più che drasticamente le emissioni di CO2 nell’atmosfera e questo comporta l’abbandono dei combustibili fossili e la decarbonizzazione dell’economia.
Su questi argomenti il Governo ha recentemente presentato in Europa il Piano Nazionale Energia e Clima che coinvolgerà importanti comparti del nostro sistema produttivo, non solo quello energetico. Alcuni settori industriali dovranno necessariamente ridefinirsi e riarrestarsi. Questo processo può essere un problema, ma anche una grandissima opportunità per il paese, se sapremo prepararci.

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É stato presentato lo scorso 27 febbraio alla presenza del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e di quello della Camera dei Deputati Roberto Fico il rapporto ASviS “La Legge di Bilancio 2019 e lo Sviluppo Sostenibile”.
L’analisi, portata avanti dagli esperti dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, ha letto la recente manovra finanziaria con la lente dell’Agenda 2030 e dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile che le Nazioni Unite hanno fissato come mete da raggiungere per garantire alle future generazioni un pianeta più sano, un benessere diffuso e una società più equa e giusta. È stata inoltre l’occasione per descrivere il posizionamento attuale del nostro paese su questi Obiettivi.

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Per ridurre le emissioni di CO2 e degli altri gas climalteranti nell’atmosfera occorrerà da una parte cambiare rapidamente il nostro modo di produrre energia, eliminando i combustibili fossili per fonti energetiche pulite e rinnovabili.
Dall’altra parte è però anche indispensabile ridurre la nostra domanda di energia e questo vuol dire rendere più efficienti il settore industriale, quello dei trasporti e quello agricolo, ma anche tutti i gli edifici che in moltissimi casi potrebbero, anche con interventi contenuti, diventare molto più efficienti per un risparmio che non risulterebbe “solo” nel conto delle emissioni di CO2, ma anche nelle bollette del gas e dell’energia elettrica.

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Il 25 novembre scorso, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, Earth Day italia ha lanciato una campagna di sensibilizzazione sul tema.

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3 anni fa, il 25 settembre 2015 l’Assemblea delle Nazioni Unite deliberava l’adozione dell’Agenda 2030, un programma di sviluppo globale articolato in 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.Questi 17 obiettivi coprono la gamma delle attività umane nella loro relazione con il pianeta da una parte e con i propri simili dall’altra per uno sviluppo che possa definirsi equo e sostenibile da tutti i punti di vista: economico, ambientale, sociale.

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Martedì, 07 Agosto 2018 19:00

Pensare sostenibile

La sostenibilità d’impresa passa per un cambio di mentalità che non vede più l’azienda come un operatore meramente economico. Anche se il profitto rimane condizione necessaria per la continuità di un’azienda, tuttavia la sua massimizzazione non può andare a scapito del ruolo sociale che l’imprenditore è oggi chiamato a svolgere. 

Ancor prima di agire in maniera sostenibile, bisogna insomma pensare sostenibile, come spiega nel suo libro edito da Egea “Pensare sostenibile. Una bella impresa” Barbara Santoro, scrittrice e imprenditrice intervenuta all’interno di “A Conti Fatti”, rubrica a cura di Economia Cristiana trasmessa da Radio Vaticana Italia.

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Un’impresa che vuole operare nella società contemporanea ha bisogno di rapporti positivi con tutti con i propri portatori d’interesse, collaboratori, fornitori, comunità e istituzioni locali, e per questo deve agire nei loro confronti con la massima trasparenza e correttezza con una politica aziendale che tenga presente il concetto di sostenibilità e sappia conciliare gli obiettivi economici con quelli sociali e ambientali del territorio di riferimento.

Questa politica virtuosa viene definita responsabilità sociale d’impresa, o Csr, usando l’acronimo inglese, settore su cui negli ultimi anni molte aziende hanno investito, comprendendo il fatto che agire in maniera corretta non è “solo” un obbligo, ma una questione strategica.

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Le sfide poste alla nostra società dal cambiamento climatico e dal riscaldamento globale, e più in generale dalla necessità di proteggere l’ambiente impongono un importante cambiamento al nostro sistema economico.
Un cambiamento nel tessuto produttivo non potrà non avere conseguenze sul mercato del lavoro e in questo senso i cosiddetti green jobs costituiscono il futuro. 

Ne parla intervenendo all’interno di “A Conti Fatti”, rubrica a cura di Economia Cristiana trasmessa da Radio Vaticana Italia, Catherine Saget, economista al dipartimento della ricerca dell’ILO e autrice principale del rapporto ILO “World Employment and Social Outlook 2018: Greening with Jobs”.

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Nel 2015 il nostro paese ha sottoscritto l’Agenda 2030, impegnandosi per il raggiungimento di 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Tra questi il numero 7 parla di energia pulita e accessibile a tutti. Sempre nel 2015 abbiamo partecipato alla COP21 di Parigi, sottoscrivendo pochi mesi dopo l’Accordo Globale sul Clima che ne è scaturito e impegnandoci a ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera per contenere il riscaldamento globale.

Conditio sine qua non per il mantenimento di tutti questi impegni è la transizione da fonti energetiche fossili, come il petrolio, a fonti di energia rinnovabile, come il sole, l’acqua e il vento.  Su queste fonti energetiche recentemente l’Unione Europea ha deciso di alzare l’asticella del suo impegno.

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È in chiusura l'edizione 2018 del Festival dello Sviluppo Sostenibile, iniziativa coordinata da ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile - per la diffusione di idee e proposte legate al raggiungimento dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile contenuti nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.
Per 17 giorni, dal 22 maggio al 7 giugno sono state tantissime le organizzazioni che hanno organizzato eventi su tutto il territorio nazionale: convegni, seminari, workshop, mostre, spettacoli per un’edizione decisamente riuscita e partecipata.

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