Qualcuno ha detto: “Avremo bisogno sempre più di legno per sostituire la plastica, il cemento e il petrolio”. In effetti sembra che torneremo ad utilizzare il legno per scaldarci, per edificare case più ecologiche e per sostituire piccoli oggetti di plastica, come le posate usa e getta o gli spazzolini da denti. Questo vuol dire che boschi e foreste saranno ancor più sfruttate nel prossimo futuro? Non solo dovranno fare spazio a una popolazione umana che cresce e avrà bisogno di sempre più vaste superfici coltivate, ma gli alberi saranno sacrificati anche per il bisogno di materia prima rinnovabile? Così esposta sembra una grave contraddizione dello sviluppo sostenibile. Abbiamo chiesto lumi all'autore di questa affermazione, un esperto di fama internazionale: Giorgio Vacchiano, ricercatore in gestione e pianificazione forestale all'Università Statale di Milano. L'intervista è stata trasmessa da Radio Vaticana Italia nel programma “A conti fatti”, rubrica radiofonica di EconomiaCristiana.it.

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Alcune settimane fa è stato annunciato il blocco parziale alla circolazione delle auto diesel certificate fino a Euro 3 nelle regioni della pianura padana; in determinate regioni lo stop potrebbe riguardare anche gli Euro 4. Questo provvedimento si inserisce in un quadro generale fatto di annunci di fine produzione di auto diesel da parte di grandi costruttori, come Volvo, Nissan, Toyota e FIAT. Se a ciò si aggiungono altri annunci, di futuri divieti alla circolazione, di sindaci di grandi metropoli europee non può stupire il fatto che in Europa il mercato delle auto diesel sia crollato del 17% nel 2018, che si riduce a un comunque cospicuo -9% in Italia.

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Circa un mese fa la Basilica di San Giovanni a Roma è stata teatro della 27a Festa dei Popoli, promossa dall’Ufficio Migrantes della diocesi di Roma e dalla Caritas di Roma. La festa è stata anche occasione di riflessione sul diritto all'accoglienza e all'integrazione. Il convegno a margine della celebrazione ha permesso a diversi rappresentanti di comunità straniere in Italia di confrontarsi ed esprimersi. In Italia risiedono circa 5 milioni di stranieri. Circa un milione e 300 mila di loro sono in Italia da oltre 10 anni e 600 mila sono nati in questo paese. 

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Gli Stati Uniti sembrano abbandonare la causa della lotta ai cambiamenti climatici mentre il colosso orientale sembra pronto a prendere il primato scientifico e politico della svolta verso un'economia sostenibile. Già da candidato alla presidenza degli Stati Uniti, Donald Trump si era distinto per il suo negare le responsabilità dell'uomo nell'aumento delle temperature globali. Divenuto Presidente, ha firmato decreti per annullare i piani ambientali del predecessore, e ha annunciato il ritiro dei finanziamenti statunitensi ai programmi di riduzione delle emissioni inquinanti decisi a fine 2015 con l'Accordo di Parigi, sottoscritto da Obama.

Per il prossimo 22 aprile, Giornata Mondiale della Terra, una comunità scientifica molto allarmata si è data appuntamento a Washington e in altre città del mondo per una grande "Marcia per la Scienza", organizzata per influenzare le future decisioni politiche in tema ambientale. La marcia avrà luogo anche a Roma, tra il Pantheon e Campo de' Fiori. Più tardi, scienziati, ricercatori, studenti, divulgatori e ambientalisti che vi avranno preso parte, si recheranno al Villaggio per la Terra di Villa Borghese dove seguiranno l'evento di Washington e rifletteranno sul problema grazie a un convegno di autorità della materia.
Uno degli aderenti alla mobilitazione, Antonello Pasini, ricercatore dell’Istituto sull’Inquinamento Atmosferico del CNR e Vicepresidente della Società Italiana per le Scienze del Clima, è intervenuto nella rubrica "A Conti Fatti" di EconomiaCristiana.it, trasmessa da Radio Vaticana 105.0.

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La Cina ha distrutto oltre 6 tonnellate di avorio illegale, il wwf afferma che anche l’Italia dovrebbe fare lo stesso

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