Si parla spesso di cambiamenti climatici come problema ambientale e conseguenza dell'inquinamento; ma raramente si approfondiscono le implicazioni sociali e politiche degli sconvolgimenti del clima, e dei disastri naturali che ne sono un effetto collaterale. Il clima instabile provoca insicurezza alimentare, distruzione di raccolti, scarsità d'acqua in molte regioni del pianeta. Tutto questo mette le popolazioni in crisi, sia economica che sociale, spinge alla migrazione e alcune volte sfocia in conflitti armati. Se ne parlerà il 22 aprile, Giornata Mondiale della Terra, al Villaggio per la Terra di Villa Borghese a Roma, in un forum chiamato "Pace e ambiente" in cui interverrà Grammenos Mastrojeni, docente, scrittore e diplomatico, coordinatore per la Scienza e l'Ambiente della Cooperazione Italiana allo Sviluppo del Ministero degli Esteri. Lo abbiamo intervistato per la rubrica radiofonica "A Conti Fatti", trasmessa da Radio Vaticana Italia.

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Anche i cambiamenti climatici contribuiscono ad accrescere le emergenze alimentari nei paesi in via di sviluppo. Annate di siccità o eventi catastrofici come inondazioni e cicloni possono mettere in ginocchio la produzione di cibo di intere regioni, lasciando gli abitanti nella cosiddetta "insicurezza alimentare". Molte popolazioni, principalmente asiatiche e africane, si trovano così a dipendere dagli aiuti internazionali oppure a migrare verso paesi dove il cibo sia più disponibile. L'Italia, come molti paesi occidentali, ha inserito la cooperazione internazionale allo sviluppo come "parte integrante e qualificante della politica estera". In particolare, nell'ambito del Ministero degli Esteri, opera la Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo. A Conti Fatti, nella puntata trasmessa il 5 marzo da Radio Vaticana 105.0, ha intervistato l'ambasciatore Pietro Sebastiani, Direttore Generale di questa istituzione.

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