La scorsa settimana, dal 6 al 9 novembre, si è tenuta a Rimini la 22ma edizione di Ecomondo, manifestazione fieristica di riferimento in Italia e in Europa per il settore green economy e dell’economia circolare, economia basata sul risparmio e sul riuso delle risorse naturali in un processo in cui la parola “rifiuto” perde il suo senso tradizionale.
Punto focale dell’economia circolare è infatti il recupero dei materiali usati e degli scarti, per avviarli ad un processo di riciclo capace di generare nuova materia prima, pronta per essere nuovamente immessa nel ciclo produttivo.

Per fare un esempio l’olio vegetale esausto, l’olio di frittura che molti cittadini gettano negli scarichi di casa con grave danno per l’ambiente, correttamente raccolto e avviato al riciclo potrebbe costituire una preziosa risorsa.
In Italia ad occuparsi della raccolta e trattamento di oli e grassi vegetali ed animali esausti e il consorzio CONOE, il cui presidente, Tommaso Campanile, interviene all’interno di “A Conti Fatti”, rubrica a cura di Economia Cristiana trasmesso da Radio Vaticana Italia.

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La regola d’oro dell’economia circolare è che ogni rifiuto può essere convertito in risorsa: gli scarti vengono raccolti, trattati e messi di nuovo nei cicli di produzione come nuove materie prime. Il riutilizzo di materiali come legno, carta, plastica e vetro, permette di risparmiare sui costi di produzione e di impattare meno sull’ambiente evitando l’estrazione di nuove materie prime. I vantaggi, economici ed ambientali, sono ancora più evidenti per gli oli minerali, quelli utilizzati per la lubrificazione dei macchinari. In Italia se ne occupa il CONOU, Consorzio Nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli Oli minerali Usati, in occasione della fiera Ecomondo, ha presentato un rapporto sulla situazione nazionale. “A Conti Fatti” ha intervistato il presidente Paolo Tomasi.

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