C'è in Italia un ecosistema che occupa quasi un quarto del territorio nazionale: il fiume Po. Lungo 650 km, attraversa quattro regioni (Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto). Il bacino idrografico è di 70.000 km quadrati; la sua valle ospita 20 milioni di persone e genera metà del PIL italiano.

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Per effetto dei cambiamenti climatici questioni come il dissesto idrogeologico o la siccità diventano sempre più frequentemente temi di stretta attualità nel nostro Paese.
Sono passati pochissimi mesi dalla forte perturbazione che a fine ottobre ha sconvolto il nord est con intere foreste cadute. Dall’altra parte il pensiero va al caso del lago di Bracciano che nell’estate 2017 si ridusse talmente tanto da mettere in discussione persino l’approvvigionamento idrico della capitale.
Anche in questi giorni, al grande freddo che sta colpendo la nostra penisola, soprattutto al Sud, non stanno corrispondendo precipitazioni adeguate, tanto che la Coldiretti ha lanciato l’allarme per il Po il cui livello è sotto di 3,5 metri rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

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L'agricoltura ha bisogno d'acqua. Ma in mondo in cui la popolazione è in continuo aumento, le riserve dei ghiacciai sono in diminuzione, e la temperatura media cresce oltre i limiti di guardia, gli agricoltori del prossimo futuro non potranno permettersi di sprecarne neanche una goccia. 
Secondo una stima credibile il 70% di acqua dolce nel mondo è oggi destinata all'irrigazione. Come detto si tratta solo di una stima, per di più a livello globale, la cui precisione probabilmente risente della difficoltà di ricevere dati certi da molte regioni del mondo.

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"Le falde acquifere in molti luoghi sono minacciate dall’inquinamento che producono alcune attività estrattive, agricole e industriali, soprattutto in Paesi dove mancano una regolamentazione e dei controlli sufficienti."

Queste parole sono scritte nell'enciclica Laudato Si' che il Papa ha diffuso tre anni fa. Francesco si riferiva in particolare ai paesi poveri o in guerra, che hanno scarsità d'acqua e dove maggiore è il pericolo di inquinamento di questo elemento indispensabile. Purtroppo però anche in Italia, dove non ci sono guerre e i controlli dovrebbero essere capillari, sono state rilevate sostanze nocive nel 67% delle acque di superficie e nell'33% di quelle sotterranee. Lo rivela il rapporto nazionale "Pesticidi nelle acque" pubblicato dall'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. Ne abbiamo parlato con chi ha coordinato e redatto questo rapporto: Pietro Paris, responsabile della Sezione Sostanze Pericolose dell'ISPRA, intervistato nella trasmissione “A conti fatti” trasmessa da Radio Vaticana Italia in occasione della Giornata Mondiale dell'Ambiente.

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Siamo abituati a pensare alla penisola arabica come sede dei potentati del petrolio, dei ricchi emirati oggi anche meta di un turismo del lusso che si muove in massa verso città all’avanguardia come Dubai e Abu Dabi. Ma all’estremo sud della penisola, a cavallo tra il Mar Rosso e l’Oceano Indiano, c’è un paese dilaniato da tre anni di guerra civile: lo Yemen, diviso dall’eterno conflitto tra le due correnti dell’islamismo: con il governo sunnita, appoggiato dai potenti vicini dell’Arabia Saudita e degli Emirati Arabi Uniti, e i ribelli sciiti, spalleggiati dall’Iran. Le vittime di questa guerra sono gli yemeniti. All’80% di loro manca tutto: il carburante, le cure mediche, ma soprattutto il cibo e l’acqua. La situazione è talmente critica che la Croce Rossa, impegnata con i suoi volontari nel paese, ha diramato un allarme internazionale per un’epidemia di colera che imperversa da mesi.
Ne abbiamo parlato con Francesco Rocca, presidente della Croce Rossa Italiana e della Federazione Internazionale delle Società della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, intervistato nel programma “A conti fatti”, rubrica radiofonica di EconomiaCristiana.it trasmessa da Radio Vaticana Italia.

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Lo scorso 23, 24 e 25 ottobre i rappresentanti dei più grandi e importanti bacini idrici del mondo si sono riuniti a Roma nel summit internazionale Acqua e Clima. Un modo per scambiarsi esperienze e condividere obiettivi e idee in vista della COP 23 che si è aperta a Bonn il 6 novembre e cui sarà presentata la carta di Roma, il documento con le conclusioni del summit.

Su "A Conti Fatti", programma a cura di Economia Cristiana trasmesso da Radio Vaticana Italia, interviene  il coordinatore del summit, Walter Mazzitti, avvocato, esperto di questioni internazionali per la politica dell’acqua.

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Domenica, 08 Ottobre 2017 16:00

L’insostenibile uso dell’acqua italiana

Tra i diciassette obiettivi di sviluppo sostenibile quello di garantire a livello globale l’accessibilità all’acqua è certamente tra le sfide prioritarie da vincere. Tra i cambiamenti climatici in corso e gli interventi umani l’acqua sta infatti diventando una risorsa sempre più rara e preziosa.
L’Italia ha una buona disponibilità idrica, seppur in calo, ma la sua gestione è tutt’altro che efficiente.
Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF Italia e coordinatore del tavolo di lavoro Asvis sull’obiettivo di sviluppo sostenibile numero sei (Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico sanitarie), interviene sul tema all’interno di “A Conti Fatti”, rubrica a cura di Economiacristiana.it, trasmessa da Radio Vaticana Italia.

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Una chiacchierata sul delicato tema del water grabbing con Emanuele Bompan, giornalista ambientale e geografo, intervenuto all'interno di "A Conti Fatti", programma a cura di economiacristiana.it trasmesso da Radio Vaticana Italia.

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Il 22 marzo si celebra la Giornata Mondiale dell'Acqua: una risorsa che diamo per scontata ma la cui mancanza inizia ad affliggere anche molti paesi "cosiddetti" sviluppati. La popolazione mondiale cresce: nel 2050 si stima arriveremo a 9,5 miliardi di abitanti; di conseguenza cresceranno i consumi idrici nelle città e nelle campagne, che dovranno produrre il 70% di cibo in più. Per tutte queste esigenze, secondo i calcoli, entro il 2030 gli uomini avranno bisogno del 50% di acqua in più rispetto ad oggi. Ma tutto ciò non sarà possibile se non utilizzeremo al meglio le scorte idriche oggi, nel presente, evitando sprechi strutturali e anche, in scala minore, nel nostro vissuto quotidiano. Ne abbiamo discusso con Elio Pacilio, presidente di Green Cross Italia, nella rubrica radiofonica "A Conti Fatti" trasmessa da Radio Vaticana 105.0.

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È cronaca recentissima il problema dell’acqua inquinata da arsenico a Roma. E la conseguente (improvvisa) ordinanza comunale che vieta ai cittadini ogni uso per tutto il 2014. Ne abbiamo parlato con uno dei protagonisti della vicenda, Antonio Rosati, Commissario straordinario di Arsial, l’Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l'Innovazione dell'Agricoltura del Lazio


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