Domeniche a piedi, divieti di circolazione, fasce verdi, targhe alterne.
 Sono tutti provvedimenti che da eccezionali stanno diventando ordinari, in particolar modo in alcuni periodi dell’anno. 
Del resto l’aria delle nostre città, soprattutto nei centri più grandi, sta diventando irrespirabile al punto che l’Italia è tra quei paesi europei a rischio infrazione a causa proprio della qualità dell’aria.
Il livello delle polveri sottili sfora spesso e volentieri i limiti previsti dalla norma, come conferma anche l’ultimo Rapporto sulla Qualità dell'Ambiente Urbano rilasciato dall’ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.
Interviene su “A Conti Fatti, rubrica a cura di Economia Cristiana trasmessa da Radio Vaticana Italia, Franco Desiato, responsabile dell’Area monitoraggio qualità dell’aria e climatologia operativa di ISPRA.

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Sono rimasti pochi gli scettici a non credere nel cambiamento climatico e nella sua origine antropica, cioè causata dall’uomo. La scienza è ormai sostanzialmente concorde sull’argomento e anche le istituzioni, nazionali e internazionali, si stanno interrogando più seriamente sulle possibili soluzioni al problema. Per questo ogni anno si riunisce la Conferenza delle Parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, la cosiddetta Cop.
La più nota è certamente la Cop21 di Parigi che nel dicembre 2015 si è conclusa con l’approvazione dell’Accordo Globale sul Clima  che ha visto tutti i paesi firmatari impegnarsi per il contenimento del riscaldamento globale entro i due gradi, possibilmente uno e mezzo, rispetto all’epoca preindustriale.

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Il riscaldamento globale è ormai, purtroppo, una realtà consolidata. Gli ultimi tre anni sono stati gli anni più caldi mai registrati finora e la temperatura globale media è aumentata 1,1°C rispetto al periodo preindustriale; un grado può non sembrare molto in fondo è anche la differenza che passa tra lo stare bene ed avere la febbre. La Terra ha la febbre, una febbre che potrebbe diventare insostenibile come prevedono molti modelli climatici. Ma come funziona un modello climatico?

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Le rinnovabili sono il futuro dell’energia e ormai tutti i paesi del mondo vi stanno investendo, anche se non sempre al ritmo che sarebbe necessario per garantire da una parte l’approvvigionamento energetico e dall’altra il contenimento delle emissioni globali di Co2.
Su “A Conti Fatti” interviene Giovanni Battista Zorzoli, presidente del Coordinamento Free che riunisce enti e associazioni con lo scopo di promuovere lo sviluppo delle rinnovabili e dell’efficienza energetica nel nostro Paese.

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Sergio Castellari, del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici è intervenuto su A Conti Fatti, trasmissione a cura di Economiacristiana.it trasmessa dalle frequenze di Radio Vaticana Italia.

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