Ambiente

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La categoria Ambiente di Economia Cristiana

La scorsa settimana, dal 6 al 9 novembre, si è tenuta a Rimini la 22ma edizione di Ecomondo, manifestazione fieristica di riferimento in Italia e in Europa per il settore green economy e dell’economia circolare, economia basata sul risparmio e sul riuso delle risorse naturali in un processo in cui la parola “rifiuto” perde il suo senso tradizionale.
Punto focale dell’economia circolare è infatti il recupero dei materiali usati e degli scarti, per avviarli ad un processo di riciclo capace di generare nuova materia prima, pronta per essere nuovamente immessa nel ciclo produttivo.

Per fare un esempio l’olio vegetale esausto, l’olio di frittura che molti cittadini gettano negli scarichi di casa con grave danno per l’ambiente, correttamente raccolto e avviato al riciclo potrebbe costituire una preziosa risorsa.
In Italia ad occuparsi della raccolta e trattamento di oli e grassi vegetali ed animali esausti e il consorzio CONOE, il cui presidente, Tommaso Campanile, interviene all’interno di “A Conti Fatti”, rubrica a cura di Economia Cristiana trasmesso da Radio Vaticana Italia.

Martedì, 13 Novembre 2018 19:00

Nuova vita per i pannolini

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Un modello di produzione basato sulla circolarità e sull’uso razionale delle risorse si basa su due capisaldi: un efficace ed efficiente sistema di raccolta dei rifiuti ed una tecnologia in grado di recuperare la porzione di materiale ancora utilizzabile e rigenerabile.
A queste condizioni qualsiasi rifiuto può tornare a nuova vita, rientrando nel ciclo produttivo come “materia prima seconda”, anche un pannolino usato.

Accade grazie ad una tecnologia messa a punto FaterSMART, Business Unit di Fater SpA (azienda italiana nata dalla joint venture fra Procter & Gamble e Gruppo Angelini), che per questa sua attività è stata premiata con il “Premio per lo sviluppo sostenibile” che ogni anno viene assegnato alle imprese che si sono distinte per attività e impianti che producano rilevanti benefici ambientali.
Ne parla intervenendo all’interno di “A Conti Fatti”, rubrica a cura di Economia Cristiana trasmessa da Radio Vaticana Italia, il General Manager di FaterSMART, Giovanni Teodorani Fabbri.

Un tempo gli zoo avevano l'unico scopo di mostrare animali esotici e rari a chi vive in città, lontano dalla natura. Purtroppo, in passato, anche questa attività umana ha contribuito a impoverire tanti paradisi naturali del pianeta, fornendo un ricco mercato a trafficanti senza scrupoli che hanno portato all'estinzione diverse specie animali. 

Martedì, 06 Novembre 2018 19:00

Scuole verdi per educare alla sostenibilità

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Quello dell'educazione è uno dei settori più importanti per il presente e soprattutto per il futuro di un paese; la formazione dei cittadini di domani dovrebbe essere un investimento da fare con convinzione anche su temi l'ambiente e la sostenibilità.
Educazione ambientale, dunque, per creare quella cultura diffusa della sostenibilità alla sostenibilità necessaria per far si che gli uomini e le donne di domani evitino di ripetere i tanti errori commessi in questo campo dalle generazioni precedenti.
E una cultura “green” si trasmette più facilmente all'aperto che tra quattro mura, come sostiene il disegno di legge “Scuole verdi” recentemente approdato in Senato.

Alcune settimane fa è stato annunciato il blocco parziale alla circolazione delle auto diesel certificate fino a Euro 3 nelle regioni della pianura padana; in determinate regioni lo stop potrebbe riguardare anche gli Euro 4. Questo provvedimento si inserisce in un quadro generale fatto di annunci di fine produzione di auto diesel da parte di grandi costruttori, come Volvo, Nissan, Toyota e FIAT. Se a ciò si aggiungono altri annunci, di futuri divieti alla circolazione, di sindaci di grandi metropoli europee non può stupire il fatto che in Europa il mercato delle auto diesel sia crollato del 17% nel 2018, che si riduce a un comunque cospicuo -9% in Italia.

Recentemente l'IPCC, il panel delle Nazioni Unite punto di riferimento scientifico internazionale per la valutazione dei cambiamenti climatici, ha rilasciato un interessante rapporto ipotizzando lo scenario di in un mondo in cui la temperatura media globale sia cresciuta di un grado e mezzo rispetto ai livelli preindustriali. Questo è l’obiettivo più ambizioso ipotizzato negli accordi di Parigi 2015 il cui obiettivo minimo, e comunemente accettato dai paesi firmatari, prevede una soglia massima pari a +2°.

Su “A Conti Fatti” interviene sul tema uno dei vicepresidenti dell'IPCC, il professor Carlo Carraro, docente di Economia Ambientale ed Econometria presso l'Università Ca' Foscari di Venezia.

Bracconaggio: un reato ambientale tra i più odiosi e meno noti al grande pubblico. L'anno scorso, ad esempio, sono stati accertati 770 reati legati al bracconaggio, con 590 persone denunciate, 236 armi sequestrate e 22 arresti.

 Quella del consumo di suolo è una questione sui cui intervenire sta diventando sempre più urgente. Secondo l’ultimo rapporto Ispra, infatti, anche nel 2017 il consumo di suolo ha fatto registrare numeri purtroppo molto importanti: ogni due ore nel nostro paese si costruisce su una superficie grande quanto Piazza Navona e i cantieri spesso non risparmiano nemmeno aree protette, a rischio idrogeologico o vincolate per la tutela del paesaggio. Ormai quasi l’8% del territorio nazionale è cementificato.

Martedì, 02 Ottobre 2018 19:00

Da Roma a Katowice: in cammino per il clima

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Il prossimo 4 ottobre da Piazza San Pietro a Roma partirà un pellegrinaggio a piedi guidato da Yeb Saño, ex diplomatico filippino molto attivo sul fronte della lotta i cambiamenti climatici.

Attraversando la via Francigena prima e il cosiddetto “cammino di Karol”, in onore di San Giovanni Paolo II, Il pellegrinaggio avrà come meta Katowice, città polacca che dal 3 al 14 dicembre prossimo, ospiterà la 24ma conferenza delle parti sui cambiamenti climatici.

L'agricoltura ha bisogno d'acqua. Ma in mondo in cui la popolazione è in continuo aumento, le riserve dei ghiacciai sono in diminuzione, e la temperatura media cresce oltre i limiti di guardia, gli agricoltori del prossimo futuro non potranno permettersi di sprecarne neanche una goccia. 
Secondo una stima credibile il 70% di acqua dolce nel mondo è oggi destinata all'irrigazione. Come detto si tratta solo di una stima, per di più a livello globale, la cui precisione probabilmente risente della difficoltà di ricevere dati certi da molte regioni del mondo.

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