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La categoria Ambiente di Economia Cristiana

L’estate che appena conclusa è stata contrassegnata da una straordinaria ondata di siccità. In compenso alla prima, forte perturbazione temporalesca grandi città come Roma sono andate in crisi, mentre in Toscana si è assistito a esondazioni e allagamenti che hanno addirittura causato delle vittime.

Sia la siccità, sia le precipitazioni violente sono fenomeni che in Italia stanno diventando sempre più frequenti. Che cosa sta succedendo al clima? Lo abbiamo chiesto ad Antonello Pasini, climatologo dell’Istituto sull’Inquinamento Atmosferico del CNR e Vicepresidente della Società Italiana per le Scienze del Clima.

 

La siccità, questa estate e le prime piogge dell’autunno spingono i media ad affermare che il clima è definitivamente cambiato. È cosi? L’Italia non è più un paese a clima temperato come si è sempre studiato a scuola?

Probabilmente si. Eravamo abituati, 20 o 30 anni fa, al famoso anticiclone delle Azzorre, di cui raccontava tanto il colonnello Bernacca, che proteggeva l'estate italiana con un clima mite non troppo caldo. Adesso stiamo assistendo a un andamento diverso della circolazione atmosferica in estate: con questo anticiclone africano libico feroce, molto più caldo, che arriva più volte verso nord, alternato magari a un'ondata fredda. Succede che quando il mare si riscalda così tanto, come durante questa estate, poi, all'inizio dell'autunno, quando arriva un'ondata fredda succedono dei disastri; perché quest'aria fredda porta delle perturbazioni che vanno a scorrere su un mare molto caldo, che fornisce più vapore acqueo all'atmosfera e soprattutto più energia. Purtroppo l'atmosfera, per delle leggi fisiche e termodinamiche, non può far altro che scaricare violentemente quest’energia sul territorio, con conseguenze come quelle che abbiamo visto in questi giorni.

C'è un movimento di negazionismo internazionale sui cambiamenti climatici che fa notare come fenomeni di alluvioni e siccità siano sempre esistiti, anche a memoria d’uomo, ed anche nel nostro paese. Che cosa c’è di diverso adesso? Che cos’è questo “allarme clima”?

È vero: determinati fenomeni sono sempre accaduti; ma quello che vediamo è l'aumento della virulenza e della continuità di questi fenomeni. Purtroppo il riscaldamento globale ha fatto aumentare di circa un grado la temperatura dalla fine dell'800, e questo comporta che determinati fenomeni diventano più probabili e anche più violenti. Non che questi fenomeni non ci sono mai stati in passato, però adesso la tendenza è verso un fenomeno più violento e magari delle ondate di calore più persistenti, più durature e più feroci.

Il Papa, durante un recente viaggio in aereo, si è rivolto ai giornalisti presenti e, riferendosi a uno studio universitario, ha detto che  bisogna “tornare indietro” perché entro pochi anni si passerà il punto di non ritorno (testualmente: “Io non so se davvero abbiamo soltanto tre anni oppure no, ma che se non si torna indietro andiamo giù è senz'altro vero”). È così? Si va verso un punto di non ritorno?

Non so se siano tre, dieci o vent’anni, ma effettivamente il concetto è questo: bisogna fare in fretta. Dobbiamo agire sull'anidride carbonica, la cosa che crea, in massima parte, il riscaldamento globale. Stiamo scontando adesso quello che abbiamo immesso trenta o quarant’anni fa, perché l'anidride carbonica ha un grande tempo di permanenza in atmosfera; quindi dobbiamo fare in fretta, perché di quello che facciamo oggi vedremo i benefici magari tra venti o trent’anni. Soprattutto perché la macchina climatica ha questa inerzia: è partita verso il riscaldamento ed è difficile fermarla; soprattutto perché si sono riscaldati gli oceani, che hanno una grande capacità termica: si riscaldano difficilmente, con molto sforzo, ma una volta caldi, rimangono caldi molto a lungo.

Papa Francesco ha anche detto una frase poco considerata ma molto “potente”: bisogna ascoltare gli scienziati per intraprendere la strada giusta da seguire. Qual è questa strada?

Il Papa ha ragione, perché tanti non danno retta a quello che oggi dice la scienza. La strada giusta da seguire è proprio questa: ridurre le emissioni di anidride carbonica in atmosfera; smettere con la deforestazione del pianeta; e creare un pianeta più equo, perché l'equità internazionale va insieme a queste azioni per mitigare il cambiamento globale.

Il clima non causa soltanto problemi diretti, come la siccità e le alluvioni. Recentemente lei ha pubblicato un libro che mette in luce un “effetto collaterale” dei cambiamenti climatici.

Il diplomatico italiano Grammenos Mastrojeni ed io, abbiamo scritto un  libro che abbiamo intitolato "Effetto Serra, Effetto Guerra, clima, conflitti, migrazioni: l'Italia in prima linea", un po' anche sull'onda della “Laudato Sì” (l’enciclica di papa Francesco sui temi ambientali e sociali ad essi legati, ndr.) che dice che bisogna considerare un pensiero ecologico integrale, che mette insieme il benessere della natura e il benessere dell'uomo. Tenendo presente queste cose che dice papa Francesco, siamo andati a vedere che in effetti è vero: alcuni fenomeni, come le migrazioni, nascono in territori desertificati, come quelli africani. Gran parte della migrazione viene dalla fascia del Sael dove ci sono, infatti, dei cambiamenti climatici molto forti che inaspriscono questi fenomeni: con l’ulteriore perdita di raccolti rispetto al passato, alla fine arrivano conflitti locali, terrorismo e anche migrazioni verso le nostre latitudini. La cosa interessante che noi scopriamo è che risolvere i problemi della fame dell'Africa, e di queste migrazioni che arrivano, sarebbe un modo anche per risolvere il cambiamento climatico, il riscaldamento globale: perché vorrebbe dire recuperare queste terre desertificate, che adesso sono degli emettitori di CO2, farle diventare nuovamente foreste o campi coltivati, quindi nuovamente degli assorbitori di anidride carbonica. Da un lato faremmo del bene al clima, dall'altro alle popolazioni che sono lì, e fermeremmo un po’ anche queste ondate migratorie verso i nostri territori.

 

Al boom dei movimenti turistici che si registra nei mesi di luglio e agosto, purtroppo è legata una pratica esecrabile che ogni anno torna all'attenzione del dibattito pubblico: l'abbandono degli animali domestici. Si tratta di un'abitudine di persone senza scrupoli che, oltre a mettere in pericolo la sopravvivenza di esseri che fino a quel momento hanno contato sulla convivenza con l'uomo, può innescare una serie di conseguenze e pericoli per la salute e per l'ambiente. 

Se n'è parlato in "A Conti Fatti", rubrica radiofonica di EconomiaCristiana.it trasmessa da Radio Vaticana 105.0, con Marco Bravi, presidente del Consiglio Nazionale dell'ENPA - Ente Nazionale Protezione Animali.

È noto che ogni anno circa un terzo della produzione mondiale di cibo viene sprecata durante la produzione, il trasporto, la distribuzione o dopo l'acquisto. Di contro, gran parte delle coltivazioni sono dedicate alla produzione di biocombustibili e mangimi per animali, mentre si stima che la popolazione del pianeta supererà gli 8 miliardi entro il 2025. Intanto le Nazioni Unite hanno fissato al 2030 il limite per sconfiggere la fame nel mondo. È evidente che l'agricoltura del futuro, per rispondere a queste sfide deve puntare alla sostenibilità, e all'innovazione. 

Fixing Food è un documento, pubblicato di recente dalla divisione ricerca e analisi del gruppo dell'Economist, che classifica la sostenibilità dei sistemi alimentari, analizzando i sistemi agricoli, i livelli nutrizionali e gli sprechi alimentari dei singoli paesi del mondo. Il progetto e il rapporto sono stati realizzati con la Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition di cui "A Conti Fatti" ha intervistato una delle ricercatrici: Elena Cadel.

In occasione della Giornata Mondiale dell'Ambiente, il 5 giugno, sono stati assegnati a Bologna i premi "Reporter per la Terra", riconoscimento che la onlus Earth Day Italia assegna a giornalisti e fotografi impegnati sui temi della sostenibilità. Tra i protagonisti di quest’anno c'era il fotografo Pier Paolo Mittica, premiato per un suo reportage su Chernobyl a 30 anni dal disastro nucleare del 1986. "A Conti Fatti" rubrica di EconomiaCristiana.it trasmessa da Radio Vaticana 105.0, lo ha intervistato a margine della cerimonia di premiazione.

Martedì scorso si è svolto a Roma un convegno intitolato "CO2FreeForum, Laudato Si': la sostenibilità tra comunicazione e innovazione". La premessa del meeting era la prospettiva di rendere la Città del Vaticano il primo stato al mondo a zero emissioni. Delle tecnologie per raggiungere questo obiettivo, e in generale delle politiche di transizione verso energie pulite che superino lo sfruttamento di cambustibili fossili, hanno dibattuto tra gli altri il ministro dell'ambiente Galletti, la sindaca di roma Virginia Raggi, rappresentanti dell'Enel e della Opel che hanno presentato casi di innovazione green, e il portavoce dell'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, nonché ex ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, che abbiamo intervistato per "A Conti Fatti" su Radio Vaticana 105.0.

Il 5 Giugno, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, Earth Day Italia assegna il premio Reporter per la Terra per premiare giornalisti e fotografi che si sono particolarmente distinti sul fronte dell’informazione ambientale.
Roberta Cafarotti , direttore scientifico di Earth Day Italia, ne parla intervenendo su “A Conti Fatti”, rubrica a cura di economiacristiana.it trasmessa da Radio Vaticana Italia

Ad inizio marzo, a Bruxelles, si è svolta un'importante conferenza promossa dalla Commissione Europea per fare il punto sul piano d'azione comune per l'Economia Circolare varato dall'Unione Europea. Alcuni punti cardine del piano prevedono ad esempio che entro il 2030 i rifiuti urbani di tutta l'Unione siano riciclati almeno al 65%, e che gli imballaggi dei prodotti siano riciclati non meno del 75%.
Walter Ganapini è una figura di spicco dell'ambientalismo italiano, ed un esperto del ciclo dei rifiuti. In un recente convegno sull'economia circolare, in occasione della Giornata Mondiale della Terra, ha lanciato un monito sulla quantità di Anidride Carbonica presente in atmosfera che, come ormai affermano molti scienziati, sarebbe vicina alla soglia di pericolo per la sopravvivenza stessa del genere umano. Ex presidente di Greenpeace, co-fondatore di Legambiente, per anni membro del Comitato Scientifico dell'Agenzia Europea dell'Ambiente, di cui ancora oggi è membro onorario, Ganapini è attualmente direttore generale dell'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale dell'Umbria. È stato intervistato in "A Conti Fatti", rubrica di EconomiaCristiana.it trasmessa da Radio Vaticana 105.0.

Economia circolare: l'urgenza di modificare la produzione, il trasporto, la vendita, l'uso e il riciclo dei prodotti che consumiamo per minimizzare lo sfruttamento delle risorse naturali e azzerare in futuro sia l'immissione di anidride carbonica in atmosfera, sia la dispersione dei rifiuti nell'ambiente. 

Se ne è parlato in "A Conti Fatti", rubrica di EconomiaCristiana.it trasmessa da Radio Vaticana 105.0, nella puntata introdotta dall'intervista a Valerio Rossi Albertini, fisico nucleare, divulgatore scientifico e ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Domenica, 23 Aprile 2017 16:00

Accademia Kronos: noi facciamo la nostra parte

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Durante le celebrazioni della Giornata Mondiale della Terra Ennio La Malfa, presidente dell’associazione Accademia Kronos, interviene su “a Conti Fatti”, trasmissione a cura di economiacristiana.it, trasmessa da Radio Vaticana Italia.

Si parla spesso di cambiamenti climatici come problema ambientale e conseguenza dell'inquinamento; ma raramente si approfondiscono le implicazioni sociali e politiche degli sconvolgimenti del clima, e dei disastri naturali che ne sono un effetto collaterale. Il clima instabile provoca insicurezza alimentare, distruzione di raccolti, scarsità d'acqua in molte regioni del pianeta. Tutto questo mette le popolazioni in crisi, sia economica che sociale, spinge alla migrazione e alcune volte sfocia in conflitti armati. Se ne parlerà il 22 aprile, Giornata Mondiale della Terra, al Villaggio per la Terra di Villa Borghese a Roma, in un forum chiamato "Pace e ambiente" in cui interverrà Grammenos Mastrojeni, docente, scrittore e diplomatico, coordinatore per la Scienza e l'Ambiente della Cooperazione Italiana allo Sviluppo del Ministero degli Esteri. Lo abbiamo intervistato per la rubrica radiofonica "A Conti Fatti", trasmessa da Radio Vaticana Italia.

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