La riforma delle Popolari entra nel vivo, il governo apre a modifiche

Scritto da   Martedì, 10 Febbraio 2015 14:33 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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La riforma delle popolari arriva in Parlamento. L'aula della Camera ha bocciato le pregiudiziali di costituzionalità presentate da Sel, Lega, Forza Italia e M5S al decreto Renzi-Padoan che punta alla trasformazione in Spa delle dieci banche più grandi.

Con i relatori Marco Causi per la Commissione Finanze e Luigi Taranto per la Commissione Attività produttive, mercoledi' sono attese le audizioni di Consob e consumatori, per poi proseguire con Abi e Rete imprese giovedi'; venerdi', invece, toccherà alla Conferenza dei rettori e della Cassa depositi e prestiti.

Il calendario, ancora in via di definizione, dovrebbe proseguire la settimana successiva con Assopopolari, Mef e Bankitalia. Intanto, chi si è espresso sul decreto dopo i recenti interventi, a favore della riforma, di Giovanni Bazoli è stato il presidente della Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti, che ha escluso un intervento del suo ente in una delle future Spa.

"Non metteremo soldi in altre banche", ha spiegato Guzzetti, che attraverso la fondazione è tra i soci di maggior peso di Intesa Sanpaolo con una quota del 4,6%. A spingere per la riforma è il governatore di Bankitalia Visco convinto che adeguarsi al nuovo quadro internazionale “non vuol dire soccombere a un non meglio definito capitale straniero”.

Per il momento non sono previste modifiche al decreto, anche se il sottosegretario all’Economia Baretta afferma che bisogna avviare la discussione e poi si faranno eventuali modifiche. Lo stesso Causi ha chiesto una valutazione sulla possibilità di introdurre un limite all'esercizio del diritto di voto in assemblea.

“Nella riforma delle popolari"bisogna mantenere alcuni dei caratteri che hanno attualmente per evitare passaggi troppo bruschi. Come la golden share nelle privatizzazioni". Lo ha affermato Angelo Tantazzi, uno dei tre esperti messi in campo da Assopopolari per rispondere al decreto del governo che obbliga i maggiori istituti a trasformarsi in Spa. "Ci sono vari meccanismi", risponde Tantazzi sulle ipotesi di 'correttivi', come il voto maggiorato o un tetto ai diritti di voto.

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