Bankitalia chiede la riforma del credito cooperativo, non solo delle popolari

Scritto da   Giovedì, 12 Febbraio 2015 15:43 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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"Per le banche di credito cooperativo italiane l'integrazione è un obiettivo non più rinviabile: occorre favorire un sistema meno frammentato capace di superare gli svantaggi della piccola dimensione e di preservare i valori della cooperazione e della prossimità con il territorio che da sempre costituiscono il loro punto di forza". Lo dice Carmelo Barbagallo, capo del dipartimento di vigilanza bancaria e finanziaria della Banca d'Italia, intervenendo a Bolzano ad un convegno.


Secondo Barbagallo "alle banche locali è mancata la capacita' di innovare il modello di attività e di diversificare i ricavi". "Bisogna procedere con rapidità a una riforma del sistema che elimini le inefficienze nell'attuale configurazione di rete, riduca i costi operativi, innalzi la professionalità di esponenti aziendali e addetti, accresca qualità dell'offerta alla clientela", ha aggiunto.
Secondo Barbagallo "le banche locali italiane e, in particolare, le Banche di credito cooperativo si presentano all'avvio del Meccanismo di Vigilanza Unico connotate da debolezze di natura sia strutturale sia congiunturale. Sul piano tecnico, esse devono fronteggiare tre principali criticità: la rischiosità del credito, in considerazione dell'elevata incidenza delle partite deteriorate e del basso livello di copertura delle stesse; la debolezza della redditività; i vincoli a una rapida ricapitalizzazione connessi con l'organizzazione cooperativa in un contesto di elevata frammentazione".
Bankitalia, poi, chiede di accelerare sulle riforma delle popolari. Barbaglio ha detto che il governo, con il decreto legge all'esame del Parlamento, ''ha definito misure volte a rimuovere alcune criticità della disciplina delle banche popolari''. La riforma, secondo palazzo Koch, si rende necessaria per ''rafforzare la stabilità del sistema'', e superare gli ostacoli per il ''raggiungimento di livelli di capitalizzazione adeguati ai rischi''.

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