Il calzaturiero tiene nonostante la crisi

Scritto da   Giovedì, 12 Marzo 2015 17:37 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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C’è un settore che ha resistito alla grande alla crisi. E’ quello delle scarpe. Nel periodo gennaio-dicembre 2014 il settore calzaturiero italiano ha fatto registrare un saldo commerciale di quasi 4,2 miliardi di euro. Un risultato straordinario, tenuto conto della congiuntura molto sfavorevole.

Secondo un rapporto di Assocalzaturifici, tra il 2008 e il 2014, anni orribili per l’economia del nostro Paese, il calzaturiero ha generato una crescita complessiva delle esportazioni in valore del +20,3% e del saldo commerciale positivo del +17,5%, in un momento segnato dal pesantissimo calo dei consumi interni. Le imprese calzaturiere hanno mostrato di saper reagire con costanza rispetto a un ciclo economico dall'andamento con discese, risalite, nuove discese e quindi risalite ulteriori, sfruttando il traino dell’export: +3,0% in valore nel 2014.

Certo, il rovescio della medaglia c’è: l’aumento del prezzo medio a paio che, a fronte di un significativo calo in quantità (-34,8%), ha fatto registrare solo una contrazione dell’1,2% del valore. Un dato che può essere tradotto in un esplicito riconoscimento della qualità delle calzature italiane da parte dei mercati internazionali.

Fatto sta che almeno quattro aziende su dieci si dicono fuori dalla crisi, mentre quelle che ritengono di attraversare ancora un ciclo negativo sono il 16% circa.

Secondo la ricerca “cresce la quota delle imprese medio-esportative con un fatturato estero tra il  10% e il 50% del totale (tra il 2012 e il 2014 passano dal 25,0% al  30,1%) e quella delle imprese fortemente esportative, con un fatturato estero tra il 50% e il 90% del totale (tra il 2012 e il 2014 passano dal 35,8% al 42,5%). Si tratta di un punto di forza del quale le aziende sono sempre più consapevoli: emerge quindi la necessità per le aziende di disporre di un'informazione completa e affidabile, sia sul piano dei mercati sia sul piano dei soggetti ai quali si possono rivolgere per rafforzarsi all'estero".

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