Redditi e potere d'acquisto ristagnano, niente politiche espansive

Scritto da   Venerdì, 03 Aprile 2015 09:43 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Nel 2014 il reddito disponibile delle famiglie consumatrici in valori correnti è aumentato dello 0,2%. Nell'ultimo trimestre del 2014 è diminuito dello 0,4% rispetto al trimestre precedente ed è aumentato dello 0,8% rispetto al corrispondente periodo del 2013. Lo rende noto l'Istat. Tenuto conto dell'andamento dell'inflazione, il potere di acquisto delle famiglie consumatrici nel 2014 è rimasto invariato.


Insomma, lo scorso anno gli effetti delle politiche espansive del governo Renzi hanno avuto effetto molto limitato, soprattutto se questi dati vengono confrontati con quanto avviene negli altri paesi europei. D'altronde era difficile pensare che andasse altrimenti, visto che ci sono almeno 3,5 milioni di statali che hanno gli aumenti salariali bloccati dal 2008. Più in generale, a dicembre si è allungata anche l'attesa media per vedersi rinnovare il contratto, i lavoratori a cui è scaduto devono aspettare, prima di vederselo 'aggiornato', 37,3 mesi, ovvero oltre tre anni (32,2 a dicembre del 2013). Sono circa 7,1 milioni i dipendenti, privati e pubblici, in attesa di rinnovo di contratto. Quanti lavorano in base a un contratto scaduto sono quindi la maggioranza.
Difficile pensare che gli italiani abbiano più soldi in tasca per i consumi, ancor più considerato che la pressione fiscale non cala ma semmai aumenta. Ciononostante è aumentata dello 0,5% la spesa per consumi, effetto principalmente di un miglior clima generale. Ma anche riflesso del fatto che lo scorso anno la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stata pari all'8,6%, con una diminuzione di 0,3 punti percentuali rispetto all'anno precedente. Anche nel quarto trimestre del 2014 la propensione al risparmio è stata pari all'8,6%, in diminuzione di 0,5 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e in aumento di 0,2 punti percentuali rispetto al corrispondente trimestre del 2013.
Critiche Federconsumatori e Adusbef, secondo cui "l'Istat rende nota oggi la risalita del reddito e della spesa delle famiglie. Una risalita che è anche eccessivo definire tale: +0,2% il reddito delle famiglie e +0,5% la spesa delle famiglie nel 2014. Un dato che, più che una risalita, attesta lo stallo di redditi e spesa. A maggior ragione se si confronta tale andamento al trend registrato negli ultimi anni: dal 2008 ad oggi il potere di acquisto delle famiglie è diminuito del -13,4%, mentre solo nell'ultimo triennio 2012-2013-2014 i consumi delle famiglie sono calati del -10,7%".

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