Ripartono, lentamente, i consumi. Ma i commercianti sono scettici

Scritto da   Giovedì, 07 Maggio 2015 11:47 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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L’Italia, si riprende, seppur lentamente. E quello che si risveglia è l’indicatore dei consumi. Secondo l’Istat, infatti, la spesa privata per consumi è ”attesa consolidarsi nel triennio 2015-2017". Nel 2015 i consumi privati registreranno una crescita pari allo 0,5%, favorita da un'evoluzione positiva del reddito disponibile e dal graduale incremento dell'occupazione. 
 
Il tasso di risparmio si attesterà poco al di sopra dei valori del 2014. Nel biennio successivo, l'aumento dei redditi da lavoro dipendente, associato a una ripresa dell'occupazione, “continuerà a sostenere i consumi privati che aumenteranno dello 0,7% nel 2016 e dello 0,9% nel 2017”. 
 
Più cauta Confcommercio. L’indicatore Icc dell’organizzazione registra a marzo 2015 una variazione nulla rispetto a febbraio  ed una crescita dello 0,4% tendenziale mostrando una stabilizzazione  in termini di media mobile a tre mesi. La scarsa dinamicità dei consumi, che confermano comunque il graduale trend di ripresa, si inserisce in un contesto generale che, seppure in moderato  miglioramento, è caratterizzato da grande incertezza, rileva la  confederazione. Questo anche perché, secondo Confcommercio, diversi elementi contraddittori impediscono alla  ripresa di assumere quel vigore necessario per un significativo  recupero dei livelli produttivi ed occupazionali.
 
In particolare, il sentimento dei consumatori che, ad aprile, dopo i  segnali positivi riscontrati nei tre mesi precedenti, ha evidenziato un moderato peggioramento e il sentiment delle imprese anch'esso in lieve riduzione ad aprile.
 
Una certa afasia negli acquisti coinvolge anche il resto del continente. Nell’area euro a marzo, e vendite realizzate dal commercio al dettaglio hanno accusato un calo in volumi dello 0,8 per cento rispetto al mese precedente, secondo i dati diffusi da Eurostat.  E non sembra mostrare evidenti effetti positivi indiretti sul commercio dell'avvio effettivo del quantitative easing della Bce, il piano di acquisti di titoli di Stato.
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