Italia maglia nera in Ue per inattivi. Crolla la Cig

Scritto da   Lunedì, 18 Maggio 2015 16:51 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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A preoccupare non è tanto il tasso di disoccupazione, quanto gli inattivi. L’Italia infatti è maglia nera in Europa per numero di inattivi, di coloro che cioè non sono né occupati né disoccupati. L’Associazione Bruno Trentin della Cgil afferma che nel 2014 questa quota risulta pari al 36,1% tra i 15 ed i 64 anni, quota che a livello europeo si ferma al 27,7%. Si tratta di 14,1 milioni di persone: le donne sono quasi 9 milioni e gli uomini oltre 5 milioni.

L’associazione afferma che recenti dati europei stimano che l'Europa tornerà all'occupazione pre-crisi tra il 2017 e il 2018. In ogni caso non si ridurrebbe apprezzabilmente il divario del tasso di occupazione italiano, che era di circa 8 punti inferiore alla media dell'Eurozona anche nel 2007.

Intanto l’Inps afferma che ad aprile sono state autorizzate 61 milioni di ore di cassa integrazione guadagni con un calo del 36,9% rispetto ad aprile 2014. A pesare è soprattutto il crollo della cig in deroga.

La Cisl fa notare che “il dato è fortemente condizionato dalla pesantissima carenza di stanziamenti e dalle restrizioni progressive  imposte dalle recenti normative relative alla cassa integrazione in  deroga. Anche per tale motivo questi dati non possono essere considerati positivi - prosegue - ossia figli di un reale, calo di utilizzo della cassa integrazione a vantaggio di una ripresa dell'occupazione, in quanto si dovrà ora verificare l'impatto occupazionale immediatamente successivo: ossia ci può essere il rischio che anziché un rientro in azienda o un nuovo lavoro, i cassintegrati enumerati nel calo di utilizzo siano passati ad una fase di disoccupazione o di altra  tipologia di ammortizzatori, mobilità e disoccupazione per chi ne può  ancora fruire o Aspi e Miniaspi''.

Sul chi va là anche la Cgil che in una nota fa notare come “"Ad oggi siamo ancora in attesa dei pagamenti per la deroga del 2014 in molte regioni, per le quali anche il recente decreto di sblocco dei fondi non sarà sufficiente a coprire il fabbisogno reale, producendo il fatto che molti lavoratori, seppur coperti da accordi di cassa in deroga, non si vedranno riconosciute le indennità. E questo giustifica il dato diffuso oggi di un - 77,3% delle autorizzazioni per la Cig in deroga"

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