Segnali scarsi per la fiducia di imprese e cittadini

Scritto da   Giovedì, 28 Maggio 2015 15:23 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Peggiora la fiducia dei consumatori a maggio, rimane sostanzialmente stabile per le imprese. Lo afferma l’Istat registrando una diminuzione per l'indice dei consumatori a 105,7 da 108 di aprile e per quello delle imprese a 102 da 102,1.

Si tratta per entrambi del secondo calo consecutivo dopo i record toccati a marzo (ai massimi da maggio 2002 per i consumatori e da luglio 2008 per le imprese). Per le aziende sono in calo gli indici di tutti i raggruppamenti tranne i servizi di mercato.
 
La fiducia del manifatturiero scende così  a 103,5 da 104,0, quella delle imprese di costruzione a 111,8 da 113,3 e quella del commercio al dettaglio a 104,3 da 105,9. Per i consumatori si riducono tutte le componenti del clima di fiducia: economica, personale, corrente e futura. Sono in peggioramento, inoltre, i giudizi e le attese sulla situazione economica del Paese e le aspettative sulla disoccupazione.
 
Nelle imprese manifatturiere migliorano le attese di produzione ma peggiorano i giudizi sugli ordini. Nelle costruzioni migliorano i giudizi sugli ordini o piani di costruzione ma peggiorano le attese sull'occupazione. Nelle imprese dei servizi migliorano le attese sugli ordini mentre peggiorano le attese sull'andamento generale dell'economia. Nel commercio al dettaglio, infine, peggiorano sia i giudizi sulle vendite correnti sia le attese sulle vendite future e sono giudicate in accumulo le giacenze di magazzino.
 
E si assiste a un lieve calo in maggio per l'indice sul "business climate" nell'Eurozona: come informa la Commissione europea, che ogni mese calcola l'indicatore, è sceso di 0,05 punti a +0,28. In particolare, se sono aumentate le attese dei manager riguardo alla produzione, sono rimasti stabili le valutazioni sugli ordini e le esportazioni ma sono peggiorate le valutazioni sui trend della produzione passata e sulle scorte di prodotti finiti.
 
Il calo della fiducia registrato dall’Istat ''rispecchia in pieno lo sconforto dei cittadini'', secondo Federconsumatori e Adusbef. Del resto, secondo le due associazioni, dal 2008 il loro potere d'acquisto è diminuito del 13,4% e la domanda interna tra il 2012 e il 2014 è scesa di 78 miliardi. Per i due presidenti Trefiletti e Lannutti “annunci, slogan e palliativi non servono più a nulla. E' ora di intervenire, per contrastare attivamente questo clima di disagio e di sfiducia”.
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