Nuovo Isee, solo il 25% dichiara reddito nullo

Scritto da   Giovedì, 04 Giugno 2015 16:31 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Il governo ha puntato sulla riforma dell’Isee per evitare truffe e abusi per nell’erogazione dei servizi. Il ministero del Lavoro ha fatto sapere che sulla popolazione nel suo complesso non si osservano particolari variazioni nella distribuzione per classi di ISEE.
Per circa due terzi della popolazione il nuovo ISEE è più favorevole (45,3%) o indifferente (19,7%) rispetto al vecchio. Per il terzo di popolazione per cui il nuovo indicatore è meno favorevole, ciò dipende dai valori patrimoniali: il patrimonio infatti pesa molto di più nel nuovo indicatore, da meno di un settimo (13,6%) a più di un quinto (20,5%). 
 
Per effetto del maggior valore del patrimonio, la media generale aumenta (di circa l’8%), ma comunque la mediana (il valore che separa il 50% più povero da quello più ricco) diminuisce. L’indicatore inoltre è molto più veritiero; i redditi non sono più autodichiarati, ma rilevati direttamente presso l’anagrafe tributaria (si stima in circa un quarto delle DSU la presenza di sottodichiarazioni nel vecchio ISEE), mentre con riferimento alla disponibilità di risorse allocate in conti correnti o in depositi di altro tipo l’annuncio del rafforzamento dei controlli ha risultati eclatanti: le DSU con l’indicazione di nessuna disponibilità di risorse relative a conti correnti o depositi analoghi passano da quasi il 75% a meno del 25%. 
 
Quanto ad alcuni sottogruppi di popolazione, nel caso dei nuclei con minorenni la distribuzione per classi di ISEE è sostanzialmente identica a quella del vecchio indicatore (ancora più che per la popolazione complessiva). Comunque si osserva una quota leggermente superiore di coloro che sono favoriti dalla riforma rispetto alle famiglie senza minorenni; inoltre, non si registra l’incremento della media osservato per la popolazione nel complesso. 
 
Per il ministro del lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti “la riforma dell’ISEE aveva come unico obiettivo quello di rendere il sistema più equo, a partire dalla veridicità delle dichiarazioni, ed è quello che sembra si stia verificando. Per gran parte della popolazione si osserva una riduzione o una sostanziale stabilità dell’indicatore, mentre l’ISEE aumenta solo laddove vi sono patrimoni consistenti. Particolarmente soddisfacenti sono i risultati in termini di emersione di valori precedentemente sottodichiarati o non dichiarati del tutto, in particolare per quanto riguarda la disponibilità di risorse finanziarie, allocate in conti correnti o altri tipi di deposito. Sembra quindi che i “furbetti” del welfare abbiano vita meno facile con le nuove regole”.
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