Confcommercio, ripresa disomogenea e povertà ancora troppo presente al Sud

Scritto da   Lunedì, 08 Giugno 2015 11:58 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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La ripresa ha toni differenti, in base al territorio. E dove la povertà ha colpito più duramente, risollevarsi sarà sempre più difficile. Confcommercio mette in luce che "la durezza della crisi potrebbe avere effetti irreversibili o, almeno, di eccezionale durata, sulla dimensione dell'area della povertà assoluta (che caratterizza l'impossibilità di un nucleo familiare di avere accesso a un paniere di sussistenza di beni e servizi).

Le persone assolutamente povere crescono del 163% nel 2013 rispetto al minimo del 2006, da meno di 2,3 milioni della metà degli anni 2000 a oltre 6 milioni, circa il 10% dell'attuale popolazione italiana. Più della metà dei poveri assoluti risiede nel Mezzogiorno".

Confcommercio, in uno studio, afferma che proprio dal Sud bisogna ripartire, e dunque "deve tornare al centro dell'agenda di politica economica. Infatti, mentre per il Centro-Nord è prevedibile già nell'anno in corso una ripresa apprezzabile - sopra il punto e mezzo percentuale nella media 2015-2016 - il Sud risulterebbe ancora in recessione almeno fino al prossimo anno".

Secondo gli esperti economici dell'organizzazione, gli squilibri territoriali "sono in forte crescita a partire dal 2010 e potrebbero ulteriormente ampliarsi in modo rilevante perché il meridione ha minore vocazione all'export, maggiori difficoltà di fare impresa, soffre di una situazione molto più difficile del mercato del lavoro e di paradossali ritardi infrastrutturali che sembrano aggravarsi piuttosto che ridursi".

Per il presidente di Confcommercio, Sangalli, "oggi, finalmente, siamo davanti ai primi segnali di ripresa. Una ripresa effettiva, seppure timida". Un aggettivo, questo, motivato anche da una questione di rispetto" aggiunge Sangalli spiegando che si tratta del "rispetto che si deve a tutti voi, a tutti noi, imprenditori del commercio, dei servizi, del turismo, dei trasporti e delle professioni che abbiamo pagato più di tutti la crisi, perdendo a volte la pazienza, ma senza perdere mai la speranza".

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