Crisi finita? Aumentano i posti di lavoro e cala il disagio sociale

Scritto da   Mercoledì, 10 Giugno 2015 14:52 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Più che il jobs act, sta funzionando la decontribuzione per i nuovi assunti. Nel primo quadrimestre 2015 aumentano, rispetto al corrispondente periodo del 2014, le assunzioni a tempo indeterminato (+155.547), aumentano anche i contratti a termine (+44.817) mentre diminuiscono le assunzioni in apprendistato (-11.685). Nel periodo preso in considerazione l'aumento complessivo delle nuove assunzioni è di 188.679 unità.


Nello stesso periodo diminuiscono di 79.988 unità le cessazioni di rapporti di lavoro, per cui il saldo netto dei rapporti di lavoro è pari a 268.667 unità. Sono i nuovi dati dell'"Osservatorio sul precariato" Inps, pubblicati sul sito istituzionale www.inps.it. Nei primi quattro mesi del 2015 le nuove assunzioni a tempo indeterminato stipulate in Italia, rilevate da Inps, sono state 650.897, il 31,4% in più rispetto all'analogo periodo del 2014. Le trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine, comprese le "trasformazioni" degli apprendisti, sono state 221.251 (+23,4% rispetto allo stesso periodo del 2014). Pertanto, la quota di assunzioni con rapporti stabili è passata dal 35,51% del primo quadrimestre 2014 al 40,93% del primo quadrimestre 2015.
Un altro importante segnale è arrivato dal misery index di Confcommercio, l'indice che regola il disagio sociale dei cittadini. Ad aprile è sceso a 20,2 da 20,5 (-0,3%). L'organizzazione ha aggiunto che la disoccupazione estesa è calata al 16,0% (-0,2%).
Ad incidere sul dato c'è appunto la riduzione della disoccupazione e la stabilità dei prezzi dei beni e servizi ad alta frequenza d'acquisto (0,0% ad aprile e marzo). Confcommercio dice che " pur permanendo alcuni elementi di criticità legati alle aspettative delle famiglie e delle imprese, i moderati segnali di miglioramento del quadro economico si vanno irrobustendo ed hanno cominciato a produrre i primi effetti sull'occupazione e sui consumi. Il consolidamento di queste tendenze potrebbe determinare, nei prossimi mesi, effetti sempre più significativi sul mercato del lavoro e sul reddito delle famiglie riportando l'area del disagio sociale su valori meno preoccupanti".

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